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Torino | Museo del Palazzo Reale

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Torino | Museo del Palazzo Reale

Visita il Palazzo Reale di Torino, esploralo seguendo un percorso speciale per i bambini e aguzza la vista: potrai svelarne i svelarne i segreti straordinari!

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Il Palazzo Reale di Torino fu la principale residenza dei Savoia dal XVI al XIX secolo. Perse via via le sue funzioni dopo che la capitale del Regno d’Italia fu trasferita a Firenze, nel 1865, e poi a Roma. Dalla metà del Novecento è un museo aperto al pubblico.

 

La visita dell’Appartamento di rappresentanza, al primo piano nobile, coinvolge il visitatore in un viaggio nel tempo, alla scoperta di decorazioni, arredi e oggetti preziosi che illustrano la storia della famiglia e lo splendore della vita di corte. Gli interni barocchi delle Sale da parata, allestite tra Sei e Settecento, sono arricchiti da dipinti di artisti quali Jan Miel, Daniel Seyter, Claudio Beaumont. In ogni stanza trovano posto mobili di pregio realizzati da maestranze piemontesi e oggetti provenienti dalle collezioni reali: porcellane, cristalli, arazzi, lampadari e orologi meccanici, prodotti dalle migliori manifatture europee e orientali.

 

Apoteosi di un eroe

Alza gli occhi e osserva la scena dipinta al centro del soffitto: un eroe dal mantello rosso sale in cielo, accompagnato da figure che rappresentano le sue virtù. Hai visto le iniziali “VA” sulla armi portate dai due amorini? L’eroe raffigurato è il duca Vittorio Amedeo II, che aveva commissionato la decorazione al pittore viennese Daniel Seyter, nel 1684. In omaggio all’artista, oggi questa sala è conosciuta come Galleria del Daniel.

 

Vaso cinese

Nella Sala dell’alcova, dove un tempo si trovava il letto nuziale dei regnanti, puoi ammirare una strepitosa collezione di antichi vasi orientali. Quello che vedi qui è il più prezioso: realizzato in Cina verso il 1700, è dipinto con scene raffiguranti animali e fiori, circondate dai tipici motivi ornamentali bianchi e blu. In più, ha un’insolita decorazione in lacca e polvere d’oro che lo rende ancora più raro.

 

Sala da ballo

Nella fastosa reggia dei Savoia non poteva mancare una grande sala da ballo: per ottenerla fu necessario abbattere muri e risolvere delicati problemi di statica. Il progetto, ideato nel 1835 da Pelagio Palagi, combina la decorazione di gusto classico e i materiali moderni. La balconata sul fondo era destinata all’orchestra, così c’era più spazio per danzare. Una curiosità: le grandi colonne bianche sono cave, per ridurre il peso.

 

Battaglia di S. Quintino

Chi è quest’uomo armato che su un cavallo bianco conduce le sue truppe all’attacco? Si tratta del duca Emanuele Filiberto di Savoia, detto “Testa di ferro”, che con la presa della rocca di San Quintino, nel 1557, sconfisse il potente esercito francese. È una vittoria importante per la storia dei Savoia, perché proprio grazie a questo successo Emanuele Filiberto riprende il controllo della città di Torino, che sarà la nuova capitale del ducato.

 

 

Didone ed Enea

Per fare un arazzo come questo, che raffigura una scena dall’Eneide di Virgilio, ci voleva il lavoro di diverse persone. Prima il pittore eseguiva un bozzetto e da quello i collaboratori ricavavano i cartoni con l’immagine ingrandita. Infine, i tessitori la riproducevano fedelmente su tessuto. In questo caso, i bozzetti del pittore Francesco De Mura furono inviati a Torino nel 1768, ma l’arazzo venne realizzato alcuni decenni più tardi.

 

Sala del trono

Ecco il trono del re Carlo Alberto! Le teste e le zampe di leone che ornano la poltrona alludono alla potenza e alla regalità. Sullo schienale puoi vedere lo stemma sabaudo, mentre il monogramma con le iniziali del re “CA” compare più volte nella decorazione della sala. Fu intagliato nel 1839 dall’ebanista Gabriele Capello, su disegno di Pelagio Palagi.

