Donna Moderna
FocusJunior.it > Junior reporter news > Junior reporter, La bambina che viene dal futuro (terza e ultima puntata)

Junior reporter, La bambina che viene dal futuro (terza e ultima puntata)

Stampa

La focusina Astrid ci racconta come finisce la storia di una strana ragazza di nome Omega che nasconde un incredibile segreto

Un'improvvisa nebbia mi accecò, vidi Omega col suo mantello viola e la corona di diamanti. "Non c'è tempo per spiegare!" disse Omega.



Mazy rimase a bocca aperta.



"Ragazzi, sento dei passi!" esclamò con paura Gaia.



"La preside!" urlò Josy. Non sapevamo che fare, avremmo rischiato l'espulsione…



"Ho un'idea, pericolosa, ma un'idea…!" urlò Omega.



"Beh… non credo che qualcuno ne abbia una migliore…" esclamai io.



"Allora, innanzitutto, prendete questi!" Ci diede dei mantelli,



ma non mantelli normali, mantelli invisibili!



"Wow!" urlammo in coro. "Su venite, adesso la preside non ci vedrà!" esclamò Omega. Uscimmo senza fare il minimo rumore.



Andammo nel quartiere abbandonato dove avevo visto l'ultima volta Omega. "E questo cos'è?" chiese Mazy incuriosito



"E' un cerchio del futuro, su adesso mettetevi tutti al centro!"



Al centro di questo cerchio c'era lo stesso simbolo che c'era sulla scritta 5°A e sulla navicella.



La sagoma del simbolo si sollevò lentamente, un buio fitto cadde su tutto il quartiere e una nebbia azzurrina ci oscurò gli occhi, mentre tutti e cinque ascoltavamo il fruscio del vento.



Quando insieme riaprimmo gli occhi ci trovammo nello spazio!


"Su venite!" esclamò Omega, portandoci in una piccola casetta con un grande orologio. Da lì si vedevano i pianeti, le costellazioni e miliardi e miliardi di scintille e stelle cadenti.





"Ci accamperemo qui per la notte. Domani saremo ognuno nelle proprie classi." "Ma i nostri genitori non si preoccuperanno nel frattempo?" chiese Laura.



 



"Qui il tempo non passa, possiamo cambiarlo, decidere come e quando vogliamo tornare!"



rispose Omega.



"Geniale!" esclamai. Così passammo la notte a guardare le stelle e a indovinare i pianeti. Non sapevamo cosa ci attendeva…



La mattina seguente: "Su, siete pronti?" chiese Gaia.



"Dai alzati dormiglione!" urlò Josy a Mazy.



"Allora preparate le vostre cose, devo solo collegarmi a.... Ops!" disse Omega mentre era immersa tra un mare di fili e cavi. "



Cosa Ops?" chiesi.



"Può darsi che qualcuno, abbia bloccato i passaggi al cerchio del futuro…"



"Ma, senza futuro non esiste presente e senza presente non esiste passato!" risposi preoccupata.



"Quindi?" chiese Mazy.



"Quindi se non esiste presente e passato, noi non esistiamo: scompariremo. Nessuno si ricorderà di noi!"



Omega annuì. "La memoria storica!" esclamò Laura.



"Cos'è?" chiesi io.



"Ricordi. Ricordi molto felici e importanti!"


"Potrebbe funzionare!" disse Omega, poi continuò "se tutti noi pensiamo a ricordi felici e importanti potremmo…"



"…potremmo provarci" le dissi interrompendola.



"Adesso mettetevi al centro!" ci ordinò Omega.



La stessa nebbia ci accecò nuovamente gli occhi.



"Su pensate!" disse Omega.



Come d'incanto scie di luce ci avvolsero e come ologrammi i nostri piccoli ricordi iniziarono a fluttuare e a brillare sempre di più. Come stelle le nostre menti si illuminarono: il colore dei miei ricordi era il rosso.



"Wow!"



I nostri ricordi si unirono e formarono un arcobaleno o almeno così credo si chiamasse. "Guardate, uno spazio-tempo!" urlò Gaia che era la secchiona del gruppo.





"Un varco, un buco del tempo!"



"E a che serve?" le chiesi ancora.



"Lo vedrai". Questa frase mi faceva paura e non avevo torto.



Come un tornado l'arco spazio-tempo ci avvolse e scivolammo tutti al suo interno. Non avevo parole, sembrava di volare su delle nuvole, immersi nei propri ricordi; a quel punto la luce svanì e ci trovammo immersi nel buio per una buona mezz'ora. Dopo molto si riuscì a intravedere una luce, che segnava la fine del tunnel dei ricordi.



"Ragazzi, siamo sulla terra!"



"Yuuuuu!" urlammo.



"Omega, Omega… dove sei?" chiesi.



Ma nessuno rispose:



Omega non c'era.


Non capivo e poco dopo scoppiai a piangere.



"Perché piangi?" mi chiesero gli altri.



"Per Omega!" risposi.



"E chi sarebbe?"



"Come chi sarebbe? Spazio, tempo, stelle: Omega!"



"Ti senti bene, Astrid?"



"Ti sarai vista troppi film fantascientifici!" mi dissero.



"No!" risposi.



"Su ragazzi, andiamo, Astrid ha bisogno di riposo".



Forse loro avevano dimenticato il tunnel, le stelle, il simbolo.



Forse non ricordavano chi fosse Omega. Ma io non ho dimenticato la bambina che venne dal Futuro.



 



Astrid

ULTIME NEWS