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10 curiosità sugli specchi

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Prima ci si specchiava in pozze d'acqua, poi gli Egizi inventarono delle lastre di metallo lucidate. E ora se non ci fossero gli specchi non potremmo esplorare lo Spazio né usare la tecnologia laser!

Prima dell'invenzione dello specchio gli uomini, per vedersi, utilizzavano pozze o corsi d'acqua, oppure riempivano d'acqua una bacinella: non è un modo molto preciso di specchiarsi, ma funziona!

 

Molto celebre è il personaggio mitologico dell'antica Grecia Narciso che si innamora perdutamente della sua immagine riflessa in uno stagno e rimane vittima di questo incantesimo (ancora oggi una persona particolarmente vanitosa e piena di sé viene definita “narcisista”).

 

I primi specchi, realizzati dagli antichi Egizi, erano invece delle lastre di metallo lucidate che  potevano riflettere, anche se in  maniera grossolana,

l'immagine. 

 

Invenzione del Medioevo

 

Gli specchi come li conosciamo noi, invece,  furono inventati solo alla fine del Medioevo, quando a Firenze scoprirono un modo per applicare una lastra di metallo dietro a un vetro (tecnica che fu perfezionata a Venezia e poi in Francia, e che viene usata anche ora).

 

Per molti secoli, oltre ad essere un oggetto davvero di lusso (a causa della complessità nella realizzazione) lo specchio è stato considerato un oggetto “diabolico”: secondo le credenze popolari poteva rubare l'anima (infatti ai bambini piccoli era vietato specchiarsi) o era legato a spiriti maligni. Quasi sempre bastava il possesso di uno specchio per accusare una persona di stregoneria!

 

Forse anche per questa fama di oggetto "diabolico" è ancora attuale la superstizione secondo cui se si rompe uno specchio si avranno sette anni di sfortuna: naturalmente non c'è niente di vero! 

 

Come funziona? 

 

Il meccanismo per spiegare il funzionamento dello specchio  è abbastanza semplice: la luce che colpisce la superficie metallica che lo compone viene respinta completamente con la stessa lunghezza d'onda. L'immagine viene così restituita tale e quale a quella di partenza (tranne i casi in cui lo specchio non ha una superficie piana, vedi box).  

 

 Fino a circa 18 mesi di vita l'essere umano non si riconosce nell'immagine riflessa allo specchio, e tra gli animali solo alcuni (elefanti, delfini, alcune specie di scimmie) hanno questa capacità di autocoscienza. 

 

Anche all'interno del corpo umano  ci sono... degli specchi! In realtà sono un tipo di neuroni, chiamati appunto "neuroni specchio" scoperti tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso un gruppo di ricercatori dell'Università di Parma coordinato da Giacomo Rizzolatti.  Questo particolare tipo di neuroni ci permettono di provare le emozioni altrui, immedesimandoci ed entrando in empatia, e di imparare per imitazione.  

 

Oggi gli specchi sono fondamentali anche per le innovazioni tecnologiche: telescopi solari e raggi laser non esisterebbero se non fossero stati inventati specchi sempre più sottili e con alta capacità riflettente.