Donna Moderna
FocusJunior.it > Musei > Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto

Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto

Stampa

Focus Junior ti porta alla scoperta dei più interessanti musei italiani, come il museo nazionale archeologico di Taranto. Un'avventura speciale per bambini ti aspetta

Focus Junior e il Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo ti invitano in un percorso creato apposta per i bambini in uno dei più bei musei d'Italia: il Museo Nazionale Archeologico di Taranto. Come in una una vera caccia al tesoro, puoi divertirti a trovare tanti preziosi capolavori esposti al museo. Ti segnaliamo i più particolari e curiosi nell'articolo. E dopo la visita, non dimenticarti di tornare qui a scrivere le tue impressioni alla fine dell'articolo!

 

I gioielli dei morti

 

 L’archeologo non vive avventure come quelle dei film di Indiana Jones: spesso il suo lavoro consiste nello studiare, aiutato da un antropologo, i resti dei corpi dei defunti e il loro “corredo” (cioè tutti i materiali deposti con il corpo).

 

I resti consentono di conoscere tanto della vita del defunto: quanti anni aveva, se era maschio o femmina, che cosa mangiava e le sue condizioni di salute.

 

Il corredo è invece importante per capire il contesto sociale. Gli oggetti che lo compongono non hanno necessariamente a che vedere con la religione e spesso non sono cose che il defunto possedeva in vita.

Sono piuttosto un simbolo delle sue condizioni di ricchezza e di potere, da esibire per i viventi che partecipano al rito funebre. Alcuni tra i preziosi gioielli del Museo Nazionale Archeologico di Taranto ci fanno capire che la famiglia alla quale appartenevano era agiata e potente.

 

Nel caso degli orecchini di argilla (foto sopra), al contrario, la famiglia non aveva probabilmente i soldi per un oggetto di pregio, ma riteneva comunque importante ornare la propria defunta con una copia meno costosa. Questi orecchini sono stati creati mescolando modelli diversi degli esemplari di moda allora e infine sono stati dorati per imitare l'effetto "prezioso".

 

Non perderti questi capolavori di oreficeria antica

 

Diadema in filigrana. Tra i gioielli del museo è custodito un diadema, completamente in oro. È stato realizzato curvando una lamina (cioè un foglio d’oro ottenuto battendo sul metallo fino a renderlo dello spessore adatto), poi decorata con motivi (palmette e fiori) in filigrana, realizzati cioè tramite fili d’oro applicati a tracciare il disegno desiderato. 

Rossetto e orecchini. È molto raro trovare delle sculture antiche che conservino traccia della pittura su cui venivano decorate. Nella graziosa testa di giovane donna conservata nel museo, invece, i capelli, l’incarnato e le labbra conservano tuttora tracce di colore. Non solo, questa scultura è molto importante anche perché ci fa capire come si adornava una donna dell’età ellenistica. Sui capelli porta un diadema, e ha i fori sulle orecchie. Perfino la statua portava gli orecchini!

Un diadema... sonoro. Nel museo troviamo un diadema che è davvero un pezzo unico al mondo! La lamina è separata in due parti, unite da una cerniera, decorate da ben 88 elementi: fiori con petali, bacche e mazzetti di foglie in oro. È colorato grazie all’uso di pasta di vetro, pietre dure e smalti. Presenta due anellini alle estremità che servivano a legare il diadema dietro la nuca, con un nastro. Una volta indossato camminando produceva un effetto sonoro, un tintinnio

 

Una nave attaccata all’orecchio. È l’esemplare più noto del museo: un orecchino chiamato "a navicella" perché il profilo della parte pendente ricorda quello di una nave. Riccamente e fittamente decorato, ha persino due Nike alate, simbolo di vittoria, ai lati.

Bottoni d’osso. I delfini che vedi nella foto sotto, scolpiti in osso, servivano a tenere chiusa una veste, proprio come bottoni: si chiamano fibule ed erano tipiche dell’abbigliamento femminile. Il loro ritrovamento in una sepoltura ci dice due cose: che la defunta era una donna e che fu deposta vestita.

E ora il Museo si è arricchito ulteriormente!

Dal 2016 infatti è aperto al pubblico il secondo piano dedicato alle origini neolitiche e paleolitiche del territorio tarantino.

 

 

<a data-cke-saved-href="http://www.museotaranto.org target=" href="http://www.museotaranto.org target=" _blank"="" web="" index.php?area="1&page=home&id=0&lng=it&quot;">PER LE INFORMAZIONI SUL MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI TARANTO (M.AR.TA.) CLICCA SU QUESTO LINK