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Aquileia | Museo Archeologico Nazionale

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Aquileia | Museo Archeologico Nazionale

Visita il Archeologico Nazionale di Aquileia, esploralo seguendo un percorso speciale per i bambini e aguzza la vista per svelarne i segreti straordinari!

Visita il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia assieme con Focus Junior e il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo, potrai scoprirne gli straordinari segreti!
 

Il primo museo statale di Aquileia nacque per iniziativa dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe d’Asburgo e fu inaugurato nel 1882 alla presenza del fratello Carlo Ludovico. Passò all’Italia solo dopo la Prima guerra mondiale.

 

Il museo raccoglie reperti di età romana databili in un vasto arco cronologico che va dalla fondazione di Aquileia (II secolo a.C.) al periodo del suo declino ( V secolo d.C.). Gli oggetti, che spaziano dal raffinato artigianato in metallo, vetro ed ambra alla scultura lapidea, dalle tecniche di lavorazione della ceramica alla glittica (intaglio di pietre dure) e alla numismatica, passando per l’eleganza dei mosaici policromi e non, provengono dagli scavi che hanno interessato nei decenni Aquileia e il territorio immediatamente circostante. Costituiscono quindi un vivido spaccato della quotidianità in questa importante metropoli antica.

 

Caligae

Strane calzature, vero? Erano l’equivalente dei nostri scarponi militari: le usavano i legionari romani dirette verso le Alpi. Spesso le caligae avevano la suola chiodata per facilitare il cammino su terreni scivolosi. Ma le calzature più curiose erano gli ipposandali: suole in ferro fissate agli zoccoli dei cavalli per proteggerli.

 

 

Urna cineraria

La decorazione di quest’urna, che raccoglieva le ceneri di un defunto, è molto particolare: rappresenta un banchetto, con quattro uomini sdraiati attorno a un tavolo, circondati da servi e suonatori che rallegrano la scena. Osserva bene il gesto dei due personaggi sulla destra: hai già capito di cosa si tratta? Stanno facendo le corna! È un gesto scaramantico molto antico, che serviva a tenere lontano il male.

 

Augusto

Quest’uomo dall’aspetto tanto solenne è Ottaviano Augusto, primo imperatore romano. Qui è raffigurato come pontifex maximus, il sacerdote più importante di Roma, con una veste ampia e drappeggiata (toga) che gli copre la testa. Per i Romani, infatti, il capo coperto distingueva i sacerdoti nello svolgimento dei loro compiti. Dopo di lui, alcuni imperatori, passati a miglior vita, furono considerati divinità come Giove o Marte.

 

Incredibile ma vero...

È la raffigurazione di un mirmillone, un gladiatore che indossava un elmo sul volto, uno scudo e una protezione su una gamba. Anche ad Aquileia, come in tutte le grandi città di età romana, esisteva un anfiteatro in cui assistere alle lotte tra gladiatori.

 

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Sulcus primigenius

Questo bassorilievo in marmo rappresenta la nascita della colonia di Aquileia. I Romani ereditarono dagli Etruschi l’uso di celebrare un rito speciale per fondare le nuove città e garantire loro prosperità e fortuna: bisognava tracciare il contorno della città con un aratro trainato da un bue e una mucca, ornati in modo sontuoso. Questo primo perimetro era detto sulcus primigenius. Sulla destra si vedono quattro magistrati che controllano il regolare svolgimento delle operazioni.

 

Bambola snodabile

All’epoca dei Romani, i bambini trascorrevano il tempo lungo le strade o in casa, divertendosi con trottole in legno, palle di pezza, biglie di vetro colorato, astragali (ossicini di capra o pecora usati come dadi). Nel museo ci sono molti esempi di questi giocattoli: qui vedi una bambola, con braccia e gambe snodabili come quelle di oggi. Erano dette pupae e le bambine si divertivano a confezionare per loro vestitini di stoffa e piccoli gioielli.

