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Roberto Bolle balla in tv

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Intervista al ballerino Roberto Bolle, che si prepara ad una nuova trasmissione tv.

Chi è il ballerino italiano più famoso al mondo? Roberto Bolle, che nelle vacanze di Natale, porterà in tv  un nuovo spettacolo sulla danza.
Lo abbiamo incontrato con Carlotta, Lucrezia, Margherita, Benedetta, Virginia e ancora Margherita che, dopo qualche istante di soggezione, si sono trasformate in abilissime giornaliste. L’intervista si è svolta alla Scala di Milano, al Ridotto dei Palchi. Qui le sei inviate di Focus Junior, che studiano tutte danza, si sono sedute su altrettante poltroncine di velluto rosso disposte a semicerchio. Quando è entrato, Roberto si è accomodato di fronte a loro, proprio come fa con i giornalisti “veri”.

 

Ballare significa viaggi, allenamenti, prove: ti è mai pesato avere poco tempo libero? Alla nostra età non avresti preferito uscire con gli amici?
Ho fatto tante rinunce – è vero – specie quando, nel passaggio dalle medie al liceo scientifico, la scuola è diventata più impegnativa. Nei week-end avevo appena il tempo di tornare a Casale Monferrato dalla mia famiglia. Ma se hai un sogno è giusto inseguirlo, anche se costa molti sacrifici.

Come hai fatto a vincere la paura, la prima volta che hai ballato alla Scala?

Avevo 20 anni e dovevo interpretare Romeo. Prima di entrare in scena mi sono reso conto che, nonostante tutte le prove, ero pieno di insicurezze. Ma ce l’ho fatta. Come ho fatto? Mi sono concentrato su un passo per volta. A dire la verità qualche volta ho paura anche oggi, prima che si apra il sipario. Mi è capitato alla Royal Albert Hall di Londra con Il lago dei cigni. Bisogna distinguere però tra la paura (che ti blocca) e l’adrenalina, che è invece positiva e ti dà carica.

 

Cosa mangi per tenerti in forma?

Molto riso, pesce, verdura. E, per raccogliere energia prima di uno spettacolo, frutta secca e qualche barretta energetica.

Preferisci la sbarra o lo stretching?

Lo stretching mi annoia un po’ ma, se l’insegnante è bravo, come succede a scuola, riesce a farti “digerire” anche le cose meno piacevoli. Io, comunque, preferisco la sbarra.

 

Sei conosciutissimo: non ti dà mai fastidio quando la gente ti ferma per strada?

Ci sono situazioni, come dopo uno spettacolo o durante un’intervista come questa, in cui firmare autografi e farti fotografare è normale. Fa parte del lavoro. In altre occasioni… sì, preferirei non essere sotto i riflettori. Dobbiamo sempre ricordarci che siamo “persone” e non “personaggi”.

Ti alleni sempre, anche nel week-end?

No, un giorno alla settimana riposo. Lavoro col corpo e devo trattarlo bene, se no sono guai! E poi è importante prendersi una pausa mentale oltre che fisica, no?

 

Roberto Bolle da piccolo

«Quando avevo 6 anni la mamma voleva iscrivermi in piscina. “No” le ho detto “io voglio studiare danza”. Allora lei mi ha proposto un accordo: fai un anno di nuoto e, se l’anno prossimo hai ancora lo stesso desiderio, ti accontento. A 7 anni mi sono ricordato della promessa e sono tornato alla carica: lei si era dimenticata del nostro accordo, ma io no!».

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