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Alessandro Del Piero superstar: intervista esclusiva all’ex-calciatore della Juventus

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Alessandro Del Piero superstar: intervista esclusiva all’ex-calciatore della Juventus
Getty Images

Abbiamo "raggiunto" l'ex stella del calcio italiano Alessandro Del Piero che, da Los Angeles, ci ha raccontato il suo amore per un gioco diventato professione e che tutti possono giocare a pallone!

Alessandro Del Piero definisce così la sua passione per quello che è diventato il suo lavoro: «Non avrei mai voluto smettere di giocare a calcio. Mai. A me non interessava quando, dove, con chi o contro chi: io chiedevo solo di poter avere un pallone tra i piedi. E mi sentivo il più felice del mondo». E Alessandro Del Piero ama così tanto il calcio che, assieme al giornalista Carlo Cattaneo, ha scritto il libro ManuAlex - tutto il bello del calcio (Rizzoli, 19 €) in cui racconta chi sono i grandi campioni e le squadre più forti della storia, gli allenatori che hanno cambiato il modo di giocare a pallone e i gol più spettacolari, per non tralasciare le esultanze più strane o perché si gioca in undici… Ma non mancano anche tante informazioni storiche, scientifiche, record

Noi di Focus Junior assieme ai nostri junior reporter abbiamo intervistato Alessandro Del Piero, online perché vive a Los Angeles, negli Stati Uniti, ecco la video intervista.

  • Dal momento che sei diventato un allenatore, quale squadra ti piacerebbe allenare?
    «In realtà ci sono tante squadre che mi affascinano, ovviamente per il blasone per quello che rappresentano, per quello che sono adesso o che sono state nel passato. Vedremo».
  • Come è nata la tua passione per il calcio?
    «È nata in modo totalmente naturale, fin da quando ho memoria giocavo a calcio, e giocavo a calcio tutti i giorni, a qualsiasi ora, fino a quando non diventava buio».
  • Qual è il tuo motto di vita?
    «Non credo si debba avere solamente un motto di vita. Bisogna seguirne più di uno e creare la propria filosofia per credere in quelli che sono poi i valori che ti rappresentano».
  • Quali emozioni hai provato quando l'avvocato Giovanni Agnelli ti ha dato il soprannome di Pinturicchio?
    «In realtà non sapevo chi fosse e ho dovuto informarmi, poi conoscendo un po’ la storia di Pinturicchio ho scoperto e apprezzato molto quello che l'avvocato Agnelli ha cercato di trasferire con quel messaggio.».
  • Chi era il tuo idolo da bambino e cosa provi ad essere oggi tu un idolo per tanti bambini?
    «Da bambino ero tifoso della Juventus e il mio idolo era Michel Platini, quindi seguivo quella Juve rappresentata da lui e da tanti altri campioni, molti dei quali sono diventati campioni del mondo con l’Italia nel 1982».
  • Sei stato felice di vincere la Champions ?
    «Vincere la Champions è stata la cosa più bella che potesse capitarmi perché era ciò che desideravo di più dopo aver vinto il campionato. È stata una goduria immensa».
  • Perché vivi in America? Il tuo gol più bello?
    «Vivo in America per diversi motivi ma vengo spessissimo in Italia per cui è come se vivessi in tutti e due i posti. Il mio gol più bello è probabilmente quello contro la Fiorentina nel 1994».
  • Chi consideri il tuo erede?
    «Mi diverte vedere tanti giocatori che potrebbero diventare anche miei eredi. Io non considero mai un giocatore erede di un altro perché ognuno ha la propria personalità Quindi direi nessuno in particolare».
  • È stato emozionante rivederti nelle figurine Adrenalyn come Leggenda del Calcio?
    «Molto bello sicuramente è sempre una cosa che fa effetto vedersi nelle figurine per cui sono rimasto molto contento».
  • In quale altra grande squadra italiana avresti voluto giocare se non fossi finito alla Juve?
    «La mia storia in Italia è rappresentata dal San Vendemiano dove ho iniziato a giocare, poi Padova e infine alla Juventus. Sono contento così».