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Anonymous: chi sono gli hacker attivisti?

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Anonymous: chi sono gli hacker attivisti?
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Già protagonisti di mirabolanti attacchi informatici ad aziende ed istituzioni, il collettivo di hacker ha recentemente dichiarato la "cyber war" alla Russia (o meglio, al governo russo). Ma chi sono gli Anonymous?

Agiscono nell'anonimato e da anni si fanno beffe dei potenti violando segreti inaccessibili e attaccando i sistemi informatici di sicurezza di governi e multinazionali: sono gli Anonymous, l'ormai celeberrimo collettivo di hacker diventato simbolo di attivismo e disobbedienza civile.

COS'È ANONYMOUS?

Benché spesso venga identificato come una singola persona fisica, per Anonymous s'intenda in realtà un collettivo internazionale di super-esperti d'informatica che in gran segreto si coordinano in nome di un codice etico condiviso dai suoi membri per difendere la libertà d'espressione in tutto il mondo, "hackerando" siti e attività online di chi, a parere loro, merita una lezione.

Stando alle (poche) informazioni note, il gruppo nacque nel 2003 all'interno di un sito che si occupava di anime e manga, dove gli utenti che non volevano condividere i propri dati personali veniva identificato con il nickname Anonymous. Così, benché dinamiche e progetti di questa organizzazione rimangano tutt'ora avvolta nel mistero, negli anni la sua attività ha cominciato ad attirare l'attenzione mediatica, soprattutto perché le loro ritorsioni virtuali - spesso spettacolari e particolarmente beffarde, condite da scherzi e immagini canzonatorie - andavano a colpire soggetti o imprese che molti dell'opinione pubblica ritenevano meritevoli di una punizione.

Oggi il collettivo Anonymous è famosissimo, gestisce profili social e pubblica video-annunci in cui i partecipanti indossano la maschera di Guy Fawkes, il cospiratore inglese di fine '500 che, soprattutto grazie al successo del fumetto (e film) V per Vendetta, è diventato un simbolo della ribellione al potere.

I VIGILANTI DELL'INFORMATICA

Oltre a violazioni e operazioni dimostrative ai danni di account social e siti di eventi (più volte anche in Italia) Anonymous ha spesso preso parte a questioni politiche decisamente delicate, rivendicando il proprio ruolo di "scheggia impazzita" a tutela della libertà in tutto il pianeta. Nel 2015, ad esempio, gli hacker attivisti attaccarono i canali di comunicazione dell'ISIS, pubblicando anche un comunicato nel quale annunciavano ufficialmente che non avrebbero dato tregua ai terroristi colpevoli di sanguinosi attentati.

Prima ancora, nel 2010, per dare sostegno al sito Wikileaks - responsabile della diffusione di importantissimi documenti segreti riguardanti i potenti del pianeta - gli hacker mascherati avevano preso d'assalto i metodi di pagamento virtuale di Mastercard, Visa, Apple e PayPal, che impedivano agli utenti di effettuare donazioni per sostenere la causa.

LA "CYBER WAR" CONTRO PUTIN

Nelle ore immediatamente successive all'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe, Anonymous ha fatto sapere di essere totalmente al fianco delle vittime dell'aggressione, proclamando una spietata guerra virtuale - una Cyber War - nei confronti delle istituzioni e del governo di Mosca per ostacolarne l'operato in ogni modo.

No nation deserves to be invaded at the whim of a madman's delusions. No person deserves to live under censorship where they cannot speak truth to power.

Dopo le parole, sono subito seguiti i fatti. Il collettivo ha infatti cominciato a violare i sistemi onine del governo e della Duma, la camera del Parlamento russo, i siti delle compagnie aeree e del settore energetico, nonché i canali della TV russa, oscurando le trasmissioni regolari e mandano in onda le immagini in diretta dell'invasione in terra ucraina.

ANONYMOUS È ILLEGALE?

Trattandosi di hacker senza nome e che "scassinano" i contenuti online di enti, aziende e privati cittadini, per le istituzioni internazionali quello di Anonymous è un gruppo criminale pericoloso e perseguito ufficialmente. Nonostante ciò non sono in pochi a guardare con simpatia questi vigilanti virtuali.