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Museo Castello Ducale di Agliè

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Museo Castello Ducale di Agliè

Visita il museo Castello Ducale di Agliè, una ex fortezza piena di tesori! Esploralo nella sua interezza, seguendo un percorso speciale per i bambini e aguzza la vista per svelarne i segreti straordinari.

Visita, con Focus Junior e il il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismoil Museo Castello Ducale di Agliè. Puoi vivere qui un'affascinante avventura a misura di bambini. Il museo ospitato in una ex fortezza medievale ospita una grande collezione di oggetti inconsueti: i più particolari e curiosi li illustriamo nell'articolo, divertiti a cercarli durante la tua visita. E, dopo raccontaci le tue impressioni qui sul sito!
 
Il Castello di Agliè è nato come fortilizio nel XII secolo, ma a partire dalla metà del Seicento ha subito diverse trasformazioni. L’aspetto attuale di palazzo si deve a Carlo Felice, ultimo re dei Savoia, che lo ha ereditato nel 1824. Costui con la moglie Maria Cristina di Borbone, entrambi appassionati d’arte, hanno trasformato il Castello Ducale di Agliè in una vera e propria casa-museo, con i numerosi pezzi delle loro collezioni. Dipinti ottocenteschi che ripropongono avvenimenti importanti di casa Savoia, una raccolta di statue di età romana, e da non perdere, infine, il teatrino ligneo con soli 40 posti. Scoprili nell'articolo!
 
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Un giro tra le serre

 

Serra verde e azzurra. Intorno alla metà del XVII secolo, quando la fortezza medievale di Agliè venne trasformata nella residenza dei conti San Martino, furono costruite anche le serre. Servivano da ricovero invernale per le piante che non tollerano il freddo, come aranci, limoni e gli agrumi in genere. Ma fungevano anche da giardino d’inverno: un luogo riparato ma pieno di luce, dove i padroni di casa passeggiavano e si intrattenevano conversando in mezzo alla natura. La  serra“azzurra” è detta così per il colore della ricchissima decorazione che la ricopre. Sono motivi a grottesche dipinti su fondo avorio rosato, che ritraggono tralci di vite ed altri elementi vegetali, ma anche figure umane ed esseri fantastici. Su una delle pareti lunghe, tre persone banchettano sotto un baldacchino sospeso nell’aria: la figura al centro è Dioniso! Moltissimi poi gli animali: grifi, quaglie, pappagallini, scoiattoli, uccellini ingabbia. Tu quanti riesci a contarne?

 

La padrona di casa

 

Maria Cristina di Borbone. Un po’ di contegno, sei davanti alla padrona di casa! La donna del ritratto è Maria Cristina di Borbone, moglie di Carlo Felice. È stata lei a dare valore al castello, riarredando le stanze dopo che il Piemontesi è liberato di Napoleone e i Savoia sono finalmente tornati in possesso dei loro beni. Il Castello di Aglié era solo uno dei tanti possedimenti dei Savoia, ma era la residenza prediletta di Maria Cristina. Che lo ha reso splendido.

 

 

Guglielmo di Grandson. Cerca nelle sale il dipinto che raffigura Guglielmo di Grandson in mantello e armatura, e nota lo strano ciondolo che porta al collo. È il simbolo dell’Ordine del collare della SS. Annunziata, istituito nel 1352 per volere del conte Amedeo VI di Savoia: chi ne era insignito diventava cavaliere! Guglielmo di Grandson è il sesto in ordine di tempo a ricevere questa onorificenza. Nel castello ce ne sono altri 71: li riconosci?

 

Un gioiello architettonico incredibile ma vero

 

Il teatrino. Ecco un piccolo gioiello architettonico, che testimonia la passione per l’arte drammatica del re Carlo Felice: un teatrino ligneo realizzato nel luogo dove si sarebbe dovuta costruire la Cappella di San Michele. Pensa, ha solo 40 posti!

 

 

Scultura o... fantasma? Questo busto, di cera, stoffa e legno, è il ritratto della principessa Vittoria di Savoia Soissons. La collezione di quadri che eredita dal nonno, il principe Eugenio, diventerà il nucleo della futura Galleria Sabaudia di Torino: per questo lei è così importante! La cosa strana è che non ha mai abitato ad Agliè. Almeno da viva: dicono che ora ci sia il suo fantasma...

 

 

Galleria d’arte. Progettata per Carlo Felice, dopo la morte del re la sala fu riallestita da Maria Cristina di Borbone che vi inserì un’interessante collezione di sculture e dipinti che raffigurano episodi della storia dei Savoia. Nella galleria si possono osservare diversi busti di sovrani, come quelli di Carlo Alberto e Carlo Felice. Cerca inoltre la bellissima statua del dio Apollo addormentato.

 

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Carrozzina. Bella, vero? Non è una fuoriserie d’altri tempi, ma la carrozzina usata per portare a spasso il piccolo Vittorio Emanuele II. Si trova nella Sala cinese,una stanza che ha avuto destinazioni diverse; pensa che è stata una camera da letto e poi una sala da pranzo! Ora si chiama così perché ospita una raccolta di opere cinesi ed orientali.

 

 

Galleria verde. È una delle due gallerie gemelle del castello (l’altra è la Galleria gialla), lunghi corridoi concepiti fin dall’inizio come luogo in cui esporre quadri e sculture. I dipinti che ci sono ora sono stati commissionati da Elisabetta di Sassonia intorno al 1855, dopo la morte di Maria Cristina di Borbone. Se ti guardi intorno, puoi notare tanti paesaggi e, su una consolle, una curiosa allegoria in alabastro che raffigura un vascello a tre alberi sorretto da due cavalli marini. Riesci a trovarla?

 

 Cerca la foto di questa e delle altre sale nella fotogallery!

Sala Tuscolana. Si chiama così perché Carlo Felice vi fece collocare i reperti provenienti dagli scavi di Villa Tuscolana, proprietà ereditata dalla sorella Marianna, che sorge sui resti dell’antica città di Tusculum, vicino a Roma. La stanza,che è diventata un vero e proprio museo, espone statue che risalgono al II secolo d.C. e provengono da diverse dimore signorili.

Salone da ballo. Qui è proprio il caso di alzare gli occhi al cielo! Quello dipinto sul soffitto a volta di questa sala, naturalmente: è uno spettacolo emozionante. Fra i tanti personaggi raffigurati negli affreschi del XVII sec., l’uomo in ginocchio rappresenta probabilmente il proprietario di allora, il conte Filippo di San Martino di Agliè, mentre nei panni della Vergine è ritratta la regina Cristina di Francia.

Sala d’angolo. In questa sala luminosa c'è una strana particolarità. I pannelli di radica sono finti! Questo perché non si trattava di una residenza cittadina ma di un casa di campagna, per cui non si usavano materiali di pregio. Il soffitto a cassettoni, invece, è di vero legno. Nelle vetrine che arredano la stanzetta sono esposte alcune armi orientali, doni ricevuti dal duca Tommaso di Genova, penultimo proprietario del castello.

Trovi tutte le info sul Museo Castello Ducale di Agliè cliccando su questo link.

Il museo non presenta barriere architettoniche. Il castello è dotato di un ascensore che collega i diversi piani dell’edificio.