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Junior reporter, il diario segreto di Giulio Cesare

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I pensieri e le giornate del grande condottiero romano nelle parole della focusina Calipso
 

Ave diario, mi chiamo Cesare. Questa è la prima volta che ti scrivo e spero che i miei legionari non scoprano che tengo un diario segreto, altrimenti mi mandano ai campi di pena. Sono un homo modesto: sono il pontefice maximus e faccio parte del triumvirato. Il triumvirato: lì mi ritrovo con Pompeo e Crasso. Lui sì che è un grande homo! Comunque, che faticaccia ho fatto a fondarlo. Sono o non sono un homo sanctus?



Oggi è stata una giornata come le altre, praticamente "diem perditi" (ho sprecato un giorno): prima mi sono alzato presto per andare al forum, poi al senato, poi dovevo tenere un discorso...



alamy/Ipa


"Dis invantibus" (con l'aiuto degli dei), che mi diano una giornata libera! Tutti sanno che "da grande potere derivano grandi responsabilità". Infatti le persone mi caricano di impegni e mi gettano sulle spalle il peso di Roma. Comunque, non tutte le giornate sono così noiose. Una passabile, per esempio, è stata quella in cui ho fondato il triumvirato.



Ammetto che sono un tantino invidioso di Crasso... ma...



sono o non sono io l'imperatore di Roma?



Ho combattuto qualche battaglia, ho distrutto qualche nazione. Sono sicuro che in futuro parleranno di me come un di un dio! Lo so, sono troppo modesto. Questo stato, secondo un sondaggio a cui ha partecipato il popolo, si chiamerà "Italia". Che nome pessimo! Ma quando io avevo proposto di chiamarlo "Giuliocity" o "Cesaropoli" tutti sono stati concordi:



«Nooo, il popolo non apprezzerebbe!»


 



Popolo qui, popolo là... il popolo è per caso l'imperatore?



No! IO sono l'imperatore. Ma forse sto iniziando a esagerare. Come minimo per scusarsi dovrebbero erigermi una statua. Un'ultima cosa che non sopporto è che tutti continuino a scambiarmi per qualcun altro.



Per esempio, un giorno stavo passeggiando per una stradina e un popolano si è avvicinato e mi ha chiesto: «Io ti conosco... ci siamo già visti, magari, in TV?» Volevo estrarre il mio gladio per poi dirgliene quattro, ma ho resistito alla tentazione. E poi cosa diavolo è la TV? Ma ora basta: è ora di cena. Mia moglie Calpurnia mi sta chiamando. La sento fino a qui, dall'altra parte della domus: «La zuppa si freddaaa!» Giuro che ti scriverò il prima possibile.



 



di Calipso