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A tu per tu con Benjamin McKenzie…

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A tu per tu con Benjamin McKenzie…

APPUNTAMENTO A MILANO AL TELEFILM FESTIVAL

All’appuntamento a Milano, ospite del Telefilm Festival, Benjamin McKenzie si presenta in jeans strappati e T.Shirt nera. 
Bello più che in tivù! Ryan del telefilm “The O. C.” che da ottobre rivedremo su Italia 1 (adesso è su Mediaset Premium), di ragazzine che l’adorano ne ha davvero tante (ne sappiamo qualcosa noi, che siamo impazzite all’idea di incontrarlo). Sembra però che lui non si sia affatto montato la testa. A noi, “inviate” di Focus Junior ha detto: “I miei amici sono gli stessi di prima, lo giuro. E non faccio una vita speciale. Quando vado sul set, mi sveglio alle sei e lavoro tutto il giorno. Il week-end è per gli amici: organizzo qualche cena a casa mia e… cucino io”.
Vivi da solo?
Sì; in questo periodo sono single. Non mi prendo più tante cotte come quando ero più giovane. Ho imparato a difendermi dai sentimenti che ti travolgono.
Ma quando vai in un ristorante, in una discoteca, che succede?
Naturalmente le fans mi chiedono autografi, cercano di acchiappare una mia foto col cellulare, ma si tratta di attenzioni inevitabili per uno che fa l’attore, perciò non ci faccio troppo caso. L’unico problema è successo tempo fa, in una discoteca, con delle ragazze grandi: erano così appiccicose che ho dovuto chiamare il Servizio d’Ordine per farle allontanare
Cosa c’è in comune tra te e il personaggio di Ryan di “The O.C.”?
Siamo entrambi ambiziosi, ci piace il successo. Siamo ragazzi piuttosto pratici. E amiamo starcene per conto nostro. Siamo però molto diversi in una cosa: Ryan era un ragazzo un po’sbandato, che viveva di piccoli furti; io vengo da una famiglia solida, mio papà è avvocato, io mi sono laureato in Economia aziendale (perché nella vita non si sa mai).
 
Fai qualche sport?
Gioco un po’ a basket. Fino a qualche anno fa mi divertiva molto il football americano, ma adesso faccio solo qualche partita con gli amici.
A parte “The O.C.” ti vedremo in qualcos’altro?
Sì, negli Usa ho girato un film con Al Pacino: un personaggio molto diverso da Ryan anche perché mi auguro che la mia carriera duri più a lungo di “O. C”.
 
Kelly Rowan, che è tua madre nel telefilm, ti dà mai dei consigli?
Sì: mi dice di trattar bene le ragazze!”
Quando hai iniziato a recitare?
 
Ho iniziato a recitare a 23 anni. All’inizio i miei genitori erano contrari al mio desiderio di fare l’attore. Li capisco: avevano speso un sacco di soldi per la mia Università… Allora mi sono trasferito a New York e, per pagarmi anche gli studi di recitazione, ho lavorato come cameriere. Se hai un sogno, penso sia giusto lottare per realizzarlo. Ovviamente, devi comportarti con giudizio. In effetti, sono andato via da casa, mi sono guadagnato da vivere per un po’, mi sono laureato e, alla fine, riconciliato con mamma e papà.
 
Quindi ora la crisi è passata?
  Tutti i ragazzi, prima o poi, vivono una fase della vita in cui non si sentono capiti. Io ho risolto quel mio momento di disagio continuando a studiare, a fare il mio dovere. Così mi sono creato la possibilità di poter confrontarmi con i miei genitori. Il dialogo con mamma e papà mi è sempre stato utile, anche quando avevano un’idea diversa dalla mia. Anzi, mio padre e mia madre, che sono persone aperte e intelligenti, mi hanno aiutato a non farmi stressare troppo dalla popolarità.
Che consiglio ti senti di dare a noi ragazzi?
Non lasciate mai la scuola!

 

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