 

Resti di cibo

Ti saresti mai aspettato di trovare in un museo gli... avanzi della cena? Invece, reperti come questo – una scodella con quattro uova, pinoli e ossicini simili a quelli di un piccolo pollo – sono preziosi per sapere cosa mangiavano gli antichi Romani. Resta da capire come mai questo pasto lasciato a metà è arrivato fino a noi: forse in quella mattina del III secolo ad Aquileia scoppiò un incendio improvviso e chi se lo stava mangiando... pensò solo a scappare!

 

Unguentario

Le ricche signore romane erano attente alla cura del corpo e facevano molto uso di profumi e unguenti, che conservavano in piccole boccette di vetro. Ad Aquileia ne sono state ritrovate anche con forme di animali, come cinghiali e coccodrilli. Oppure a forma di uccellino: per versare il profumo bisognava spezzargli la coda.

 

Set per scrivere

Anche nell’antichità la mattina si andava a scuola! Nell’Aquileia romana si usavano quaderni e penne un po’ particolari: tavolette in legno rettangolari sulle quali veniva steso uno strato di cera. Per scrivere, gli alunni incidevano la cera con la punta di un piccolo stilo di metallo. In caso di errori, niente paura: bastava girare lo stilo. L’altra estremità, infatti, era a forma di paletta, per distendere di nuovo la cera nel punto da correggere.

 

Corredo funebre

Quando al corredo si unisce un’iscrizione, è possibile ricostruire una storia! In questo caso, però, è una storia triste: la defunta, Antestia Marciana, era una bambina di soli 12 anni. Tra gli oggetti che i genitori hanno deposto nel sarcofago per accompagnarla nell’aldilà ci sono frutti e foglie d’alloro in ambra, due porta-profumi, una conocchia per filare in osso con una piccola Venere in cima e due stili in bronzo per scrivere.

 

Applique di bronzo

Questo rilievo viene da un pozzo del Foro di Aquileia: come ci sarà finito? Forse vi è stato gettato di proposito durante un’invasione, per metterlo al sicuro. Chi l’ha fatto ha scelto un nascondiglio perfetto: dal tempo di Augusto è stato ritrovato solo nel Novecento! Osserva bene il viso: non sembra che stia soffiando? Potrebbe essere Borea, personificazione del vento del Nord.

 

Mosche d’oro

È solo una parte di uno dei corredi funerari più ricchi di Aquileia: ben 203 piccolissime mosche in oro fissate sulla veste della stravagante proprietaria. Probabilmente si trattava di una sacerdotessa devota alla dea egizia Iside.

 

Larario

Sapevi che i Romani erano molto superstiziosi? Oltre a recarsi nei templi per pregare, in ogni casa avevano un larario, una sorta di tempietto in miniatura in cui mettevano monete, fiori e altre offerte per le divinità. All’interno c’erano le statuine di Lari e Penati. I Lari erano i geni degli antenati (il buffo nome viene da lar, il focolare domestico). I Penati invece erano le divinità della dispensa (penus).

 

Mosaici da scoprire

I Romani amavano molto i mosaici, che usavano soprattutto per rivestire i pavimenti, anche nei luoghi pubblici. Questo, per esempio, viene dalle terme di Aquileia, un edificio imponente dove si andava a nuotare o a fare la sauna, oppure a incontrare colleghi e clienti per stringere nuovi affari. Ma le terme erano anche luoghi dove gli sportivi potevano tenersi in allenamento: quello che vedi è proprio il ritratto di un atleta, immortalato sul pavimento di una palestra.

 

Ecco uno dei reperti più famosi del museo: un frammento di mosaico che proviene dal pavimento di una ricca domus di Aquileia. Raffigura un tralcio di vite e un ramo d’edera legati da uno splendido fiocco al centro. Hai notato come sono piccole le tessere che lo compongono? In questo modo si potevano rendere particolari minuti con grande precisione.

 

POLO MUSEALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI AQUILEIA - via Roma, 1 - Aquileia (UD) Tel. 0431 91035

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