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Barbie, la storia della bambola più famosa del mondo

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La focusina Alessandra ha scritto un articolo sulla storia di Barbie e dei suoi creatori Ruth e Elliot Handler. Il suo articolo è molto bello e lo pubblichiamo. Brava Alessandra!

Alzi la mano chi, delle lettrici di questo articolo, non ha mai giocato con una bambola Barbie da piccola. Penso che tutte, da bambine, abbiamo passato molte ore in compagnia di Barbie e questa è la storia della nostra amica
Nel 1936 Ruth Mosko, appena finito il liceo, si trasferì a Los Angeles. Qui, nel 1945, nel garage in cui il suo fidanzato Elliot Handler ed il suo amico Harold Mattson lavoravano insieme e producevano manufatti in legno, venne fondata la Mattel, una società destinata a diventare un colosso del mondo dei giocattoli. “Mattel” deriva appunto dalla fusione dei nomi “Mattson” ed “Elliot”.

Un giorno Ruth venne colpita dal fatto che sua figlia Barbara preferisse giocare con immagini di attrici ritagliate da riviste, piuttosto che con le classiche bambole. Ebbe, così, un’intuizione: a quell’epoca le bambole avevano un corpo da bambina, così da poter fungere da “figlie” nei giochi delle vere bambine, ma Ruth cominciò ad immaginare una bambola con il corpo di una donna adulta con cui le bambine avrebbero potuto giocare a “fare le grandi”.
Nel 1956, durante un viaggio in Svizzera, Ruth vide in un negozio la bambola “Bild Lilli” , tratta da un personaggio dei fumetti di Reinhard Beuthin. Essa era molto simile alla bambola immaginata da Ruth, che ne comprò alcune e le portò in America, con l’intenzione di rielaborare “Lilli” e metterla in produzione.

In America gli Handler acquistarono il brevetto e i relativi diritti, smontarono le bambole acquistate in Svizzera, le analizzarono attentamente per migliorarne l’aspetto e pensarono a come poter produrre giocattoli come quello immaginato da Ruth. Per risolvere le difficoltà riguardanti la lavorazione del vinile in stampi , occorsero vari viaggi in Giappone , dove le industrie specializzate nel trattamento di questi materiali sembravano garantire la migliore qualità e a costi accettabili.
Il 9 Marzo 1959 nacque Barbie, così chiamata in onore della figlia di Ruth : la bambola debuttò ufficialmente sul mercato americano in occasione della fiera del giocattolo di New York. All’inizio i compratori non parvero esattamente entusiasti della novità, forse turbati dal corpo adulto della bambola, ma in seguito Barbie ottenne un successo enorme, tanto che nel 1959 ne vennero prodotte e vendute 351.000 al prezzo di 3 dollari ciascuna. Dopo la prima versione con un costume da bagno a righe, se ne aggiunsero molte altre, con gli abiti ispirati al guardaroba delle star del periodo.

Con il passare del tempo il mondo di Barbie è cambiato molto: il trucco, i suoi vestiti, le sue case, le sue auto… tutto si è adattato alle mode dei periodi, così che Barbie rimane ancora oggi uno dei più popolari giocattoli femminili. Nel 1976, in occasione del bicentenario dell’indipendenza degli USA, Barbie fu addirittura messa, insieme ad altri oggetti simbolo di quegli anni, in una capsula del tempo destinata ad essere aperta nel 2076 , affinchè i nostri discendenti possano ricordarsi come vivevano i loro predecessori.

Tuttavia, Barbie ha anche “vissuto” momenti difficili: più volte è stata accusata di diffondere fra i bambini messaggi sbagliati e di essere un giocattolo basato sulla materialità, sul consumismo e sull’apparire a tutti i costi. A questo punto mi viene quasi istintivo pensare: se si considerano giuste queste accuse, essendo il mondo di Barbie nato ad imitazione del nostro, in che tipo di società viviamo noi?

Qui trovi un confronto tra Barbie di diverse epoche