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Junior reporter, Zahra e il regno dei sogni di Gandal

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Junior reporter, Zahra e il regno dei sogni di Gandal
World of Triss / Alamy / IPA

La focusina Ginevra ci racconta la storia di una ragazza particolare che si addormenta e cambia completamente la sua vita

Il giorno in cui Zahra si imbatté in un'avventura al di là della sua e della nostra immaginazione, non era andata molto bene a scuola. La sua amica Iris si era "alleata" con un'altra compagna di classe che Zahra detestava e ora la prendevano in giro;  era il classico complotta tra ragazze di prima media .
Tra tutte le ragazze della 1C, lei era la più strana, la più bizzarra.
Era una ragazza dai capelli scuri e corti, con occhi grigi e la carnagione color caramello. Il suo look era molto originale, tutto suo.

Non solo si vestiva in una maniera stravagante, ma ogni volta che qualcuno la rivolgeva la parola lei taceva.

Per questa la chiamavano "la chiocciola" perché era riservata e taciturna.
Ma a lei non dispiaceva quel nome perché le chiocciole le trovava affascinanti e ne aveva anche una per amica, Soraya, che aveva salvato da un agguato del gatto dei vicini.

Comunque quando vide Iris con Eva (la compagna che detestava) non ci rimase troppo male .
Insomma ci era abituata; solo che quel pomeriggio Iris doveva andare a casa sua...
Come previsto, Iris non si presentò e quindi, appena arrivata a casa, Zahra si sdraiò sul divano e si addormentò sognando una strana avventura...
Nel sonno sentì infatti una voce rauca, di persona anziana che le diceva: "Zahra, è in città, nella periferia. Un armadio, solo noi lo possiamo vedere; sei la nostra ultima speranza, prima che i sogni dei mortali svaniscano... vieni Zahra, aiutaci. Sei tu l'erede, sei tu la prescelta guardiana dei sogni, dipende da TE... "
Dopo queste parole, la ragazza vide l'immagine di una vecchietta avvolta in uno scialle e di colpo si svegliò.
Ansimava ed era sudata. Si alzò dal divano e si diresse verso la posta.
Ecco un'altra qualità (o stravaganza ) di Zahra,

lei ascoltava i sogni.

Ma questo era quello più strano che avesse mai fatto.
Le aveva svegliato qualcosa dentro.
E così si diresse verso la periferia della città. Tra vicoli bui e stretti viali, ecco che davanti a lei si stagliava un enorme armadio. Era un armadio vecchio, che puzzava di muffa.
Zahra iniziava a dubitare che dentro vi si trovasse qualcosa di speciale, ma era determinata e così si diresse a passi decisi verso ad esso. Tirò le antine, ma non si aprirono.

Ed ecco un'altra voce: "sei ormai vicina Zahra, troverai ciò che cerchi in un posto assai vicino, dove stai mettendo il tuo piedino". Zahra guardò per terra e vide che la piastrella dove aveva appoggiato il piede era rialzata. Si abbassò e scorse nella terra un luccichio; era una chiave tempestata di diamanti, molto luccicante e preziosa.
La prese e individuò solo in quel momento una serratura sull'antina dell'armadio. Inserì la chiave e la girò.
Ed ecco un'ondata di luce che la travolse.

Entrò nell'armadio e rimase a bocca aperta.

Lo spettacolo che le si stagliava davanti era meraviglioso.
C'erano macchine e gradini tutti intrecciati tra di loro ed erano illuminate da sfere di tutti i colori che volteggiavano nella grande sala.
"Eccoti Zahra, ti stavamo aspettando!" disse la stessa voce rauca del sogno. La ragazza si girò e vide una vecchietta piena di rughe, avvolta in uno scialle di lino.
Era molto esile e aveva gli occhi viola, i capelli di colore bianco le scendevano fino alla vita.
Si capiva che da giovane doveva essere stata bellissima.

