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​Junior reporter, IL MISTERO DEL REGISTRO ELETTRONICO (2° puntata)

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Il racconto in tre puntate della focusina Beatrice ispirato a un fatto realmente accaduto nella sua scuola

Seconda puntata

 

La professoressa mi spiegò che, all’inizio, pensavano fosse stato lo stesso ragazzo a cambiare l’immagine ma poi scoprirono che i ragazzi non avevano accesso alle loro foto, gli unici ad averlo erano i professori. Mi disse anche che il giorno prima dell’apparizione dell’immagine, il ragazzo era a scuola, e con questo concluse ciò che sapeva. Girai per tutta la scuola, interrogai tutti i professori e molti ragazzini che mi dettero la stessa risposta:

-Chiedi a Marco, è il suo migliore amico, di sicuro lui saprà dove si trova-.

 

C’era un solo problema, in quella scuola c’erano come minimo 10 Marco e trovare quello giusto fu molto difficile. Dopo averlo trovato lo osservai attentamente; sembrava molto spaventato così lo rassicurai. Da lui scoprii solo che, effettivamente, Arturo era arrivato a scuola ma non era mai entrato. Mi raccontò di averlo visto uscire dall’auto della madre ma purtroppo al momento del probabile rapimento si era distratto.

alamy/Ipa

Andai al bar di fianco alla scuola e chiesi di poter vedere le videocassette di sorveglianza. Tornai al mio ufficio infreddolita e felice di avere qualche possibilità di capire dove fosse finito quel povero ragazzo. Controllai le videocassette di sorveglianza ma non trovai nulla, così provai a mandarle a rallentatore ma non notai nulla, solo una piccola differenza da un’immagine all’altra, osservai quel cambiamento con ancora più precisione e notai che anche gli orari erano cambiati.

Qualcuno doveva aver eliminato il momento in cui Arturo era stato rapito.

Probabilmente era stato un complice o lo stesso rapitore. Tornai al bar e chiesi se era possibile che qualcuno fosse entrato nella stanza dove si controllano le telecamere. Il barista mi rispose che non era possibile poiché quel giorno era al lavoro e per entrare nella stanza di controllo bisognava avere le chiavi che possedeva solo lui. A quel punto non sapevo cosa fare, non potevo nemmeno dubitare del barista poiché aveva un alibi e sembrava innocuo, inoltre nemmeno i professori sarebbero stati in grado di fare una cosa simile.

alamy/Ipa

Chiamai subito il tecnico per chiedergli di intercettare il luogo da cui era stato violato il registro scolastico. Mentre uscivo dal bar distrattamente colpii un uomo che vi stava entrando, nell’urto gli caddero un paio di chiavi, ma non ci feci molto caso. Mi avviai al parcheggio, ma prima di arrivarvi mi accorsi di essermi dimenticata le chiavi dell’auto nel bar, così tornai indietro. Una volta arrivata mi accorsi che il barista stava litigando violentemente con lo stesso uomo a cui erano cadute le chiavi. Senza fare domande mi affrettai a recuperare le chiavi dell’auto e ad andarmene. Mentre stavo tornando a casa mi tornò in mente il viso familiare di quell’uomo, non riuscivo a togliermelo dalla testa, mi sembrava di averlo visto in un altro luogo ma non mi ricordavo dove.

 

di Beatrice

 

La terza puntata sarà online domani

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