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Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Focus Junior ti porta a conoscere i musei italiani più interessanti. Andiamo insieme a scoprire il Museo Archeologico Nazionale di Napoli in un percorso dedicato ai bambini.

 

Tra i reperti ritrovati a Pompei, un affresco che forse rappresenta il Vesuvio con a sinistra Bacco

Focus Junior e il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo ti invitano a vivere una affascinante avventura dedicata ai bambini in uno dei più bei musei d'Italia, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Qui potrai rivivere i giorni tremendi dell'eruzione del 79 d.C. che seppellì Pompei ed Ercolano attraverso i tanti oggetti e le curiosità qui custodite. Ma non solo! Cerca nel museo le bellissime statue del periodo classico di cui ti parliamo nell'articolo. E poi raccontaci le tue impressioni

Il più importante museo al mondo per l’archeologia classica

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un Museo Statale ed è il più importante al mondo per l’archeologia classica. L’edificio ha una storia articolata: nacque nel ‘600 come Scuderia, ma come tale non venne mai utilizzato; divenne sede dell’Università fino a che nel 1777 Ferdinando IV di Borbone decise di destinarlo allo scopo attuale. È davvero molto grande: espone 13.500 oggetti su 4 piani, ci lavorano 160 persone e nei depositi conserva 300.000 altre opere.

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Il Vesuvio e alcuni reperti trovati a Pompei: un pane carbonizzato e un mosaico 

I tesori “congelati” dal vulcano. Quando il Vesuvio eruttò, nel 79 d. C., seppellì dicenere e lapilli di pomice intere città romane, fra le quali Pompei ed Ercolano, creando un documento unico al mondo. Imprigionata sotto metri di cenere solidificata, gli archeologi (e oggi i turisti che visitano le città o i reperti custoditi nel Museo Archeologico di Napoli) hanno trovato una “fotografia” perfettamente conservata dell’epoca romana: edifici, statue, mosaici e oggetti d’uso quotidiano, come la tenaglia di un dentista, o il padellino per cuocere le uova e addirittura una forma di pane. Il racconto dell’eruzione è noto grazie allo scrittore romano Plinio il Giovane che ne fu testimone quando era poco più che un ragazzo: lo si può pensare come un reporter dell’antichità; lui riferì di aver visto un’enorme nuvola a forma di pino in cielo, composta della cenere e della pietra che il vulcano, esplodendo, mandò verso l’alto.

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Il mosaico di Alessandro

Il mosaico di Alessandro. È immenso! 6 metri per 3! Per farlo sono servite quasi un milione di piccolissime tessere; in un centimetro quadrato ve ne sono da 15 a 30. Per farlo gli artisti hanno usato tessere di forme e dimensioni differenti, distribuite come una pennellata, seguendo cioè la disposizione delle figure e dei loro colori. Le piccole tessere sono appoggiate su uno strato di malta che, una volta indurito, le tiene legate. Il mosaico proviene dalla Casa del Fauno a Pompei, ricca dimora aristocratica, dove ornava il pavimento di un salone. Rappresenta una scena della battaglia durante la quale Alessandro, grande Re macedone a cavallo del suo Bucefalo (a sinistra nella foto), vinse il re persiano Dario III, rappresentato sul suo carro (a destra).

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Il grande toro Farnese e la Venere Callipigia, che vuol dire: “dalle belle natiche”. E in effetti...

Il grande toro Farnese. È soprannominato “montagna di marmo”, ed si tratta di una delle più imponenti sculture pervenuteci dall’antichità (risale al III secolo d. C.). Fu realizzato con un unico blocco di marmo. Misura 3,5 metri alla base ed è alto circa 5 metri: pesa circa 24 tonnellate (come un grosso autobus)! Rappresenta il mito di Dirce che viene legata, per punizione, alle gambe di un toro infuriato.

Tutte le informazioni sul Museo Archeologico Nazionale di Napoli le trovi cliccando su questo link.