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Batteri da incubo: resistenti agli antibiotici

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Batteri da incubo: resistenti agli antibiotici
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Lo sapete che sulla nostra pelle vivono tantissimi batteri? Ma ce n'è uno lo Staphylococcus epidermidis che, a causa della resistenza agli antibiotici, sta diventando sempre più pericoloso e può causare gravi infezioni.

Lo Staphylococcus epidermidis è un batterio che fa parte del ceppo MRSA e,fino a oggi, ha rappresentato un grande enigma. Infatti non era ancora chiaro il perché alcuni batteri stafilococco che vivono tranquillamente sulla nostra epidermide e altri che invece la utilizzano come mezzo di trasporto, potessero causare conseguenze anche letali.

L'enigma dello stafilococco

Lo Staphylococcus epidermidis rappresenta ancora un grande enigma: è presente sulla pelle della maggior parte degli esseri umani adulti, ma anche se potenzialmente pericoloso non dà sintomi. Quindi gli studiosi hanno voluto capire  e studiare come mai lo stafilococco, in alcuni casi, provocasse infezioni molto serie nella pelle o nel sangue, e fosse la causa di malattie come la meningite, l'avvelenamento alimentare, la polmonite e una serie di altri sintomi con possibile decorso fatale.

 

Trasmissione attraverso le amebe

Lo Staphylococcus epidermidis, quindi, è stato studiato attentamente ed è stato appurato che questo superbatterio per diffondersi utilizza le amebe. Così, i ricercatori del Centro Milner, dell'Università di Bath (Regno Unito), guidati dal professor Mike Brown, hanno appurato che il batterio Staphylococcus epidermidis, è una delle principali cause di infezioni, anche letali, soprattutto dopo gli interventi chirurgici. I ricercatori hanno identificato 61 geni che possono trasformare il batterio da innocuo a molto pericoloso causando infezioni anche mortali. I geni che causano la malattia aiutano il microrganismo a crescere nel sangue, evitano la risposta immunitaria e rendono la superficie cellulare appiccicosa tanto da formare una specie di pellicola che rende lo Staphylococcus epidermidis resistente agli antibiotici. Questo studio sui ceppi Staphylococcus epidermidis, affermano i ricercatori, servirà a identificare la causa della comparsa di alcune malattie e a capire quali pazienti sono a maggiormente a rischio di infezione prima di sottoporsi a un intervento chirurgico.

Basta allontanare le amebe dall'acqua

Le amebe hanno bisogno di acqua per vivere. Il professor Brown afferma che degli ambienti secchi e un'attenta sistemazione di lavandini e altre fonti di acqua saranno fondamentali per ridurre la diffusione di MRSA. «Ritengo che dovremo usare particolare attenzione in ogni situazione che comporta l'uso di acqua», ha dichiarato il professor Brown al Notiziario CORDIS. «Per esempio, se il lavandino si trova vicino al paziente, potrebbe esserci un effetto aerosol causato dalle gocce d'acqua. Rimanere vicino al lavandino non sarebbe una buona idea per il paziente. Tutto ciò che contiene acqua è una potenziale riserva di amebe e pertanto di MRSA», ha dichiarato.