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La Galleria nazionale delle Marche a Urbino

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La Galleria nazionale delle Marche a Urbino

Focus Junior ti porta alla scoperta dei più interessanti musei italiani. Vieni a scoprire i tesori della Galleria nazionale delle Marche a Urbino, con le curiosità per tutti i bambini.

Ad Urbino, Focus Junior e il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo ti portano a vivere una grande avventura a misura di bambini in uno tra i più interessanti musei di tutta Italia

Per partecipare al 100% a questa caccia al tesoro devi trovare i preziosi capolavori nascosti nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. Un aiutino: ti segnaliamo i più particolari e curiosi nella fotogallery qui sotto.

 

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Il guerriero colto: Federico da Montefeltro

 

Avvicinarsi al Palazzo Ducale di Urbino significa entrare in una storia così romanzesca da sembrare finta: la vita di Federico da Montefeltro (1422-1482). Le sue avventure iniziano da neonato: sembra che venga “riconosciuto” come figlio dal... nonno, duca di Urbino, che non ha un erede maschio; quando però questi si risposa e il figlio – Oddantonio – arriva, Federico viene allontanato dalla corte. Studierà a Mantova, con un illustre maestro: Vittorino da Feltre. Fin da giovanissimo è un valente guerriero, poi diviene duca e signore di Urbino, in circostanze misteriose: il fratellastro Oddantonio, da non molto alla guida della città, viene assassinato in una congiura della quale si sospetta Federico sia stato il mandante. Da allora Federico investe la propria fortuna in un programma di ricostruzione del palazzo, chiamando gli architetti migliori, e si fa ritrarre dai pittori più noti (si fece ritrarre ben 33 volte). Rimarrà nella memoria dei posteri come un colto, e giusto, guerriero: il dotto sovrano.

 

Federico e Guidobaldo. Il ritratto, dipinto nel 1476-77 da Pedro Berruguete, rappresenta Federico e suo figlio Guidobaldo. Nel quadro il duca mostra il profilo sinistro, cosa che avviene in tutte le tele che lo rappresentano, dipinte dai pittori al suo servizio (tra cui Piero della Francesca). Il motivo? Pur essendo un grande guerriero, tanto che si faceva abitualmente ritrarre con l’armatura, aveva perso l’occhio destro e aveva riportato una ferita al naso da quel lato, durante un torneo nel 1451, quando una lancia si era infilata sotto il suo elmo.

 

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La Flagellazione di Piero della Francesca. Il dipinto racconta l’episodio della Flagellazione di Cristo in un modo singolare: il soggetto dell’opera è sullo sfondo. In primo piano invece, sulla destra, sono rappresentati 3 uomini intenti a chiacchierare. Gli studiosi hanno tanto discusso sull’identità e sul significato dei 3, che però rimangono misteriosi. Il più giovane potrebbe essere Oddantonio, fratellastro di Federico.

 

Studiolo di Federico. Nel Rinascimento ebbe una grande diffusione il concetto latino di “otium”, cioè l’opportunità di studiare e di pensare in un luogo dedicato. Lo studiolo che Federico si fece costruire è un gioiello: le pareti sono coperte di una decorazione simbolica ottenuta usando tipi di legno diversi, intarsiati ad arte con fantastici effetti di prospettiva. Libri, strumenti musicali, candele, clessidre dietro finti sportelli e Federico ritratto in toga, nei panni cioè dell’uomo di cultura.

 

Biblioteca. Federico radunò circa 1.000 volumi, tantissimi per l’epoca! Si calcola che abbia speso una somma pari a quella necessaria a costruire 6 palazzi! La decorazione del soffitto della Biblioteca riporta l’emblema di Federico, l’aquila, con le lettere FD: Federicus Dux.

La stranezza della città ideale

La città ideale. Mostra un esercizio sapiente della prospettiva ed è uno dei quadri più misteriosi della Galleria. Fu attribuito all’architetto Luciano Laurana, cui si devono i 2 torricini del palazzo ducale. Ne esistono altre 2 versioni (una a Berlino e una a Baltimora, negli Usa) altrettanto misteriose. Tutte e 3 le versioni hanno infatti al centro un paesaggio architettonico senza figure umane: una stranezza per l’epoca.

 

GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE: per informazioni clicca su questo link

 

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