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Museo Archeologico nazionale e zona archeologica di Luni

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Museo Archeologico nazionale e zona archeologica di Luni

Questo museo ti apre le porte di una città: Luni, fondata dai Romani nel II secolo a. C.. Esplora l'antico tracciato delle strade, visita l'anfiteatro dove combattevano i gladiatori, scopri, i tanti reperti lasciati dai suoi abitanti più di duemila anni fa!

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Il Museo Archeologico Nazionale di Luni, inaugurato nel 1964, è stato costruito all’interno dell’area dell’antica città di Luna, fondata nel II secolo a.C. come colonia romana e divenuta in seguito il principale porto d’imbarco per il marmo bianco proveniente dalle vicine cave apuane e destinato a Roma. I materiali archeologici in esposizione consentono di seguirne l’evoluzione, dall’impianto della colonia nel 177 a.C. alla fase di massimo splendore raggiunto durante la prima metà del I secolo d.C, passando attraverso la trasformazione in sede episcopale nel V secolo d.C., fino al definitivo abbandono nel 1204.

 

Fiaccole in bronzo

Sono state ritrovate presso il tempio della dea Luna, una divinità simile ad Artemide (la Diana dei Romani). Era venerata come portatrice di luce e per questo veniva a volte raffigurata con fiaccole come queste, in bronzo dorato. Si tratta di oggetti poco diffusi e perciò particolarmente preziosi.

 

Statua di loricato

Non farti portare fuori strada dal nome: il loricato era semplicemente un soldato in armatura! In questo caso si trattava di un un militare di alto rango: lo dimostra la presenza del paludamentum (mantello), tenuto avvolto all’altezza dei fianchi come nelle raffigurazioni dell’imperatore Augusto. Nella parte superiore della corazza è raffigurata Medusa, che si credeva avesse il potere di allontanare gli influssi negativi.

 

Incredibile ma vero...

L’anfiteatro, costruito in epoca imperiale, è uno dei monumenti meglio conservati della città: ne resta solo il primo piano, ma probabilmente ce n’erano altri due, per un totale di 7.000 spettatori! Qui si svolgevano i giochi gladiatori, combattimenti tra lottatori dotati di gladius, una spada corta e larga, e tra animali feroci. Si trattava di spettacoli assai violenti, ma che i Romani amavano molto!

 

 

Antefisse

Si tratta di figurine in terracotta che decoravano gli spioventi di edifici importanti, in questo caso il tempio della dea Luna. Rappresentano una figura femminile alata affiancata da felini o da altri animali: è l’immagine di una divinità molto antica, di origine orientale. Oggi le vedi di colore argilla, ma in origine erano decorate a tinte vivaci: se le esamini con attenzione, puoi ancora scorgere qualche traccia di colore!

 

Cardo maximus

Nelle città romane lo spazio era suddiviso da strade ortogonali: i decumani (orientati in senso est-ovest) e i cardini (orientati in senso nord-sud). A Luni è stato riportato alla luce un tratto del cardine principale (cardo maximus): nei punti dove la pavimentazione non si è conservata puoi vedere la canaletta realizzata al di sotto del piano stradale, per lo smaltimento degli scarichi e dell’acqua piovana!

 

Muro delle statue

Osserva bene questo muro: noti niente di strano? Per costruirlo non sono stati usati solo pietre e mattoni, ma anche grossi frammenti di statue, pezzi di colonne e capitelli in marmo! Il motivo è semplice: faceva parte di una domus edificata nel V secolo d.C., dopo che un terremoto aveva distrutto la città, utilizzando come materiale da costruzione resti di edifici pubblici come la basilica civile, il luogo dove si amministrava la giustizia.

 

Amorino

È un particolare del mosaico di Oceano, la decorazione musiva che ha dato il nome all’intera domus in cui è stato trovato. Nella parte centrale è raffigurato il dio del mare, attorniato da una grande varietà di pesci resi in modo molto realistico. Tra le onde ci sono anche due amorini a cavallo di un delfino: qui ne puoi vedere uno, il solo che si è conservato per intero, mentre regge un tridente nella mano destra.

