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A lezione con Focus Junior | Scopriamo i robot e le loro emozioni

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I robot possono provare emozioni? Questo il tema della seconda lezione per i Focusini al Politecnico di Milano.


Nei prossimi decenni le macchine intelligenti saranno una componente sempre più importante delle nostre vite
, soprattutto per i giovanissimi, che avranno un futuro ancora più "digitalizzato" e automatizzato. È utile allora essere consapevoli di cosa sia la robotica e dei nuovi orizzonti che si prospettano nel continuo e veloce progresso di questa era tecnologica.
Il Professor Bonarini , in collaborazione con Focus Junior , ha quindi tenuto una lezione riguardante questo interessante argomento, giungendo a trattare anche lo strano e complesso rapporto emotivo che può intercorre tra uomo e macchina .

 

Innanzitutto, che cos'è un robot?

Un robot è una macchina dotata di sensori e motori con capacità di elaborazione e di conseguente azione.
In parole povere è una macchina in grado di percepire degli stimoli, elaborarli in base alla sua programmazione , e "fare qualcosa" muovendosi nello spazio (Es: un braccio meccanico dotato di telecamera, "vede" un oggetto che è programmato per prendere , e allunga le sue parti meccaniche in modo afferrare tale oggetto.) Il robot è dunque fatto di componenti meccaniche (gli permettono di muoversi e percepire le cose) e di un elaboratore di dati (si potrebbe dire il suo "cervello").

 

Che cos'è un'emozione?

Viceversa un'emozione è una reazione ad uno stimolo esterno (ovvero quando accade qualcosa e noi lo percepiamo) che porta cambiamenti fisiologici (es: rossore quando si è in imbarazzo) e a comportamenti espressivi (es: sorriso). L'emozione è una prerogativa umana!

 

I robot possono, o potranno in futuro essere tristi, allegri, arrabbiati o spaventati?

Come mostrato dai video e dalle immagini del Prof. Benarini, gli umani stanno cercando di sviluppare forme robotiche sempre più "emotive", in modo che una persona possa entrarvi in un rapporto di empatia.
Tale empatia, cioè la capacità di immedesimarsi nello stato d'animo dell'altro, viene resa più facile se "l'altro" è simile a noi: ecco allora che i costruttori di robot cercano di dare alle loro creazioni,per esempio quelle destinate all'accudimento di anziani, forme sempre più antropomorfe (cioè di forma simile a quella umana), così da facilitare la connessione emotiva.

 

Ma se la macchina non ha un volto, chiede il professor Benarini, come faremmo ad intuire l'emozione di un robot? 
La risposta sta nel movimento : una lampada saltellante, un robotino che ruota su se stesso emettendo suoni allegri, sono. ad esempio, tutti segnali di felicità. In fondo il movimento è un indicatore anche per la percezione delle nostre emozioni ; alcuni robot infatti possono capire le emozioni dell'essere umano che gli sta di fronte analizzando il movimento dei muscoli facciali o le reazione corporali (es: temperatura o battito cardiaco). 
IN ULTIMA BATTUTA, I ROBOT POSSONO PROVARE EMOZIONI? 
Al momento, i robot possono capire certe emozioni e possono simularle , ma non sono in grado di provarle autonomamente . Questa è una delle grandi e invalicabili differenze tra l'uomo e la macchina.
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Di Niccolò De Rosa

 

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