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Junior reporter, BABBO NATALE è IN PERICOLO, 1° puntata

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Margherita ci racconta di Babbo Natale che affronta draghi e magie per riuscire a consegnare i regali a tutti i bambini (la seconda e la terza puntata saranno pubblicate domani e dopodomani)

E’ arrivato il giorno più atteso dell’anno: il Natale, di cui io sono la star! Avete capito chi sono io? No? Provate a pensare! No, non sono Gesù Bambino. Sono Babbo Natale! Sì, quel vecchietto molto robusto, ma anche molto simpatico, vestito di rosso e bianco, che porta i regali a tutti i bambini del mondo e che ama trovare del buon vino e qualche cosa da mangiare in ogni casa che visita. Oggi, come ogni Natale, i miei elfi caricano velocemente tutti



i pacchetti, pacchettini e pacchettoni


sulla mia slitta, legandoli saldamente.



La strada è molto lunga e altrettanto tortuosa e io non voglio perdere dei pezzi per strada, come quella volta che ho fatto “annegare” il pacchettino per Stephanie Bullok! Ahi, ahi, si era veramente arrabbiata quando gliel’ho consegnato tutto inzuppato! Comunque mi sto avviando verso il recinto delle renne, quando mi cade in testa una letterina che doveva essere arrivata prima. La apro e lancio un urlo che, secondo me e i miei elfi, deve essere arrivato fino al polo sud!



Pixabay


Dentro c’è scritto questo: “caro Babbo Natale, se quest’anno provi solo a mettere un piede fuori dalla tua casetta santa al polo nord, io ne sarò avvisato, e tu ne pagherai le conseguenze. Buone vacanze. Firmato X”.



La passo ai miei elfi e salgo malvolentieri sulla slitta, dove sto molto stretto e non tanto comodo. Gli elfi legano le renne pronte a farsi una bella corsa. Parto sempre all’alba, perché, a metà del percorso, ci fermiamo in una valle deserta per bere e mangiare qualche cosa. Non io ma le renne, perché io sono già sazio grazie agli spuntini che mi offrono i bambini durante il viaggio. Sento gli elfi gridare: ”5, 4, 3, 2, 1… via!”



Sculaccio il culetto della renna più vicina e dico:



“vai Sirius, su Molly, muoviti Albus, salta Piton!”


E così parto, per il bene dei bambini, ignorando quella stupida lettera che di sicuro è solo uno scherzo riuscito molto bene. Dopo aver visitato circa 500.000.000.000.000.000 case, tiro le redini e faccio atterrare le renne su una morbida coperta di neve bianca. Scendo dalla slitta e mi sdraio sulla neve bianca e soffice. Dopo un pò che sono lì sdraiato sento un rumore, come dei lamenti, mi alzo e contemplo l’orrida scena: le mie renne rinchiuse dentro delle grosse gabbie di ferro.



La seconda e la terza puntata saranno pubblicate domani e dopodomani.



 



Margherita V.



11 anni