 

Ara marmorea

Grazie a un’iscrizione incisa su una delle facce, è stato possibile stabilire una data certa per quest’altare in marmo: 2 a.C. Qui a fianco, invece, puoi vedere la scena di un sacrificio, scolpita su uno degli altri lati: una figura con il capo velato fa offerte alle divinità, davanti a un altare ornato da una ghirlanda.

 

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Base con iscrizione

Probabilmente, in origine questa base in marmo fungeva da appoggio per una statua. L’iscrizione nella parte frontale celebra Marco Claudio Marcello, un personaggio molto importante per la città di Luna, perché nel 155 a.C., dopo circa vent’anni dalla fondazione della colonia, sconfisse definitivamente i Liguri Apuani che occupavano quel territorio prima della conquista romana. Il conflitto tra Romani e Liguri, lungo e violento, è stato descritto dettagliatamente dallo storico Tito Livio.

 

Teatro

È stato costruito al tempo di Augusto. Se ne conservano pochi resti, ma sappiamo che era dotato di una copertura in tegole, che aveva decorazioni in marmo e statue e che era racchiuso da un porticato su tre lati. Nella foto si riconoscono facilmente la cavea, cioè lo spazio semicircolare per il pubblico, e la scena, il luogo dove operavano gli attori.

 

Mosaico di Oceano

Questo mosaico decorava il pavimento della cosiddetta domus di Oceano, una ricca dimora del III-IV secolo d.C. Guarda la figura ritratta nel secondo riquadro dall’alto: rappresenta un volto maschile che cambia d’aspetto a seconda della direzione da cui lo si osserva. Da una parte appare come un giovane dalla lunga capigliatura, dall’altra come un anziano dalla folta barba!

 

Meridiana

Anche i Romani guardavano l’orologio! Solo che non era a molla o a pile come i nostri, ma funzionava grazie alla luce del sole. Questa meridiana è stata rinvenuta in una ricca domus della città: nel foro superiore si inseriva l’asta di metallo che, proiettando la propria ombra sulla parte concava, divisa in spicchi da sottili incisioni, indicava l’ora.

 

Affreschi

I Romani amavano abbellire le pareti delle loro case con dipinti che ne ricoprivano l’intera superficie, ma di queste decorazioni rimane ben poco. Qui puoi osservare il frutto di un accurato lavoro di scavo e di restauro, che ha permesso di ricomporre i resti di un affresco in una dimora di Luni.

 

Testa maschile

È quanto rimane di una statua in bronzo e si tratta di un reperto piuttosto raro: i bronzi antichi, infatti, venivano spesso fusi per recuperare il metallo, da utilizzare nella preparazione di altri oggetti.

 

Dea della Fortuna

Di questa scultura non si è conservato il volto. Si tratta di una donna vestita alla maniera dei Greci, che con il braccio sinistro sostiene una cornucopia. Forse è la personificazione della dea Fortuna: una figura usata spesso per rappresentare i componenti femminili della famiglia imperiale.

 

Principe della dinastia imperiale

Il fanciullo raffigurato in questa statua del I secolo d.C. indossa una tunica a mezza manica sotto una toga riccamente drappeggiata. Il rango elevato è attestato dall’anello alla mano sinistra: secondo gli studiosi potrebbe trattarsi di Nerone!

 

Coppo in marmo

Luna era famosa per il marmo bianco estratto dalle Alpi Apuane, molto apprezzato anche a Roma. Era così abbondante che in alcuni casi veniva usato perfino per le coperture dei tetti!

 

La sede principale è costituita da una costruzione moderna, in corso di restyling. Le altre sezioni espositive tematiche (architettura sacra, edilizia privata, sezione epigrafica) sono ospitate in casali rurali ottocenteschi presenti nell’area archeologica.

 

POLO MUSEALE DELLA LIGURIA MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE E ZONA ARCHEOLOGICA DI LUNI Via Luni 37 – Ortonovo (SP) Tel. 0187 66811

 

Barriere architettoniche parzialmente presenti. Il personale di custodia darà indicazioni sul posto ai visitatori sul percorso accessibile.  

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