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Junior reporter, quando, negli ’80, lo sport era una questione di campioni e di rivalità

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Junior reporter, quando, negli ’80, lo sport era una questione di campioni e di rivalità
Getty Images

Il focusino Matteo ci racconta la storia di alcuni grandi atleti come Maradona, Rossi, Platini, Meneghin, Marzorati e Gentile

Per raccontare lo sport nei coloratissimi anni Ottanta basta nominare poche persone come, per esempio, i due grandi attaccanti che ci hanno lasciato da poco, Maradona e Paolo Rossi.
Gli 80’s sono gli anni del terzo Mondiale vinto dall’Italia (in Spagna nel 1982) ma anche del Mondiale di Maradona con il leggendario "Mano de Dios" (1986).
Anni importantissimi anche per il basket italiano e per quello americano, col grande Dan Peterson alla guida della Billy Milano (attuale Olimpia), con la comparsa di Michael Jordan a Chicago e la sua ascesa alla Hall of Fame Nba, circondato da campioni come Magic Johnson, Larry Bird e Dennis Rodman.

Gli anni '80 infatti sono stati parecchio intensi
dal punto di vista sportivo.

Ci sono state molte partite o match che son rimasti nella storia, come la finale di Wimbledon '80, con la lotta all’ultimo sangue tra Bjorn Borg e John Patrick McEnroe, due giganti del tennis mondiale.
Ma, purtroppo, sono stati anche anni di grandi tragedie legate, come la strage dell’Heysel, lo stadio di Bruxelles in cui morirono 39 persone prima della finale di Coppa dei Campioni che sarebbe poi stata vinta dalla mia Juventus, o come gli incidenti di Hillsbrough e Bradford.

Maradona, questa specie di scienziato pazzo del calcio, per Napoli è stato un eroe e continuerà ad esserlo per sempre. Quando arrivò, nel 1984, risvegliò una città ancora scossa dal Terremoto dell’Irpinia tirando “solo dei calci” a una “semplice sfera di cuoio”.
“Le Roi”, Michel Platini, acerrimo nemico a livello calcistico di Maradona, invece fece innamorare Torino e gli Juventini (tra cui mio padre e mio nonno) con le sue elegantissime giocate e con le sue straordinarie marcature.

Tornando al basket, vanno ricordati il grande Meneghin, centro della Billy dall’81 al '90, Pierluigi Marzorati,  playmaker che ha passato una vita alla Pallacanestro Cantù, e infine Nando Gentile che ha invece giocato alla Juvecaserta dall’82 al '93. Nel '91, tra l'altro, Gentile vinse l’argento europeo con la nazionale di pallacanestro Italiana.

Insomma, in questa decade, forse la più significativa di sempre, l’Italia è stata il centro del mondo sportivo e olimpionico, con il mio grande corregionale Pietro Mennea che stabilì il record sui 200 metri piani, poi superato da Filippo Tortu nel 2019.

Matteo