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Museo Nazionale d’Abruzzo

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Museo Nazionale d’Abruzzo

Visita il Museo Nazionale d'Abruzzo, esploralo seguendo un percorso speciale per i bambini e aguzza la vista per svelarne i segreti straordinari!

Con Focus Junior e il il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo, visita il Museo Nazionale d'Abruzzo.

Il museo ha aperto i battenti nel dicembre 2015 e occupa i grandi ambienti che fino al 1990 costituivano il mattatoio comunale dell’Aquila.

 

Rifunzionalizzato come sede museale e dotato di un ampio parcheggio gratuito, il complesso si trova proprio di fronte alla celebre Fontana delle 99 cannelle. Al momento è in corso il restauro della sede originaria del museo, gravemente danneggiata dal sisma del 2009: il monumentale Castello dell’Aquila, di epoca cinquecentesca, che ha ospitato le importanti collezioni dal 1951 fino al terremoto.

 

Entro l’anno 2016 ne è prevista la progressiva riapertura al pubblico, a cominciare dalla sezione paleontologica con il celebre mammut.

 

Il Museo Nazionale d'Abruzzo custodisce i più significativi documenti dell’arte regionale, dai reperti archeologici alle suggestive icone e sculture lignee medievali, alle straordinarie testimonianze dell’età rinascimentale e barocca.

 

Natività

Ti piace? È opera di un pittore fiammingo del XVI secolo. Osservala bene, ci sono tutti gli elementi classici della Natività di Gesù: la Vergine con il bambino, i pastori inginocchiati, l’asino e il bue. Ma c’è anche qualcosa in più: ben mimetizzata fra i mattoni si nasconde una civetta, nel cielo ci sono uccelli di vario genere e sull’albero in fondo addirittura una scimmietta che si arrampica. Riesci a vederli?

 

Madonna in trono

Il dipinto, eseguito nel 1585 da Giovanni Paolo Cardone, ha una storia molto travagliata. Infatti, è stato danneggiato gravemente dal terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 aprile 2009: pensa che per circa un mese è rimasto sepolto sotto le macerie, accartocciato ed esposto alla pioggia. Recuperato, è stato finalmente sottoposto a un lungo restauro, che gli ha restituito l’aspetto originario.

 

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Incredibile ma vero

Un’iscrizione trovata nell’antica città romana di Amiternum, altro non è che... un calendario! Datato al 20 d.C., riporta le principali ricorrenze dell’epoca: le date in cui si amministrava la giustizia, i giorni dei comizi, quelli con certe ore riservate agli dei e così via.

 

San Bartolomeo

S. Bartolomeo era uno dei dodici apostoli: secondo la tradizione, morì martire in Armenia, dopo essere stato scorticato vivo e poi crocifisso. Lo ha dipinto anche Michelangelo nella Cappella Sistina: è facile riconoscerlo perché porta... la sua pelle in mano!

 

Madonna degli angeli

Il quadro, dipinto da Saturnino Gatti, uno dei più importanti artisti abruzzesi fra ‘400 e ‘500, era destinato al palazzo del Capitano di Giustizia, una specie di capo della polizia che faceva anche funzioni di magistrato. Nota i particolari: i tre fiori rossi nella mano di Gesù bambino alludono alla sua futura Passione. Le aquile dipinte sul baldacchino, invece, sono il simbolo della città!

 

Trittico di Beffi

Bello, vero? È un trittico del XV secolo, uscito illeso dal terremoto del 2009. Al centro la Madonna, con il bambino che le si aggrappa alle vesti. Ai lati, la storia della Vergine e di Gesù, dall’Annuncio ai pastori all’Incoronazione di Maria in cielo, secondo una narrazione che procede in senso antiorario.

 

Madonna “delle concanelle”

La scultura, datata 1262, è chiamata così perché, nella chiesa in cui era collocata, i fedeli le portavano offerte di grano in piccoli recipienti di rame, chiamati appunto concanelle. L’usanza deriva da un culto originariamente tributato alla dea pagana Cerere, conservatosi nella tradizione locale anche dopo l’avvento del cristianesimo.

 

San Francesco

È un dipinto a tempera su tavola, databile fra il 1480 e il 1485 e attribuito a Giovanni di Bartolomeo dell’Aquila. Raffigura l’episodio della vita di San Francesco d’Assisi in cui il santo riceve da Dio le stimmate. La scena segue la narrazione fatta da Bonaventura da Bagnoregio nel 1263 nella sua Legenda majior Sancti Francisci.

 

San Sebastiano

Il Santo, con le braccia legate ad un tronco d’albero, ha l’aspetto di un adolescente: il petto è scarno, il corpo delicatamente modellato e il volto incorniciato da una folta capigliatura. L’attenzione è concentrata sul volto, in cui l’espressione del martirio è affidata al sospiro che esala dalle labbra. È un’opera di Silvestro dell’Aquila, il più grande scultore del Rinascimento abruzzese, a cui fu commissionata nel 1478 dopo una grave pestilenza: San Sebastiano, infatti, era invocato come protettore contro la peste.

 

Madonna “de ambro”

È una tempera del XIII secolo, che raffigura la Madonna mentre allatta il Bambino. Si chiama “de ambro” dalla scritta che compare ai piedi della tavola, però nessuno sa che cosa voglia dire! Nota l’acconciatura della Vergine, con i capelli raccolti in una rete a cordoncino e le terminazioni a nappa, secondo la moda dell’epoca in cui il quadro è stato dipinto.

 

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Corteo funebre

Questo rilievo marmoreo del I sec. a.C. raffigura una cerimonia funebre. La scena è organizzata su due piani: al centro si riconosce il defunto, sul letto funebre in una strana posizione per una persona morta, con il gomito piegato sui cuscini. L’elmo sul baldacchino e il lungo bastone nella mano destra si riferiscono forse alla posizione di comando raggiunta in vita.

 

Cristo deposto

La scultura intagliata nel legno e dipinta, risale alla fine del Duecento: raffigura il corpo del Cristo appena rimosso dalla croce. Purtroppo, nel terremoto del 2009 ha subito gravissimi danni: caduta dal supporto, è rimasta priva delle gambe, di un braccio e ha avuto il volto completamente sfigurato, tanto che nemmeno il lungo restauro è riuscito a riportarla alle condizioni primitive.

 

Cofanetto reliquiario

Osservalo bene: ha la forma di un tempietto a pianta esagonale. Sulle sei facce sono applicate lamine sbalzate con le figure a rilievo del Redentore, dei quattro evangelisti e dei santi Anastasio e Massimo. Doveva contenere un frammento delle... brache di San Sebastiano, una reliquia piuttosto insolita ma ugualmente preziosa!

 

Madonna del latte

La Madonna del latte (foto sopra), è un trittico del XIII secolo che raffigura al centro la Madonna in atto di allattare il Bambino Gesù (i dipinti sui pannelli laterali sono andati perduti). Una scritta sul bordo inferiore del trono indica l’anno di esecuzione (1283) e il nome dell’autore: Gentile da Rocca.

 

Lepre

Una lepre dal pelo bianco e bruno se ne sta acquattata tra la bassa vegetazione. L’atteggiamento è guardingo, le zampe pronte a balzare nella fuga. La tela fu dipinta a fine Seicento dal polacco Carl Ruthart, che fu monaco nell’abbazia aquilana di Santa Maria di Collemaggio.

 

 

POLO MUSEALE DELL’ABRUZZO MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO

Piazzale della Rivera (di fronte alla Fontana delle 99 cannelle) - L’Aquila

Parcheggio gratuito per i visitatori in via Tancredi da Pentima

Tel. 0862.28420