 

Il trionfo del Tempo

Bello, vero? È opera dello scultore Francesco Ladatte a cui, nel 1775, Vittorio Amedeo III commissionò questo orologio in bronzo dorato per celebrare l’inizio del suo regno. Le figure che animano la composizione rappresentano il Tempo (il vecchio con la falce) e la Gloria militare, che celebrano l’avvento del Sole-Verità, al centro.

 

Vaso in porcellana

È uno dei due vasi che ornavano il camino nella Sala del caffè. Provengono entrambi dalla manifattura di Meissen, in Germania, e sono tra i primi oggetti di porcellana fatti in Europa: fino all’inizio del Settecento, infatti, il segreto della sua produzione era conosciuto solo in Oriente. I due vasi vennero donati a re Vittorio Amedeo II dal re di Polonia e principe di Sassonia Augusto il Forte, nel 1725.

 

Madonna in trono

Questo quadro, che raffigura la Madonna in trono con il Bambino, san Giovanni Battista, san Nazario e un devoto, fu donato nell’Ottocento a re Carlo Alberto dal canonico Cottolengo. Il re era molto affezionato al dipinto e non se ne separava mai: lo aveva appeso nella sua camera da letto, dove tuttora si trova, per poterlo ammirare indisturbato. Fu eseguito su tavola di legno nel 1523 da Defendente Ferrari, uno dei più grandi maestri della pittura piemontese del Rinascimento.

 

Sala del Consiglio

Ecco la stanza in cui re Carlo Alberto presiedeva il Consiglio dei ministri: su questo tavolo è stato firmato lo Statuto del 1848, in un certo senso un antenato della nostra Costituzione. Arredi e decorazioni della sala seguono il gusto neoclassico del tempo ispirandosi ai modelli dell’antichità, come rivela il grande fregio “alla greca” che percorre le pareti.

 

Le Vittorie dei Savoia

Nel soffitto riccamente decorato e intagliato della Sala dei paggi sono inseriti alcuni dipinti che celebrano le numerose vittorie dei Savoia, eseguiti dai fratelli Recchi nel 1661. Nella tela centrale, due figure femminili rappresentano la Vittoria che distribuisce palme e corone e la Fama che con la tromba celebra i trionfi degli eroi della dinastia.

 

Scala delle forbici

È stata costruita da Filippo Juvarra, uno dei più grandi architetti del Barocco italiano. Copre un dislivello di circa 10 m con una struttura “a tenaglia”. Da una prima rampa centrale si dipartono due rampe laterali, e da quelle una quarta, che non ha sostegni ai lati e quindi sembra sospesa nel vuoto: un vero spettacolo! Già, ma perché quel buffo nome? È per via di una decorazione sulla quarta rampa: una forbice che taglia due trecce, a simulare una lingua biforcuta.

 

Gabinetto cinese

I gabinetti erano piccole stanze private: niente a che vedere con quelli di oggi, insomma! Nel Settecento era di moda arredarli con pannelli di legno decorati con lacche cinesi, che riproducevano bellissimi paesaggi, fiori, frutta e uccelli dorati su brillanti sfondi neri. La lacca, una resina che diventa durissima e può essere intagliata e dipinta, allora era sconosciuta in Europa, proprio come la porcellana.

 

Incredibile ma vero...

Nella Sala da pranzo la tavola è apparecchiata come se il re dovesse arrivare da un momento all’altro. Durante i banchetti si potevano stringere alleanze e curare le relazioni politiche e tutto doveva essere perfetto: dai servizi di porcellana alle posate d’argento, ai bicchieri di cristallo e oro zecchino. A proposito, sai perché uno è colorato? Per contenere il vino bianco, senza “stonare” con quelli riservati al rosso!

MUSEI REALI DI TORINO PALAZZO REALE DI TORINO Piazzetta Reale, 1 - Torino Tel. 011 4361455

 

Il museo non presenta barriere architettoniche. Su prenotazione, visite tattili guidate per il pubblico non vedente e ipovedente.