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​Junior reporter, IL MISTERO DEL REGISTRO ELETTRONICO (3° puntata)

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Il racconto in tre puntate della focusina Beatrice ispirato a un fatto realmente accaduto nella sua scuola

Terza puntata



 



Appena arrivata a casa iniziai ad indagare su questo strana persona e mi ricordai di averlo visto a scuola. Cercando su vari siti scoprii che era un bidello assunto all’inizio dell’anno. Il giorno seguente ricevetti una chiamata dal tecnico che mi spiegò che il segnale arrivava dalla scuola; rimasi stupita. Inoltre mi disse che era un punto della scuola molto insolito poiché non risultava dalla cartina.



Si trovava sotto la scuola!


Decisi di andare a controllare insieme ad altri agenti, alla ricerca di un piano interrato abbandonato o qualche passaggio nascosto. Per nostra sfortuna non trovammo nulla, e sconsolata me ne tornai a casa.



Mentre pranzavo vidi un documentario su una piccola città di nome Chiusi in Toscana. I suoi abitanti avevano costruito una serie di tunnel e stanze sotterrane per proteggersi dalle razzie degli stranieri. In quell’istante mi si illuminò la mente: non riuscivo a capire come avessi fatto a non capirlo prima.





Mi catapultai verso la scuola ma invece di entrare andai al bar e mi diressi verso la porta della stanza delle registrazioni. Costrinsi il barista a darmi le chiavi ma la porta era già aperta. Quando entrai nella stanza notai una piccola porticina spalancata che portava a uno stretto e basso corridoio. Lo attraversai e arrivai ad una piccola scala a chiocciola che terminava in un corridoio. Attraversai anche quest’ultimo ed arrivai in una vasta sala ricca di computer e aggeggi elettronici.



alamy/Ipa


Ed eccolo là, il bidello, con quel viso da innocente, davanti ad uno schermo, che si godeva lo spettacolo inquietante di un povero ragazzo lasciato morire in un luogo sconosciuto. Per fortuna non mi notò così presi il sopravvento e lo ammanettai mentre quel mostro rideva e urlando ripeteva: -Non potete più fare nulla ormai è morto e non sapete nemmeno dove si trova! Ah, ah, ah, ah! Ormai è morto!-



Dietro a me c’era il barista che mi si avvicinò spiegandomi che sapeva perfettamente dove si trovava il ragazzo. Arrivai davanti alla casa del bidello ed entrai e precipitando nella cantina proprio dove aveva detto l'altro. Entrai e mi trovai in una stanzetta sporca con l’aria putrefatta e irrespirabile.



Il ragazzo era attaccato a delle catene fissate al muro.


Arturo era svenuto ma per fortuna una volta riportato in salotto riprese conoscenza e gli spiegai tutto.



Il bidello della scuola aveva causato tutti quei problemi e aveva rapito quell’innocuo ragazzo. Lo aveva portato in un luogo lontano, lasciandolo solo con una telecamera. Suo fratello, il barista, lo aveva aiutato dandogli le chiavi del nascondiglio e lasciandogli eliminare ogni traccia del crimine; ma quando si era ribellato alle pazzie del fratello, capendo l’errore compiuto, era troppo tardi.



 



di Beatrice



Le puntate uno e due sono state pubblicate nei giorni precedenti.