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Mondiali di nuoto 2017: Elena Bertocchi vince il bronzo. L’abbiamo intervistata.

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Medaglia di bronzo per l'italiana Elena Bertocchi ai mondiali di nuoto 2017: l'abbiamo intervistata pochi giorni prima della vittoria.

"Il prossimo test è il più duro". Così ci diceva Elena Bertocchi parlando dei Mondiali di Budapest, in cui ha vinto la medaglia di bronzo nella gara di tuffi da trampolino da un metro. L'avevamo sentita a giugno mentre era a Bolzano a fare una gara, "un allenamento importante di preparazione ai mondiali". I fatti parlano: le è proprio servito.

 

Sei indicata come l'erede di Tania Cagnotto? Ti mette in ansia, ti spaventano tutte queste aspettative o ti caricano di più?

È da settembre che mi chiamano così, all'inizio mi ha un po' spaventato, pensavo di non meritarmelo; ma dopo un anno che mi sono confermata con diversi titoli, non mi pesa più. Per ora non ce n'è un'altra come lei, ma a me piacerebbe avvicinarmi anche di poco a quello che ha fatto lei.

 

Quanto conta saper nuotare bene per fare i tuffi? E perché?

I tuffi non c'entrano col nuoto: l'unica cosa in comune è l'acqua e saper galleggiare. Anche la preparazione fisica è diversa, perché dobbiamo allenarci per girare in aria: l'acqua ci interessa solo quando cadiamo.

è molto più simile alla ginnastica artistica, facciamo molta preparazione in palestra, addominali, gambe pesi tre volte a settimana. Anche fare stretching è molto importante, perché ci muoviamo in aria.. Quindi prima si fa palestra e poi ci si allena a fare i tuffi.

In cosa consiste l'allenamento per fare i tuffi?.

Dipende da dove lo fai: a Bolzano hanno i trampolini a secco, che sono gli stessi che troviamo in acqua, però atterriamo su dei materassi. Ci alleniamo solo per la fase di volo. Poi si passa in acqua: in alcune piscine si trova la cosiddetta bolla, un grande cuscino posto sotto il fondo della vasca, che fa uscire l'aria come se fosse idromassaggio, così da attutire il colpo e non farti male. Non tutti sanno infatti che bisogna allenarsi per non farsi male quando si tocca l'acqua. Bisogna sapersi tuffare, e lo si impara grazie a questa bolla. 

Poi, alcuni giorni prima di una gara, visitiamo il luogo, per ambientarci, per studiare i fattori esterni che possono variare da piscina a piscina, tipo la luce messa davanti o un po' storta, o una corsia che nella tua piscina non c'è.

La Presse

C'è differenza tra tuffarsi in mare e farlo in piscina?

In mare non mi sono mai tuffata, li fanno solo i ragazzi che fanno tuffi dalle grande altezze, da 18 metri ma anche da 30 metri.

 

È importante iniziare presto come hai fatto tu o anche iniziare un po' tardi va bene?

È importante iniziare a 4 o 5 anni; se inizi a 10 anni perdi tutta la fase di preparazione prima. Poi non è detto, che non diventi forte lo stesso, ma la maggior parte dei ragazzi inizia presto. Io fino a 17 anni mi tuffavo per passione, anche se a 14 ho iniziato gare internazionali (prima non si può partecipare). Ogni giorno dopo la scuola mi allenavo. Devi farlo tutti i giorni, se vuoi arrivare ad alti livelli.

 

Non ti pesava non uscire con gli amici? Eri così giovane...

C'è stato un periodo che mi è pesato, si, ma ne è valsa la pena. A 17 anni sono entrata nell'esercito dopo aver vinto un concorso. Tutti quelli della nazionale sono dentro a un corpo militare, così diventa un vero lavoro, per cui ti pagano. L'esercito ricerca atleti per visibilità. 

 

Ricordi ancora la tua prima medaglia?

Avevo 9 anni, eravamo a Trento, 40 atleti tutti bambini, però non mi aspettavo di arrivare prima, mi divertivo e basta.

 

C'è qualche pericolo nel fare i tuffi? A cosa bisogna stare attenti?

È uno sport rischioso, l'errore è dietro l'angolo. Conta che ci si tuffa a 10 metri altezza e l'acqua è profonda 4 metri. Per esempio puoi cadere male, o rimanere troppo vicino al trampolino e sbattere con la testa. Poi sul trampolino cospargono una sabbiolina antiscivolo: se per caso strisci coi piedi ti bruci la pelle.

La Presse

Ci dici alcuni segreti per fare tuffi belli?

Ascoltare quello che dice l'allenatore e fidarsi. Io alcune volte non mi fidavo, non ascoltavo perché avevo tanta paura. Però devi fidarti perché è proprio vero che l'allenatore sa sempre dove puoi arrivare.

 

Per ottenere la concentrazione giusta a cosa pensi?

Nei momenti prima della gara penso a quello che devo fare: visualizzo me stessa nel fare il tuffo. Lo faccio tante volte anche in allenamento, e quando sono in gara mi viene praticamente in automatico. Non ascolto musica perché mi deconcentra.

 

Complimenti Elena per la tua medaglia!
ps:
I campionati mondiali finiscono sabato 30 luglio: continuiamo a seguirli!

 

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