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Junior Reporter: intervista al giudice di un concorso letterario!

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Junior Reporter: intervista al giudice di un concorso letterario!
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La Junior Reporter Anita non solo ha partecipato al concorso "In 3 parole" della Fondazione Tangorra ma, da brava giornalista, ha intervistato anche uno dei giudici di gara!

Credete di essere dei talenti della scrittura? Si? Allora perché non fare un concorso per ragazzi con dei veri e importanti premi?

Come? Non avete ancora capito? No?!?

Sto parlando del concorso di scrittura finanziato ed ideato dalla Fondazione Lucrezia Tangorra!

Per spiegarci meglio come funziona il concorso letterario di questa Fondazione abbiamo qui un giudice dell’edizione del concorso 2017, Maria Daniela Raineri, una scrittrice che ha scritto alcuni libri sia per ragazzi sia per adulti.

Cosa ti piace di più del concorso della Fondazione Lucrezia Tangorra?

«Le storie incredibili che abbiamo letto! Alcune facevano ridere, altre erano commoventi e ognuna a modo suo ti trasportava in un mondo speciale».

Parlaci del concorso….

«È di certo un’iniziativa brillante, non c’è che dire. Si chiama “In 3 parole” proprio perché ogni anno ci sono tre parole come punto di partenza. Bisogna sviluppare un racconto da una di queste o da tutte e tre. Il testo non deve superare le 12.000 battute (una battuta=ogni volta che tocchi un tasto). La premiazione dell'edizione 2018 si è tenuta da poco a Milano e a breve sarà pubblicato il nuovo bando sul sito della fondazione.

Quali sono i premi?
«Intanto il concorso si divide in scuola primaria, secondaria e superiore. Per cui se siete alle prime armi e andate ancora alle elementari non preoccupatevi: non gareggerete contro i ragazzi del liceo!
I premi sono fantastici: abbonamenti a Focus Junior, biglietti Uci Cinemas, Gift Card laFeltrinelli, orologi Swatch e tanto altro. Ogni anno c'è qualche novità, perciò, anche per questo, consiglierei di tenere d'occhio il sito.
Beh, sono proprio dei premi intriganti…»

Dopo questa sfilza di numeri (tranquilli, niente operazioni!) proseguiamo con l’intervista: come vengono scelte le tre parole? E quali sono di solito?

«Di solito le parole vengono scelte dalla fondazione e dai giurati. Si fa un elenco che poi viene pubblicato sul sito e su Facebook: le 3 parole più votate diventano i temi del concorso. Il sondaggio è ancora aperto, perciò chi vuole può dare le sue preferenze!

Normalmente le parole sono dei verbi all’infinito, dei nomi o degli aggettivi. Per farvi un esempio quelle di quest’anno erano: Gioia, Aiuto e Memoria. Le parole “vincitrici” saranno rese note tra poco, per cui se qualcuno vuole cominciare a pensare ad un racconto ha tutta l’estate per farlo».

Poi vorremmo sapere anche qualcosa sul suo mestiere di scrittrice, anche se non centriamo il tema…

«Io sono convinta che per essere un/a scrittore/scrittrice bisogna avere fantasia e amare il proprio mestiere. Quando capirai che è quella l’unica cosa che ti rende felice allora potrai cominciare a buttare giù gli appunti per un libro.
Un libro può nascere da un sogno, da un ricordo o da un’invenzione del cervello. Puoi usare luoghi che conosci o in cui vorresti andare, puoi ambientarlo in un altro pianeta oppure in zone della Terra che non esistono realmente.
Il protagonista puoi essere tu o qualcuno che conosci, può essere un animale (magari il tuo gatto o cane) che può parlare o no. Puoi fare in modo che a parlare o a raccontare sia anche una pianta. L’importante è che il libro venga avvincente ed emozionante.

Tornando al concorso….

E i giudici? Chi sono? E come scelgono i racconti vincenti?

I giudici sono quasi sempre scrittori o giornalisti. I nomi di quelli di quest’anno li trovate sul sito. I racconti vincitori vengono scelti in base alla coerenza con la parola scelta, alla storia e allo stile del racconto. Ogni giurato ha il suo metodo di giudizio. Io personalmente ho sempre preferito le storie più originali, quelle che erano in grado di sorprendermi. I racconti sul podio sono tre per sezione (scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado) ma potreste essere tra i 30 finalisti ed essere pubblicati nell'antologia che viene edita ogni anno dalla fondazione. I racconti che arrivano sono sempre molti per cui se partecipate non rimaneteci male se non vincete! Vi aspetto tutti al concorso!

Grazie mille Maria Daniela! Di certo verremo numerosi, vero ragazzi?

ORA IL MIO PUNTO DI VISTA DA PARTECIPANTE:
La mia esperienza al concorso è stata buona, mi sono impegnata al massimo nel scrivere il racconto ma purtroppo non è andata bene.

Io avevo sviluppato il mio racconto basandomi sulla parola AIUTO. Avevo riflettuto molto sulla storia e consiglio a tutti di provarci perché io mi sono anche molto divertita a scrivere il mio racconto, che parlava di un gatto molto viziato che viene dimenticato dai padroni, delle persone ricchissime, sull’isola in cui vanno in vacanza; deve tornare a casa e lo fa con l’aiuto di un pellicano che vive per strada e grazie a lui comincia ad apprezzare la vita semplice e selvaggia.

Ammetto che quando ho visto che non ero neanche nei finalisti mi sono disperata, ho pianto molto. Ci avevo lavorato tanto e non mi sembrava giusto che tutto il mio lavoro non ricevesse neanche un piccolo premio. Però l’idea di non riprovare l’anno prossimo non mi ha mai sfiorata, nemmeno per un istante.