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Junior reporter, l’esperienza del Coronavirus vista da Leonardo

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Junior reporter, l’esperienza del Coronavirus vista da Leonardo
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il focusino Leonardo ci racconta la sua quarantena tra la scuola che manca tanto (soprattutto le maestre) e la gioia per la costante presenza a casa del papà

All’inizio del 2020 era tutto tranquillo: la gente si comportava come al solito; come sempre le auto circolavano per le strade; io potevo andare in giro, giocare con gli amici e andare a scuola. I miei genitori andavano al lavoro e se non c’erano tutti e due, stavo dai miei nonni.
Ma un giorno, al telegiornale, hanno parlato di un certo "Coronavirus", il cui nome specifico è Covid-19.
Io credevo che il Covid-19 fosse una azienda giornalistica!
Ma invece era un virus che ha iniziato a infettare le persone. Questo virus è partito dalla Cina e si è trasmesso in alcuni paesi fino ad espandersi nel mondo intero quindi noi non dobbiamo invitare le persone a cena o a pranzo, gli amici a giocare, a fare i compiti insieme.

In pochi giorni è scoppiato il caos!

Durante le vacanze di carnevale ero con la mia famiglia per qualche giorno in montagna, e quindi non ho potuto giocare in giro o al parco, per sicurezza. Ho potuto però fare delle belle passeggiate nel bosco.
Poi siamo tornati a casa a Villa del Conte pensando che questa emergenza durasse poco; ero convinto che dopo un mese sarei potuto tornare a scuola, a fare sport, a fare il corso d’inglese, esattamente come prima.
Invece, questa emergenza è durata quasi 3 mesi e al momento non sappiamo quanto ancora durerà e come sconfiggere il virus. Però almeno il tampone funziona! E tante persone sono riuscite a sopravvivere.

Per fortuna ci sono dottori, scienziati e volontari che sicuramente sconfiggeranno il virus. Come lo faranno? Penso che con la loro intelligenza, volontà, grande bontà, grazie a strumenti come il microscopio per guardare come è fatto questo cattivo virus, e tanto tempo, si riuscirà a metterlo KO.
Il grande problema del Covid-19 è che nessuno lo ha mai visto prima e non esiste ancora la cura.
Io ancora non so quale sarà la cura, ma spero che venga fatta entro pochi mesi perché vorrei riabbracciare i miei amici. Con loro vorrei giocare senza la mascherina e poter andare ai loro compleanni e invitarli al mio.

Vorrei poi poter andare in Sardegna con il mio migliore amico per nuotare, vedere i pesciolini e le razze perché l’anno scorso ne avevamo vista una. Vorrei anche poter fare apnea sia in mare che in piscina (ma la vorrei interrata così è più profonda!).
Non mi piace tanto stare a casa senza i miei amici e giocare con loro! Mi piacerebbe molto di più stare a scuola.

Non mi piace neppure tanto fare le lezioni a casa perché... mi mancano tanto le maestre Luisa, Marzia, Eliana ed Elisa.

Stare a casa ha anche delle cose importanti e belle; iniziamo con le cose belle: posso giocare a calcio con i miei genitori (ovviamente in giardino), e stare con loro tanto tempo, anche tutti i pranzi e le cene!
Posso andare a letto un po’ più tardi, posso dormire di più e stare meglio (perché dormire fa bene no?). Quelle importanti sono invece: passare più tempo a casa che fuori, vedere il papà più rilassato.
Insomma, questo Coronavirus è un po’ cattivo e molto furbo, ma è stato molto buono con gli animali perché gli ha dato la libertà, gli permette di vagare in città, dove si sono visti molti animali selvatici che di solito stanno nella natura lontano dall’uomo, come cervi, anatre con i loro anatroccoli, cinghiali e volpi. Nei porti addirittura ci sono i delfini!!!!
Alla fine, come vedo il Coronavirus?
Un brutto essere invisibile e cattivo che però ha fatto bene alle famiglie e alla natura.

Leonardo

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