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Junior reporter, il coraggio dei ragazzi con problemi sensoriali

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I ragazzi della Scuola Primaria Diego Fabbri di Forlì lavorano per far conoscere la Sindrome di Stargardt, un disturbo che colpisce la retina bucandola e in questo modo diminuisce la visuale della persona colpita

La nostra maestra di matematica, Rosa, ci ha proposto di lavorare per aiutare e conoscere la Sindrome di Stargardt, una "malattia” che determina in ogni persona una forma diversa di disturbo.

Si chiama Sindrome di Stargardt quel disturbo che colpisce la retina bucandola e in questo modo diminuisce la visuale della persona colpita.

 

Rosa ci ha chiesto di realizzare dei fiori gialli con dei tovagliolini e del cartoncino, ma abbiamo confezionato anche altri tipi di fiori colorati.

Perché proprio il giallo? Perché è il colore che gli ipovedenti vedono meglio; il colore dell'allerta, dell'attenzione.

Questi fiori sono stati venduti alla festa della Scuola Primaria Diego Fabbri e il ricavato sarà devoluto alla ricerca di questa sindrome.

alamy/Ipa

E arriviamo al bello. Mercoledì 24 maggio è venuto a scuola Donato, il figlio della maestra, che è stato colpito dalla sindrome 14 anni fa. Donato riesce a vedere attorno a sé ma meno bene davanti infatti per guardare dritto, si deve avvicinare a quello che sta guardando e deve ruotare gli occhi in diverse direzioni in modo che abbia l'immagine di ciò che lo circonda.

Ci ha detto che quando è stanco fa fatica a mettere insieme i pezzi di ciò che vede scambiandolo per qualcos'altro.

 

 Donato ha aggiunto che quando ha scoperto di avere la sindrome non si è arreso ma anzi ha realizzato i suoi sogni, facendo più cose di quelle che avrebbe fatto senza la Stargardt.

”Se avessi a disposizione un desiderio probabilmente non sarebbe quello di tornare a vedere bene perché ho fatto più cose con la sindrome che da "sano", ha spiegato.  Donato ci ha anche mostrato un video del suo amico Dario che vede solo dritto davanti a sé, al contrario di lui. Dario infatti nel video sbatte ovunque e sembra maleducato, ma non lo fa apposta visto che non vede ciò che gli sta attorno. Dario in oltre è ipoacustico, ovvero ci sente poco.

 

Siamo rimasti molto stupiti dall'autonomia di questi ragazzi con problemi sensoriali, infatti la maggior parte di noi pensa che non avrebbe la spinta necessaria per fare tutte quelle cose che fanno loro: la camminata da Bologna a Firenze, la scalata dell'Everest, la camminata da Grosseto a Rimini...

Auguri per le vostre prossime imprese!

Siete delle persone speciali!

 

La classe 5B

Scuola Primaria Diego Fabbri, Forlì