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Halloween: la leggenda di Jack O’Lantern in rima

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Halloween: la leggenda di Jack O’Lantern in rima
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La focusina MicaelaCuriosa...Mente ha scritto la leggenda di Jack O'Lantern in rima e ha realizzato anche 5 video di approfondimento sulla festa di Halloween

Jack irlandese avaro, peccatore ed ubriacone
nella notte di Ognissanti era dietro un bancone.
Mentre, come sempre si ubriacava, un diavoletto
apparve d’improvviso al suo cospetto.
"Jack, di bere ora è tempo di finire,
con me all’inferno dovrai venire".
Jack era, però, davvero astuto
ed ideò un piano in un minuto:
"O diavolo, non mi posso certo rifiutare
e all’inferno sono pronto ad andare,
ma ti chiedo prima di partire sul serio
di esaudire un mio ultimo desiderio:
vorrei ancora per un’altra volta sola
rinfrescare, con una birra, la mia gola.
C’è solo un piccolo problemino
non ho più un soldo nel borsellino.
Come l'oste potrò quindi pagare?
Per favore in un penny ti puoi trasformare?".
Il diavolo considerò che quella piccola richiesta
in cambio di un’anima fosse davvero modesta,
perciò quando la trasformazione fu completa
al posto del diavolo c’era una moneta.
Jack, veloce, intascò il penny in un momento
dove aveva anche un crocifisso in argento.

Il diavolo, intrappolato accanto alla croce,
per quell’imbroglio, con se stesso, era feroce
e, per rimediare alla propria ingenuità,
iniziò a mercanteggiare con affabilità:
"Caro Jack ti supplico, ti imploro,
liberami e se vuoi ti coprirò anche d’oro.
Fammi riacquistare il mio aspetto
e te ne sarò grato, te lo prometto:
qualunque cosa tu mi chiederai,
senza proteste subito l’otterrai”.
Jack non desiderava ricchezze o potere,
ma continuare a vivere ancora per bere.
Gli disse “L’ idea di morire non mi piace,
perciò per altri dieci anni lasciami in pace”.
Il diavolo accettò deluso ed infuriato:
da un ubriacone era stato imbrogliato,
ma aspettò per vendicarsi pazientemente
finchè i dieci anni trascorsero finalmente.
“Ora porterò con me Jack all’inferno
e resterà a soffrire con me in eterno.
Stavolta farò, però, molta attenzione
a non essere truffato da quel briccone”.
Così Jack visse serenamente altri dieci anni
ubriacandosi, peccando e senza malanni.
Dopo dieci anni, la notte di Ognissanti
mentre Jack camminava tra alberi giganti
il diavolo tornò, come promesso,
per avere quell’ anima in suo possesso.
Jack ubriaco non vederlo non fu stupito
perché il suo desiderio era stato esaudito.
“Ti aspettavo. Un patto è un patto,
perciò ti seguirò senza fare il matto.
Non voglio, però, dell’inferno varcare la soglia
con lo stomaco che di mangiare ha voglia.
Prendimi, per favore, una mela da quel ramo
e poi, sazio, di corsa all’inferno andiamo”.
Il diavolo invece di portarlo subito via,
incautamente, accettò: “Così sia.
Te la prenderò e mangerai quella mela
e dopo mi seguirai senz’alcuna lamentela”.
Appena il diavolo si arrampicò,
un’altra volta Jack lo imbrogliò:
veloce una croce sul tronco incise,
così al diavolo di scendere non permise.
Il diavolo era incredulo e arrabbiato
per essere stato nuovamente imbrogliato
per due volte da un irlandese ubriacone,
lui che era l’incubo di tutte le persone.
La croce incisa gli impediva la discesa
e non gli restava che una nuova resa,
così, rassegnato, urlò “Se la croce cancellerai
farò un’altra volta tutto ciò che vorrai”.
Jack, troppo fiero di sé e per nulla sorpreso,
che il diavolo alla sua furbizia si fosse arreso,
da lui si fece promettere finalmente
d’essere lasciato in pace definitivamente.
“Non cercarmi più nè oggi, nè domani nè mai:
fammi vivere quanto vorrò senza procurarmi guai”
Il diavolo non aveva altra scelta
per liberarsi che accettare alla svelta,
seppur a malincuore per l’umiliazione,
di aver sprecato una seconda occasione.
Il diavolo da solo sconsolato all’inferno tornò
e, come promesso, da Jack mai più ritornò.
Giunto infine all'età di cento anni
Jack pieno di acciacchi e malanni,
terminò la vita con un ultimo respiro
e decise all’inferno di farsi un giro.
Arrivato che fu all’infuocato portone
bussò, bussò, per ore e ore, con ostinazione,
ma ad aprirgli mai nessuno venne
e sempre più furioso lui divenne.
“O diavolo, in Paradiso non posso andare
perchè ho passato tutta la vita a peccare;
perciò visto che qui all’inferno devo restare,
ti vuoi sbrigare a farmi entrare?”
Sogghignando, soddisfatto, il diavoletto,
gli rispose facendogli il versetto
“Oh Jack, mi dispiace ma io non posso:
un patto non può essere rimosso.
Tempo fa, infatti, ti ho promesso,
per un’ingenuità che ho commesso,
che se dall’albero mi avessi liberato
la tua anima non averi più cercato.
Anche se ad aprirti fossi bendisposto
qui per te, per quel patto, non c’è posto.
Non so proprio per te cosa potrei fare,
so solo che qui non puoi restare.
Quindi ora è meglio che te ne vai
e sappi che per l’eternità vagherai”.
Visto che infreddolito non voleva stare
Jack chiese qualcosa con cui potersi scaldare.
Il diavolo allora gli diede un tizzone acceso
che mise in una rapa al suo braccio appeso.
Da allora, Jack con quella fiammella,
il freddo e l’oscurità intorno a sé, cancella
e quando ad Halloween cala l’oscurità,
va in giro ovunque per l’eternità
e per non far spegnere il suo lumino
Jack porta con sé la rapa come lanternino.

Chris standing up holding his daughter Elva