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Altamura | Museo Nazionale Archeologico

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Altamura | Museo Nazionale Archeologico

Visita il Museo Nazionale Archeologico di Altamura, esploralo seguendo un percorso speciale per i bambini e aguzza la vista per svelarne i segreti straordinari!

?Con Focus Junior e il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo, visita il Museo Nazionale Archeologico di Altamura.

 

Il Museo Nazionale Archeologico di Altamura sorge in località la croce, zona archeologica ricca di testimonianze che vanno dall’età del bronzo fino alla tarda età ellenistica. Sul retro dell’edificio sono visibili alcune strutture abitative indigene, risalenti al VI secolo a.C.

Il percorso di visita è suddiviso in quattro sezioni. Dalla prima, dedicata alla Preistoria, si passa alla successiva con i reperti di età arcaica. È poi la volta del periodo classico-ellenistico, per concludere con le testimonianze dell’alto Medioevo. L’attenzione, però, è accentrata sul popolamento delle Murge più interne tra il Paleolitico e l’Età dei metalli, con particolare riguardo per la scoperta della Grotta di Lamalunga, dove nel 1993 fu ritrovato il cosiddetto Uomo di Altamura: uno scheletro di Uomo di Neandertal, vissuto tra 172 e 130 mila anni fa, rimasto “intrappolato” nelle formazioni geologiche del luogo.

 

Coperchio di pisside

La pisside era il contenitore in ceramica dove le donne greche riponevano i gioielli o i profumi. Questo coperchio, trovato in una tomba del 340 a.C., raffigura il mito di Fedra, la figlia del re di Creta Minosse. Innamorata del proprio figliastro Ippolito, Fedra lo accusò ingiustamente di averla sedotta e attirò su di lui l’ira degli dei, che mandarono un mostro marino a ucciderlo. Alla notizia della su morte, Fedra si tolse la vita per il rimorso.

 

Rython

Guarda che buffi oggetti, hai già capito di cosa si tratta? Erano boccali che servivano per bere vino. Fra gli antichi Greci vasi come questi erano molto diffusi: a forma di testa d’ariete, di cinghiale o di altri animali, si usavano per attingere i liquidi dai crateri, i grandi vasi dove si mescolavano vino, acqua e spezie aromatiche. A volte si aggiungeva perfino del formaggio grattugiato!

 

 

Incredibile ma vero...

Ecco com’era l’Uomo di Altamura quando era vivo! Bruttino, vero? Oltre a questo modello iperrealistico, nel museo trovi la fedele ricostruzione dell’ambiente dove è stato ritrovato lo scheletro fossile: avrai l’illusione di entrare realmente nel giacimento di Lamalunga e di essere il primo a vedere questo eccezionale reperto!

 

Oreficeria

Questi magnifici gioielli, che facevano parte di un corredo funebre databile verso la fine del II secolo a.C., si trovano nella sezione ellenistica. Si tratta di una parure di gioielli in oro, formata dagli orecchini con Eros alato e pietra di corniola, una collana con chiusura formata da teste di antilopi e un pendente ad anforetta con smalti verdi e pietra di corniola appeso a una catena d’oro.

 

Pendente in oro

È stato ritrovato nel sito tardo antico di Belmonte, vicino ad Altamura, e si tratta di una crocetta a cassetta vuota e bracci lievemente espansi, dove sono incastonati granati e sferette di pasta vitrea. Risale al VI-VII secolo ed è di chiara influenza bizantina, a testimonianza della forte penetrazione culturale proveniente dal mondo orientale.
 

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Lame di selce

Queste lunghe lame di selce grigia e marrone risalgono al Neolitico antico e probabilmente costituivano gli elementi taglienti dei primi falcetti, utilizzati per usi agricoli.

 

Olla biconica

Si tratta di un recipiente in terracotta utilizzato nel Neolitico per la cottura dei cibi: se guardi attentamente puoi ancora vedere le tracce di bruciatura sulle pareti, dove era a contatto con la fiamma! La superficie è decorata con spazi triangolari e un motivo geometrico ottenuto con la pressione di una valva di conchiglia.

 

Kantharos apulo

Ecco un altro strano oggetto usato per la mensa: si tratta di un kantharos, una coppa per bere, configurato a forma di testa umana. Curioso anche il disegno sul vaso sovrastante, che raffigura un uomo seduto con in mano un cappello e una donna, anche lei seduta, che ha tra le mani un cofanetto e uno specchio.

 

Corredo tombale

Questa vetrina racchiude gli elementi che costituivano il corredo funebre rinvenuto in un tomba del tipo a fossa, in via Reno. Era composto da 22 tra vasi e oggetti metallici, tra cui uno strigile - lo strumento usato dagli atleti per detergere il corpo dopo una gara - e una fibula in ferro per reggere il drappeggio degli abiti.

 

Elmo corinzio

Cosa ti fa venire in mente questo oggetto? Magari hai già visto qualcosa di simile al cinema, in un film ambientato nell’antica Grecia! In realtà si tratta di un elmo in bronzo lavorato a martello, che serviva a proteggere il capo di un guerriero del VI secolo a.C. Testimonia i rapporti commerciali esistenti tra Altamura e la colonia greca di Metaponto e con l’ambiente tirrenico.

 

Osso a globuli

È un reperto molto raro per l’Italia peninsulare: un osso di pecora con le estremità arrotondate, lavorato per ottenere sul dorso sei globuli rilevati di uguale grandezza. Risale all’età del Bronzo e forse era l’impugnatura di un pugnale.

 

Tomba paleolitica

È il calco di di una rara sepoltura risalente a 30.000 anni fa, scavata a Rignano Garganico (FG). Si tratta dello scheletro di una donna di circa 20 anni: nota le abbondanti tracce di ocra rossa sul cranio e sul bacino e il corredo composto da strumenti di selce e ornamenti.

 

Ciottoli con incisioni

Secondo gli studiosi, questi ciottoli con incisioni lineari che risalgono a circa 10 mila anni fa, sono l’espressione dell’arte e del simbolismo del Paleolitico Superiore. In altre parole, come le pitture sulle pareti delle grotte, risponderebbero a motivi di carattere simbolico e magico e non al puro gusto estetico.

 

Bifacciali in selce

Le rocce contenenti silice, dure e adatte all’attività di scheggiatura, erano le più usate dall’uomo del Paleolitico per fabbricare i suoi strumenti. Il cosiddetto bifacciale, una pietra lavorata su entrambi i lati e utilizzata per tagliare, è lo strumento più tipico di quel periodo. In Puglia è stato ritrovato di frequente, sia in raccolte di superficie sia in siti stratificati.

 

Resti fossili di animali
Oltre allo scheletro dell’Uomo di Altamura, nella Grotta di Lamalunga sono stati ritrovati i resti fossili di alcuni animali, tra cui parte della mandibola, la scapola e un frammento di cranio di un daino e la porzione di una scapola e il calcagno destro di un cavallo.

POLO MUSEALE DELLA PUGLIA MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI ALTAMURA - Via Santeramo, 88 - Altamura (BA) Tel. 080 3146409

Non ci sono barriere architettoniche. Sono disponibili percorsi tattili (per i non vedenti) e un video esplicativo nella lingua dei segni.