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Junior reporter, l’esperienza del Coronavirus

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Junior reporter, l’esperienza del Coronavirus
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La focusina Ester racconta a un lettore nel futuro questo pesantissimo periodo di Covid

Questo articolo è destinato a qualcuno nel fururo perchè possa comprendere i giorni che stiamo vivendo oggi. Prima di iniziare con quello che devo dire però vorrei  descrivermi, sia caratterialmente, che fisicamente.
Sono una ragazzina riservata ma, se comincio a conoscere le persone e mi fido, allora posso diventare vivace, disponibile, gentile, molto sarcastica e, forse, un pochetto “aggressiva”. Se qualcuno tratta male le mie 2 bf infatti mi posso incavolare sul serio. Come mi posso incavolare per le mie amiche mi posso arrabbiare sul serio se un ragazzo anche semplicemente mi sfiora. Infatti, una volta un bambino mi ha toccato i capelli e io l’ho minacciato che se lo rifaceva finiva molto male.

Fisicamente sono veramente alta (non mi sto vantando, anzi ODIO essere alta), ho i capelli color nocciola (come dice per l’appunto mia madre) molto ma molto ondulati, quasi ricci. Ho gli occhi “a mò di cinese” ovvero molto sottili e di colore marrone scuro, scuro, scuro, quasi nero.
Al posto dei denti davanti ho 2 palette rettangolari: infatti li chiamo anche “denti a castoro” perché assomigliano veramente molto ai denti del castoro.
Uno dei due è anche un pochetto più avanti dell’altro ma non si vede particolarmente. E spero non si vedrà mai.

IL COVID
Inanzitutto, cos’è il Covid? Nelle parole più semplici del mondo è un raffreddore mortale. Già. Sembra un incubo. E anche se non ci credete, è proprio un raffreddore mortale. I sintomi sono gli stessi: Febbre, tosse ecc…

La vita con il Covid non è una passeggiata.

Ogni giorno, si sente al telegiornale quanti morti ci sono stati nelle ultime 24 ore e ce ne sono veramente tanti. Tutti gli ospedali sono sempre pieni di contagiati, e i medici si fanno in 10 per salvare le loro vite. Bisogna anche tenere sempre una mascherina quando si esce e rispettare il distanziamento fisico. Ovvero, non ci si può abbracciare, passarsi oggetti o stare vicini. Se sei in un luogo pubblico, e non hai la mascherina, e ti vedono i carabinieri, ti fanno una multa ben salata.
Non è per nulla semplice stare lontani. All’inizio, bisognava avere una distanza massima di 1/2 metri da una persona qualunque (escluse i figli e genitori che vivono nella stessa casa, lì si può stare attaccati tranquillamente).

LA SCUOLA CON IL COVID
Nella prima fase di Covid, in tutta Italia le scuole sono rimaste chiuse (tutte, incluse asili) e dalle elementari in su, si facevano le videolezioni. Ovvero si collegava tutta la classe con qualche app e si faceva una “videochiamata” con le prof. Infatti videolezione = videochiamata per la lezione con le prof e i compagni.

Può sembrare bello, non vai a scuola, stai sul computer… Una favola no?
Beh, vi assicuro che

le videolezioni sono un incubo.

Praticamente 4 mesi incollati a un computer, non è la cosa più bella del mondo.
Prima o poi a tutti è iniziata a mancare la scuola, il vicino di banco, le urla dei compagni, stare insieme ai propri amici…
Alcuni, ancora ora, dicono che vorrebbero andare di nuovo in videolezione, ma secondo me, lo dicono solamente spirito di contraddizione.

Vorrei veramente parlare al passato. Lo spero. Tutti lo speriamo.
Ho cercato di raccontare il più possibile di questo tremendo momento, ma se non siete qui, a viverlo, non capirete mai come ci si sente a passare ogni singolo giorno con questa tremenda malattia. Potete provare compassione. Ma mai quello che proviamo ogni giorno noi.

Ci sono anche i negazionisti. Ovvero quella gente che va in piazza e protesta senza mascherina, dicendo che è tutto una bufala: il Covid non esiste, e stiamo vivendo una menzogna. Sotto sotto, tutti noi vorremmo che i negazionisti avessero ragione. Il Coronavirus non esiste. E’ tutto una bufala, una bugia.
Proprio come è questo periodo fatale.

Ester