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Junior Reporter: L’aquila del Kazakistan

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Junior Reporter: L’aquila del Kazakistan

Il Kazakistan è un paese asiatico ricco di tradizione e misteri e la focusina Eleonora, che mentiene un rapporto speciale con quella terra, ha voluto raccontarci un aspetto particolarmente interessante del suo popolo: lo speciale legame con l'aquila della steppa!

Poco prima di festeggiare il mio terzo compleanno io e la mia famiglia ci siamo trasferiti per qualche anno in Kazakistan e precisamente nella città di Atyrau.

 

Faceva davvero freddo, infatti tutte le persone che incontravo indossavano la pelliccia e per tutto l’inverno il fiume Ural, che attraversa la città, rimaneva completamente ghiacciato e con uno spessore del ghiaccio tale che le automobili ci passavano sopra.

Noterete che il Kazakistan è un paese molto misterioso, strano ed interessante allo stesso tempo ad iniziare dalla sua bandiera

 

Nella bandiera del Kazakhstan troviamo infatti un’aquila dorata della steppa in volo sotto un sole, anche lui d’oro, con 32 raggi. Il sole e l’aquila sono poste su uno sfondo azzurro come il cielo. Ogni colore e ogni particolare nella bandiera ha un suo specifico significato. L’aquila è simbolo di potenza, generosità, indipendenza e libertà.

Per il popolo kazako, l’aquila dorata non è solo un simbolo ma un vero e proprio compagno della loro vita nomade.

 

Infatti i kazaki sono storicamente noti come popolo "errante" anche se adesso la maggior parte di loro vive nelle città. Nella loro vita da nomadi sono soliti andare a caccia proprio con l’aquila reale della steppa.

E’ una tradizione davvero antica che risale a oltre 4.000 anni fa!

All’inizio i soli kazaki che addomesticavano l’aquila per la caccia vivevano nella regione di Altai, ad ovest della Mongolia. Più tardi, quasi tutti i cacciatori kazaki adottarono l’aquila.

Normalmente la caccia viene fatta a cavallo reggendo l’aquila sul braccio. Le aquile cacciano specialmente durante l’inverno e le prede preferite sono: lupi, volpi e marmotte.

Per la caccia, i kazaki, usano la femmina delle aquile perché è più aggressiva.

 

Le persone che hanno il dono di addestrare le aquile reali della steppa per la caccia sono chiamati dai kazaki “kusebegi”.

Prima di riuscire a cacciare con l’aquila, il kusebegi deve costruire uno stretto rapporto con l’uccello in maniera tale che l’aquila si fidi di lui.

I kazaki hanno un metodo per capire se l’aquila si fida realmente del proprio padrone e consiste nel dargli del cibo: se lo mangia significa che si fida, altrimenti, il padrone deve impegnarsi ancora per far capire che è suo amico.

Qualche volta succede che dopo la caccia il kusebegi lasci libera l’aquila.

 

Durante la mia permanenza in Kazakistan ho avuto la fortuna di vedere qualche kusebegi con il suo fedele volatile. E’ stato durante il Nauryz, un’importante ricorrenza kazaka dove si festeggia l’arrivo della primavera e il rinnovo della natura. Nel giorno del Nauryz è tradizione costruire una grande yurta, la tenda dei nomadi kazaki, in ogni piazza.

Qui si incontra gente vestita con gli abiti tradizionali e vengono offerti i cibi tipici kazaki. Non mancano momenti religiosi e anche giochi della tradizione, gare coi cavalli e altre competizioni. 

 

Eleonora Le Rose

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