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Junior reporter, l’ultima estinzione di massa è provocata dall’uomo

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Il focusino Alessandro ha visitato la mostra “Estinzioni: biodiversità dei vertebrati in allarme rosso” e ha scoperto che a partire dalla metà del Settecento alcune specie animali si sono estinte nel giro di pochissimi anni
 

Passeggiando in piazza San Carlo a Torino, all'inizio di dicembre, mi sono imbattuto per caso nella locandina di una mostra molto interessante intitolata "Estinzioni: biodiversità dei vertebrati in allarme rosso".

L'esposizione è stata aperta dal 10 novembre 2017 al 14 febbraio 2018 ed era completamente gratuita.

Sono entrato e sono rimasto incantato.

L'argomento principale è riassunto dal titolo: si parlava delle estinzioni degli animali e in particolare dell'ultima megaestinzione di massa, tutta provocata dall'uomo a differenza delle cinque passate che sono dovute a fenomeni naturali.

Mentre queste hanno richiesto 500 milioni di anni per far sparire per sempre decine di migliaia di esemplari viventi,a partire dalla metà del Settecento

il ritmo delle estinzioni animali è stato accelerato dall'azione dell'uomo

Nella mostra gli esempi più sconvolgenti sono quelli del dodo e del quagga, scomparsi nel giro di pochi decenni dalla loro terra di origine, così come il leone berbero.

La mia visita è stata una sorpresa meravigliosa. La mostra era organizzata molto bene: nonostante fosse breve era ricca di video, di informazioni utili e chiare e di reperti interessanti, tutti provenienti dai musei italiani che aderiscono al progetto di ricerca "Estinzioni".

Ho imparato molto sulle ultime estinzioni animali, non pensavo che fossero così veloci.

Una chicca: in mostra c'era anche la ricostruzione di uno dei miei amatissimi rettili giganti, con cui mi sono fatto fotografare.

 

Alessandro