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Obiettivo 5 dell’Agenda 2030: cos’è e come raggiungeremo la parità di genere?

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Obiettivo 5 dell’Agenda 2030: cos’è e come raggiungeremo la parità di genere?
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La parità di genere è il quinto Obiettivo dell'Agenda 2030. Ma di che si tratta? E cosa possiamo fare per raggiungerla e creare una società più giusta?

Che cosa significa questo Obiettivo? Raggiungere la parità di genere significa eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e le ragazze, sostenere la loro piena realizzazione negli studi e nel lavoro, promuovere la loro piena partecipazione alla vita pubblica ed economica, riconoscere i loro pieni diritti giuridici e di sfruttamento delle risorse. Vuol dire incoraggiare una piena condivisione delle responsabilità in famiglia e dare valore al lavoro non retribuito necessario per mandare avanti una casa. Significa eliminare ogni forma di violenza nei confronti delle donne e del loro corpo e cancellare le pratiche che ledono la loro libertà, come i matrimoni precoci. Parità di genere vuol dire proteggere la salute delle donne e il loro diritto di decidere quando diventare madri.

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COM'È LA SITUAZIONE ATTUALE?

La buona notizia è che negli ultimi tempi sono stati compiuti importanti passi avanti.

Rispetto a 15 anni fa ci sono per esempio molte più ragazze nelle classi, e in gran parte del mondo le bambine hanno conquistato la parità di genere almeno nell’istruzione primaria. C’è ancora però molto lavoro da fare: in molti Paesi in via di Sviluppo, con il passare dell’età le prospettive delle ragazze si restringono, mentre i loro coetanei maschi si realizzano negli studi. Milioni di bambine e ragazze sono costrette a unioni precoci che mettono bruscamente fine alla loro infanzia, al loro percorso scolastico e ai loro sogni per il futuro. Le giovani date in sposa prima dei 18 anni finiscono spesso vittime di violenze e diventano madri troppo presto, mettendo a rischio la loro salute e quella dei loro bambini. In questa situazione, senza un’istruzione e un lavoro, rimangono spesso in una condizione di povertà dalla quale faticano a risollevarsi.

Esempi di disparità di genere si ritrovano nella politica e nel mondo produttivo. Ancora oggi mancano donne in posizioni di leadership: nemmeno nei ricchi Paesi occidentali la rappresentanza femminile ai vertici delle istituzioni e nelle aziende raggiunge lontanamente la parità. E benché le donne siano una forza determinante nel lavoro agricolo, ben pochi proprietari terrieri sono di genere femminile.

La pandemia di CoViD-19 ha peggiorato la situazione perché ha imposto la chiusura delle scuole, ha reso necessari periodi di lockdown e inasprito la povertà. E quasi sempre, dove c’è un lavoro, un futuro, un piatto da sacrificare, quello è il lavoro di una donna, il futuro di una ragazza, il piatto di una bambina. Durante i lockdown sono aumentate per le donne le incombenze di cura dei bambini e degli anziani. Le donne sono state colpite più duramente dalla perdita di lavoro dovuta alla pandemia, ed è anche aumentato il fenomeno della violenza domestica.

CHE COSA POSSIAMO FARE?

L’uguaglianza di genere comincia da te: tutti possiamo farcene promotori in famiglia, tra gli amici, a scuola. Come? Parlandone spesso, guardando film e leggendo libri a tema; ma anche, nel concreto, suddividendoci gli oneri domestici, scegliendo delle figure femminili che possano servirci da modello, abbracciando le nostre tante e preziose diversità, e impegnandoci per combattere gli stereotipi di genere.

Inizia col chiederti: che cosa vuol dire, per me, essere una ragazza o un ragazzo? Prova a esercitarti a non giudicare le persone dal loro aspetto fisico, cominciando da te stessa/o, e impara a distinguere gli standard di bellezza o forma fisica che sembrano discriminatori e poco realistici.

LO SAPEVI CHE...

La scienza dice che i bambini iniziano ad assorbire gli stereotipi già dall’età di tre anni: l’avresti mai immaginato? Quali sono i luoghi comuni sulla disparità di genere che pensi ti siano stati involontariamente trasmessi?

LA PARITÀ NELLA SCIENZA

Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna, le vincitrici del Nobel per la Chimica 2020 per lo “sviluppo di un metodo per la scrittura del genoma” (le forbici molecolari CRISPR/Cas9) sono state le uniche due donne a vincere un Nobel scientifico da sole, senza un ricercatore maschio a condividere il premio. Per il mondo accademico è stata un’altra importante rottura di uno stereotipo di genere, dopo la prima assegnazione del Nobel ad una donna (Marie Curie, Nobel per la Fisica nel 1903).