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A Stasera Casa Mika si parla di dislessia!

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L'importanza delle parole. Parole che servono ad amare, odiare, comunicare. Che ci fanno piangere o ridere, che ci fanno litigare. Parole importanti. Con le quali Mika ha combattuto, specialmente da bambino, perché era dislessico. La sua confessione durante la puntata di ieri a Stasera Casa Mika.

Vi piace Mika? Se lo seguivate come giudice di X Factor non vi potete perdere un programma tutto suo, in onda su Rai Due da ieri sera. Stiamo parlando di Stasera Casa Mika.

 

Proprio ieri, durante la sua prima puntata, ha parlato di parole e di un problema con il quale ha combattuto da bambino, la dislessia.

 

"Le parole scappavano da tutte le parti e io non sapevo metterle in fila"

 

Mika, accompagnato dalle note del pianoforte, ha raccontato a tutti la sua storia. Fin da piccolo ha combattuto con le parole, "ha fatto la guerra". Perché era dislessico. Le lettere scappavano da tutte le parti e lui non riusciva a metterle in fila. Per questo motivo sa quanto sono importanti.

 

Con le parole si possono fare tante cose: si può amare, odiare, fare la guerra, comunicare. Le parole sono un "ponte" tra le persone. Non ci sono però solo loro. Ci sono anche i sorrisi e le mani.

 

A questo punto del discorso, Mika ha intonato la canzone Hurts e si è fatto accompagnare da un coro di bimbi e da un altro che ha cantato con il linguaggio dei segni.

 

Guarda la puntata di ieri sera di Stasera Casa Mika, sul sito di Rai Due

 

Il discorso di ieri sera di Mika sulle parole

 

"Il mio linguaggio è quello della musica. Con le parole ho combattuto, ho fatto la guerra. Specialmente da bambino. Perché ero dislessico. Le lettere scappavano da tutte le parti e io non sapevo metterle in fila. E' per questo che so quanto sono importanti le parole. Le parole sono il nostro modo di conoscere e di farci conoscere. Fanno nascere il dialogo. Formano le storie, Fanno incontrare le persone, le fanno innamorare, le fanno odiare.

 

Le parole fanno scoppiare le guerre e sempre le parole fanno tornare la pace. Sono la nostra merce di scambio con gli altri, la nostra moneta. A volte ci fanno ridere, a volte ci fanno piangere come stupidi, a volte ci accarezzano come il vento, a volte ci fanno male. Parole gentili come fiori o pesanti come un pugno in faccia. Bisogna stare molto attenti alle parole, sono potenti, tanto potenti, bisogna usarle con cura, sceglierle una per una. E quando le parole non ci sono o non ci possono essere perché parliamo lingue differenti o perché non parliamo, ci sono i gesti, i sorrisi, le mani.

 

Le parole sono un ponte, un vecchio ponte pericolante in mezzo a un bosco. Il ponte è lì da tanto tempo, io sono qui, tu sei dall'altra parte e camminiamo piano piano, uno verso l'altro, con le parole, un po' armati un po' indifesi e ci incontriamo."