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Junior reporter, è scomparsa la corona

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Junior reporter, è scomparsa la corona
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Nel racconto giallo della focusina Noemi un'affascinante detective esplora Londra a caccia di una corona rubata

18 dicembre 2020, a Londra, si respira una brezza di Natale e felicità. E’ tutto perfetto a parte il COVID-19: mascherine, guanti igienizzanti e distanze da rispettare. Alla Regina tutto questo fa tristezza e decide di mettere in mostra la sua adorata corona al British Museum. La corona è custodita da ben 20 militari e a fine giornata viene messa in un bunker. Ogni giorno la password cambia e solo la Regina la conosce.Il 25 dicembre (ultimo giorno d’esposizione) il funzionario più fedele della regina riceve la sua chiamata: “Good morning, happy Christmas! The new code is 92347008”.
Il funzionario inserisce il codice e il bunker si apre:

nessuna traccia della corona,
al suo posto un tunnel.

Il giorno seguente la Regina annuncia al popolo la scomparsa della sua corona offrendo un milione di sterline e un soggiorno a Buckingham Palace per Capodanno come premio per il ritrovamento.

Leggo la notizia sul giornale e decido di andare a fare un giro per Londra sperando di capire chi potrebbe essere il ladro: “Mmm… oggi cosa mi metto?”.
Afferro una semplice tuta blu, lego i capelli in una grande treccia, infilo il mio cappello anch’esso blu e scendo le scale.
“Buongiorno signorina Pervinca”.
“Buongiorno”.
“Ha sentito del caso della corona scomparsa?”.
“Non ho tempo adesso, passi dopo a casa mia per prendere un te”.

In città sembrano tutti tranquilli; nessuno cerca la corona della regina. Decido di entrare in un negozio. Non trovo niente di interessante tranne un inquietante Babbo Natale. L’unica persona che sembra un minimo sospetta è un signore con una giacca marrone e un cappello giallo. Gira intorno senza sosta e sembra guardare le persone in modo strano. Gli scatto una foto e mi avvicino. Il sospetto, Jonatan Wilmer, mi dice di essere venuto in vacanza con la famiglia.
“Quindi lei è venuto qui con la famiglia per Natale e Capodanno”.
“Esattamente”.
“Da dove viene?”
“Dalla Russia”.
“Quanti figli ha? Perché si comporta in maniera così strana?”.
“Ho quattro figli, il più piccolo si chiama Will e ha 1 anno. È davvero una peste, non sta mai fermo; lo sto cercando tra la folla”….

Mi siedo sulla mia comoda poltrona affiancata alla scrivania e mi segno tutte le incongruenze dell’incontro con Jonatan.
Il giorno dopo mi sveglio, faccio colazione e mi fiondo davanti all’armadio: salopette marrone, camicia color crema, giacca marrone chiaro, capelli raccolti in una coda attorcigliata nascosta dal cappello marrone e, come tocco di classe, baffi finti.
Scendo le scale velocemente e mi reco, velocissima, davanti al negozio del Babbo Natale inquietante: Jonatan è ancora lì. Mi avvicino fingendomi un maschio.
“Salve, sono Michele Winner. Sono un giornalista e volevo avere un po’ di informazioni su di lei. Come si chiama? Ha dei figli? Da dove viene? È sposato?”.
“Buon giorno, sono il signor Jonatan Wilmer, vengo dalla Russia e ho quattro figli, il più piccolo si chiama Will e ha un anno, lo sto cercando in mezzo alla folla. E comunque sì, sono sposato”.
Torno di corsa a casa con delle prove.

Driin, qualcuno ha suonato il campanello.
“Salve, sono il signor David Bull e vorrei riferirle delle cose a proposito del caso della corona. Questa mattina ho visto un signore sospetto davanti al mio negozio, sembrava un giornalista, si è avvicinato ad un mio amico in maniera strana”.
“Come si chiama il suo amico?”.
“Jonatan Wilmer”.
“Da dove viene, quanti figli ha? È sposato?”.
“Viene dalla Russia, è venuto per le vacanze di Natale e Capodanno, ha quattro figli ed è sposato. Secondo me comunque il colpevole è quel giornalista che era fuori dal mio negozio: la prego di cercare prove su di lui”.

Appena l’individuo esce da casa mi fiondo alla scrivania per prendere appunti: il signor Jonatan non ha più ritrovato il suo bambino tra la folla e le mani del signor David sono molto secche, piene di lividi, graffi e ferite aperte.

Questo vuole dire che ha scavato il tunnel per rubare la corona.

Naturalmente mi sono fatta lasciare un bigliettino con il numero di telefono sia di David che di Jonatan.
Il giorno 29 dicembre passo a casa di David sotto forma di Pervinca e trovo dei quadri che secondo me nascondono qualcosa, per il resto tutto nella norma.
Passo poi a casa di Jonatan sotto forma di Michele. Non vedo foto di famiglia ma solo foto della Russia. In casa non c’è la moglie ne i figli. Inoltre, trovo dei piccoli diamanti nascosti in una zuccheriera: potrebbero essere i diamanti della corona della regina.
Anche a casa di Jonatan c’è qualcosa attaccato al muro nascosto dai quadri e questa volta non esito a sbirciare: sono delle mappe del British Museum e i piani per rubare la corona. Una volta raccolte le prove torno a casa di David e dietro i quadri trovo una grande immagine della corona con sopra evidenziate tutte le parti più costose.

Ormai ho tutte le prove per dimostrare al mondo intero chi ha rubato la corona della Regina: Jonatan Wilmer e David Bull.
Jonatan Wilmer ha dichiarato più volte di essere venuto dalla Russia per le vacanze di Natale e Capodanno e di aver perso suo figlio di un anno tra la folla. Ho trovato diverse incongruenze collegate a quest’uomo.Con il COVID-19 fare un viaggio da un paese all’altro è vietato e impossibile.
Se un padre ha quattro bambini e soprattutto un bimbo piccolo da controllare si vestirà con degli abiti comodi invece che con abiti eleganti e ingombranti.
Infine, a casa sua, ho trovato dei piccoli diamanti nascosti in una zuccheriera, probabilmente rubati dalla corona della Regina, e delle mappe del British Museum che segnavano il percorso per entrare nel bunker.

David Bull a casa sua dietro un quadro (la Gioconda) ha nascosto il disegno della corona della regina con delle frecce che partono da ogni singola pietra della corona e indicano il valore di ciascuna.
Inoltre la parete dove è appoggiato il quadro è cava.
All’interno, sicuramente, è nascosta la corona della Regina.
Pochi giorni dopo mi arriva una lettera contenente l’invito a Buckingham Palace e un assegno di un milione di sterline: “il caso è chiuso!”.

Noemi