"Buongiorno tesoro" disse la signora "io sono Rubesco, la capa del clan dei Major, un popolo custode dei sogni. Il nostro regno è quello di Gandal. Queste che vedi sono macchine fabbrica sogni, cioè macchine che estrapolano dalla gente pensieri e ricordi e li trasformano in sogni. Ogni macchina corrisponde ad una persona."
Zahra rimase esterrefatta.
"Allora, questi sono sogni! Ma sono quelli ancora da sognare o sono quelli già sognati?"
"Noi diciamo interpretare, cara. Sì, questi sogni sono misti, alcuni ancora da interpretare, altri già sono stati decifrati e magari sono da rispedire ad un altro uomo... Sai, bambina, che

i sogni, anche se sono gli stessi, possono cambiare da persona a persona...

"No, non lo sapevo. Rubesco, ma cosa intendevi dire prima, nel sogno, che sono io la prossima erede ?"
"Oh, cara, non mi ricordavo... io per ora sono la custode dei sogni, cioè li proteggo e ogni notte li porto con il pensiero ad ogni bambino, bambina, ragazzo e uomo presente sulla terra. Ma il mio momento è vicino, e mi serve una prescelta che prenda il mio posto. Io e il mio popolo abbiamo pensato a te perché sei una ragazza che ascolta e interpreta i sogni in una maniera tale da meravigliarci ogni volta che li vediamo. Mi sembra giusto che sia tu. Per te va bene?"
Zahra non sapeva.
Insomma, sarebbe stato fantastico, ma la sua famiglia?
La sua chiocciola Soraya?
Ma era un onore così grande che alla fine...
"Ok, accetto", disse.

E in quel momento tutto il popolo Major si riversò su di lei.
Erano creature simili ad elfi, con orecchie a punta e la pelle bianca come il latte. La maggior parte dei Major avevano gli occhi blu o verdi, alcuni marroni.
"Buongiorno Zahra! Sono Nick da sempre suo grande fan!"
E per dieci minuti altre esclamazioni come quelle.
Ma poi Rubesco esclamò:" Major, io sono stata custode dei sogni per ben settant'anni. Mi sono impegnata e siete stati i miei amici. Ma ora, il mio momento è arrivato. Seguite la vostra nuova custode come avete seguito me. E, anche negli attimi bui, si può sempre trovare la speranza, in fondo. Vi ringrazio. Grazie anche a te Zahra, sono sicura che tu sarai un gran capo per tutto il popolo, e se avrai bisogno, ricordati che avrai sempre il mio aiuto. Nessuno si lascia solo. Mai. Grazie di cuore amici".

E con queste parole, Rubesco si dissolse in polvere.

Una polvere dorata, come il suo cuore, che aveva donato a tutti bontà, saggezza.
Zahra pianse. Tutti piansero.
Si fece avanti una donna, che alzò la mano e ne uscì una luce dorata.
Tutti presero l'esempio. Anche Zahra ci provò e ne uscì una lucina blu.
In ricordo di Rubesco.
Dopo quella cerimonia, tutti si coricarono.
Rimase solo Zahra.
Pensò all'incarico che le aveva affidato Rubesco.
Pensò di avere fatto una follia: una ragazza di undici anni a comandare un popolo per dare alla terra intera i sogni... La prescelta, la ragazza derisa, la chiocciola...
Eppure eccola qui, una capa.
Wow.

E quella notte il suo primo incarico. Portare all'umanità intera i sogni.
Una donna, Irma, le spiegò come si faceva e Zahra prese la VOLAPOLVERE e sotto i suoi piedi si formò una nuvoletta. Prese un secchio dove venivano raccolti i i sogni e partì per la sua nuova avventura, che sarebbe durata una vita.
Uscì dalla finestra e si liberò nel cielo nero, pronta a consegnate i sogni a tutti.
E ancora oggi, lei consegna doni a tutti, ma tra poco un altro prescelto verrà Candidato.
Sarai tu?

Ginevra