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Bla bla baby – Clip in esclusiva del film

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Chi non vorrebbe capire quello che dicono i bambini quando parlano tra di loro, o quando ti guardano facendo versi incomprensibili? Cosa vogliono dirti quando piangono? E poi: cosa pensano?

Il primo film famoso a immaginare qualche risposta a queste domande fu Senti chi parla, con l'attore John Travolta come protagonista, che si ritrovava a curare un bambino che "pensava" con la voce italiana di Paolo Villaggio.

Bla Bla baby
E' il titolo del nuovo film che esce il 7 aprile al cinema: anche qui sono i bambini a parlare, anche se non sanno ancora farlo.

Di cosa parla Bla Bla Baby
La trama narra di un educatore  in un asilo nido aziendale che capisce il linguaggio dei neonati e si innamora della mamma di un bambino che cura mentre lei lavora. Peccato però che il piccolo non ha nessuna intenzione di aiutarlo a conquistare il cuore della sua mamma, e gliene combina di tutti i colori, fino a che...

Sul set
Di tutti i film, però, quello che ci piace di più è il dietro le quinte, cioè i racconti su come si sono svolte le riprese, spiegati da registi, autori e truccatori.

In questo caso, poi, non deve essere semplice "lavorare" insieme a bambini di 1 anno, soprattutto convincerli a fare delle cose insieme, senza forzarli o stancarli. Per questo gli attori sono formati da cinquo a coppie di gemelli (in modo da potersi dare il cambio) e anche bambolotti di gomma.

Altre curiosità sul film

Note di regia: la sceneggiatura vede come protagonisti alcuni bambini di nemmeno un anno, che hanno imparato a camminare durante le riprese. I neonati a volte sono ricreati con i VFX, altre invece mi hanno regalato corpo, volto ed espressioni dal vero. Ho messo a punto, giorno dopo giorno, un metodo di ripresa che
assomigliava più al documentario che al cinema.

Bisognava attendere che i bambini facessero alcune azioni necessarie allo sviluppo delle storia. Un po’ come nei prodotti del National Geographic in cui l’operatore attende la mossa giusta da parte di un ghepardo o di un coccodrillo.
Producevamo più di tre ore di materiale girato al giorno, in attesa di quell’attimo magico che finiva
nel montaggio definitivo. Alle riprese ha fatto seguito una lunga fase di post-produzione per
ottenere il risultato che vedete sullo schermo.

Angelo Licata, regista seconda unità: abbiamo capito dal primo giorno che mentre la prima
unità girava un film “normale” la seconda, che si occupava prevalentemente dei bambini, stava
girando un documentario, ed esattamente come un regista nascosto nella vegetazione, armati di
una pazienza infinita aspettavamo che i nostri piccoli eroi decidessero di compiere le complicate
azioni che avevamo pianificato.

Mauro Uzzeo, sceneggiatore: C’è chi lo ammette e chi mente, ma un autore che scrive è un autore che parla di sé. Sempre.  Ogni autore inventa personaggi che gli facciano da specchio.

Federico Annichiarico, direttore di fotografia: Girare con bambini e animali solitamente è la cosa più difficile che possa capitare al cinema, ma lavorare con sette, otto bimbi poco più che neonati, con la pretesa tra l'altro di fargli fare quello che noi volevamo, credo sia stata un'impresa a dir poco epica. Ricordo i salti di gioia, soltanto perché un bimbo accennava ad un gesto per lui casuale, ma per noi indispensabile alla storia. A volte passavano ore prima che ciò potesse accadere.

Truccare i bambini, Clara Hopf, capo truccatore: è stato più impegnativo che truccare i grandi, perché ematomi, graffi, piccole ferite e morsi apparivano come per magia da un giorno all'altro. Molte volte il fatto di avere 5 coppie di gemelli perfettamente uguali ci ha salvato e fatto girare in tranquillità!!!!!

Jerry D'avino, capo parrucchiere: non avevo mai pensato però cosa potesse significare relazionarsi con 10 bambini, identici a due due, 5 coppie di gemellini. Tutto continuava a sembrarmi normale fino al momento
in cui tutte le coppie di gemellini (fratelli e sorelle) si sono sedute al mio reparto per farsi preparare: la richiesta del regista Fausto Brizzi e del reparto costumi è stata quella di acconciare loro i capelli in modo IDENTICO.

Ho seguito l’indicazione senza grandi difficoltà ma ammetto, per due mesi, di non avere mai riconosciuto un gemellino dall’altro. Così, per due mesi. Per rendere ancora più semplice il tutto la produzione ha pensato di utilizzare altrettanti bambini di GOMMA (uno per coppia): si doveva risparmiare lo stress maggiore ai bimbi nelle scene più difficili. I bambini erano diventati 15.