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Junior reporter: cosa sono quelle tende azzurre montate fuori dagli ospedali?

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La focusina Micaela Luisa Piscopo, otto anni, di Giugliano in Campania (NA), è rimasta colpita delle tantissime tende azzurre montate davanti agli ospedali. In questa sua lettera ci ha raccontato in modo scrupoloso da chi e perché vengono utilizzate.

Perché ci sono delle tende azzurre in questo periodo di quarantena? Dobbiamo andare in campeggio?

Cari amici, queste non sono tende per divertirsi in campeggio. Le strutture sanitarie hanno deciso di far impiantare una o più tende della Protezione Civile, all’ingresso dei propri ospedali, per separare l’accesso al Pronto Soccorso ai pazienti con sospetta infezione da COVID-19, da quelli affetti da altre patologie.

La tenda, perciò, è un filtro importantissimo. Tutti i pazienti che vanno in Pronto Soccorso con mezzi propri vengono fermati da un infermiere in corrispondenza della tenda, prima di accedere al Pronto Soccorso stesso. Se i pazienti sono affetti da febbre, tosse e difficoltà respiratoria o mal di gola (sintomi influenzali sospetti di infezione da Coronavirus) sono condotti nella tenda e non nel Pronto Soccorso. In questo modo, vengono trattati in modo specifico i possibili casi di infezione da Coronavirus e, nello stesso tempo, non vengono esposti a rischio di contagio gli altri pazienti e il personale presente nel Pronto Soccorso.

COME SONO FATTE LE TENDE AZZURRE?

Le tende sono delle strutture mobili e gonfiabili, realizzate in materiale impermeabile, in plastica, facilmente disinfettabili e, in genere, di colore blu. Hanno una dimensione di circa di 5 x 8 metri, l’interno è diviso, da una sottile parete con un’apertura centrale, come se fosse una porta, in modo da creare due “stanze”.

Il primo ambiente è come se fosse uno studio medico: è attrezzato con scrivanie e alcune sedie poste a una distanza di un metro e mezzo (distanza di sicurezza), dove il medico raccoglie la storia clinica e i sintomi del paziente. Vi è anche tutto il materiale necessario per praticare i prelievi ematici e il tampone diagnostico specifico.

Nella seconda sala, invece, c’è un lettino medico, un carrello contenente farmaci e il materiale per l’intubazione, il monitor per i parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione dell’ossigeno), una bombola per l’ossigeno-terapia in caso di insufficienza respiratoria. La tenda è fornita anche di una linea telefonica e di una connessione Internet in modo da essere collegata con tutte le strutture ospedaliere.

TAMPONI E ACCERTAMENTI

Nella tenda accede solo il paziente senza la presenza di parenti. Il paziente viene accolto da un medico e un infermiere che indossano tutti i presidi di sicurezza (tuta, guanti e mascherine). Qui è invitato a raccontare se ha avuto eventuali contatti con persone ammalate o positive al coronavirus oppure provenienti da zone di alto contagio. Come accennavo prima, in questa prima sala vengono effettuati tutti gli accertamenti specifici, compreso il tampone, se è indicato.

Nella seconda sala, il paziente è visitato e vengono curati i sintomi in modo appropriato e, se vengono riscontrate gravi difficoltà respiratorie, i pazienti possono anche essere intubati. Coloro che non hanno sintomi gravi restano nella tenda fino all’arrivo dei risultati del tampone: se è negativo vengono trasferiti nel Pronto Soccorso per appurare quali altre cause potrebbero aver causato il malessere, se è positivo viene portato nel centro di malattie infettive.

È necessario ricordare, però, che i pazienti con sintomi da sospetta infezione da coronavirus non dovrebbero recarsi subito presso un Pronto Soccorso, ma contattare il proprio medico di base o chiamare i numeri telefonici specifici messi a disposizione per questa emergenza sanitaria.