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Alessandro Cattelan: l’intervista di Focus Junior

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Alessandro Cattelan: l’intervista di Focus Junior
Getty Images

Abbiamo intervistato Alessandro Cattelan e ci ha rivelato che ama il calcio, la musica ma soprattutto i giocattoli. Curiosi? Allora leggete che cosa ci ha raccontato

Alessandro Cattelan è uno tra i conduttori più noti del mondo dello spettacolo. Nato l'11 maggio 1980 a Tortona, in provincia di Alessandria, ha esordito in televisione da giovanissimo come dj nei programmi musicali di Viva All Music e Mtv.

 

Da dj a presentatore tv

Oggi, Alessandro Cattelan, oltre a essere voce di Radio Deejay, è anche uno dei volti più amati della tv. Appassionato di calcio e super tifoso dell'Inter, non perde una partita della sua squadra del cuore e, quando può, gioca per beneficenza con la Nazionale Calcio Tv.

Noi lo abbiamo raggiunto online ed ecco che cosa ci ha raccontato.

Ciao Ale, sappiamo che hai tante passioni, ma ci dici quella che ti... appassiona di più?

«Beh, se devo dire la verità, il mio grande amore sono i giocattoli! Ne ho proprio tantissimi, tanto che mia moglie me li ha fatti traslocare in ufficio perché occupavano troppo spazio. Sono gli stessi con cui ho giocato quando avevo la vostra età, o ero addirittura più piccolo. Ricordo quando ho ricevuto ognuno e so perfettamente quali mi sono stati regalati per Natale, quali per il compleanno o perché quell'anno ero andato particolarmente bene a scuola... Per me è come guardare una vecchia foto di quando ero ragazzino, uno dei periodi più belli della mia vita».

E allora raccontaci: com'era Alessandro Cattelan a 10 anni?

«Ero un vero, grande appassionato di calcio. Credo fosse il mio principale interesse da quando mi svegliavo alla mattina fino a quando andavo a dormire alla sera».

A 13 anni invece?

«Il calcio era ancora nel mio cuore, ma iniziavo anche a uscire al pomeriggio, ad avere un po' di libertà, che mi sembrava una conquista gigantesca. C'era l'emozione di un mondo nuovo da scoprire e mi piaceva farlo con i miei amici: per esempio organizzando con loro le pizzate di fine anno scolastico.

Da ragazzino leggevi?

«Da piccolo non molto, ogni tanto sfogliavo Topolino. Forse perché i miei leggevano poco e io li imitavo. Credo che l'esempio sia fondamentale, lo noto con mia figlia che vedendomi spesso con un libro in mano e diventata una discreta lettrice. Non smetterebbe mai.neanche per andare a dormire».

Ma se da piccolo leggevi poco, come mal sei passato alla scrittura di libri per bambini?

«In realtà sono stato ispirato da mia figlia Nina. che ora ha nove anni. Il primo libro e uscito lo scorso Natale e si intitola Emma libera tutti mentre l'ultimo è Emma detective. In un certo senso, esistono grazie alla sua fantasia e al suo zampino».

Se tornassi indietro nel tempo qual é la cosa che non faresti più?

«Forse non mi tingerei i capelli di biondo, Quando avevo 16 anni andavo in giro con i capelli ossigenati, ero ridicolo».

Nelle Live hai mai avuto paura di commettere errori?

«No. Ho sempre preso il lavoro con grande serenità. Può capitare di sbagliare, ma non succede niente se inciampi in qualche errore».

Che musica ascoltavi da ragazzo?

«Mi piaceva moltissimo il pop, l'equivalente dei BTS o degli One Direction di oggi. Quindi gruppi come i Backstreet Boys o i Take That. Poi mi piaceva tantissimo il rap! Da adolescente invece ho iniziato ad ascoltare il brit-pop come gli Oasis a i Blur».

Ora invece chi è il tuo cantante preferito?

«Mi piace un artista che non è proprio un cantante, ma un comico, attore, cantautore statunitense che si chiama Bo Burnham. È molto in gamba, seguitelo».