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Le coreografie di Despacito e l’intervista a Luis Fonsi

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Come si balla Despacito? Un po' di video sulle coreografie e l'intervista al cantante Luis Fonsi.

Il suo vero nome è Luis Alfonso (Da qui: Fonsi) Rodríguez López-Cepero ma lo conosciamo come "quello di Despacito". In realtà prima della hit balzata in vetta alle classifiche di tutto il mondo Luis aveva già fatto 5 album e tantissime collaborazioni con i più grandi della musica latina.

Ce lo racconta lui in diretta, in occasione dell'incontro con i giornalisti a Milano.

 

Cosa ti aspetti da questo album?

Quando ho iniziato a scrivere per questo album volevo fare qualcosa in stile dance, pop, che facesse ballare le persone in tutto il mondo. Le persone vogliono ballare più di ogni altra cosa.

 

Despacito - cover di Angelica

 

 

Qual è il segreto per fare una canzone che piace a tutti?

Se ci fosse, la farebbero tutti no? Per me ti dico che quando scrivi una canzone parli di cosa senti in quel momento, cosa cerchi, se hai bisogno di felicità, di romanticismo, o se ti senti triste... e scrivi. Quando ho scritto Despacito mi sono svegliato già col motivetto, non so perché... Ho preso la mia chitarra e volevo scrivere qualcosa di divertente che le persone ballassero, come fanno sempre in Portorico. Non lo so onestamente, a volte le canzoni che scrivi in cinque minuti sono le migliori. Quando ho scritto Despacito ho lasciato lo studio di registrazione con la sensazione che era venuto un buon lavoro, le parole erano sexy ma non volgari, rispettose nonostante fossero sensuali. È un canzone simpatica, felice, sexy. Anche nelle nazioni dove lo spagnolo non è la prima lingua, riesce a toccare le emozioni delle persone, che si sentono connessi con la canzone; è una vera sorpresa questa. Quando ho fatto Despacito non pensavo di raggiungere questo successo mondiale. Ora vedo gente in Cina o Giappone ballare la mia canzone... ma non ho fatto un piano per raggiungerlo, penso di avere fatto solo una buona canzone.

 

Despacito con Karaoke on Smule

 

Come ti senti da immigrato in Usa, con le misure di sicurezza che Trump cerca di istituire contro gli immigrati?

Non mi sento un vero immigrato anche se mi sono trasferito in Usa; sono solo uno che si è mosso da Portorico, come se voi da Milano vi trasferiste a Roma. Si la lingua è differente, certo. Nel pop però la gente ora vuole divertirsi, non sentire musica triste, le nuove generazioni vogliono divertirsi, danzare, in macchina, in disco. Io più che altro sto attento al ritmo nelle mie canzoni, più di ogni altra cosa, senza dimenticare il lato romantico.

 

Come mai hai fatto questo secondo album completamente diverso dal precedente?

Nel nuovo album c'è molto movimento. È un'evoluzione del precedente, ma non è un cambiamento drastico. I più grandi nel mondo, per esempio Micheal Jackson, Madonna, loro hanno sempre messo qualcosa di nuovo nei loro album, non avevano paura di crescere e sorprendere. Io credo che nella musica non puoi avere paura del cambiamento, perché fare un nuovo album è già un cambiamento di per sè.

 

Coreografia ufficiale di Despacito by Daddy Yankee

 

 

Come mai hai deciso di collaborare con altri artisti?

Per riunire differenti suoni formando però un buon mix. Daddy Yankee ha aggiunto alla mia musica un suono diverso ma creando un buon risultato. Ho fatto tre collaborazioni per questo album, la gente ama le collaborazioni. Anche in passato ho collaborato con tanti artisti differenti: Juan Gabriel, morto da poco, il più grande probabilmente in Messico, e Afrojack.

 

Come ti senti ad affrontare questa nuova esperienza del tour mondiale?

Iniziamo il tour in Spagna, poi torniamo in Italia dal vivo: è come il primo giorno di scuola per me, è come mi sento, e voglio fare una performance ottima sempre. È molto eccitante.

 

Coreografia Despacito di Dance Mas

 

 

 

C'è una performance che per te è stata più importante di altre?

Ho cantato per Barack Obama quando era presidente Usa; per me è stato un momento molto speciale: la moglie ha cantato e ballato sulle note della mia canzone; ho cantato per il papa Giovanni Paolo II a Roma... ne ho pochi di momenti speciali perché la mia musica non aveva mai attraversato il mondo fino ad ora. Rifammi la stessa domanda l'anno prossimo.

 

Credi in Dio?

Si, è importante a livello spirituale, religioso. Ci sono tante persone che credono in tutto il mondo, di tutte le bandiere, di tutte le provenienze, è una cosa che ti accomuna agli altri.

Come mai la tua musica, nonostante tu canti in spagnolo, piace anche agli americani?

In America tanti amici amano la musica spagnola, io sono nel mezzo di tante influenze, non sono troppo romantico, né troppo reggae, non sono troppo eccessivo in un determinato genere. Forse per questo le mie canzoni piacciono anche a chi non ascolta musica spagnola. Io voglio raggiungere anche le persone che vivono fuori da Portorico. Se senti il mio primo album e Despacito è completamente diverso, e ne sono felice perché forse è questo il primo album che mi rappresenta davvero. La musica ti deve far sentire bene, rendere felice e amo questo mio cambiamento.

 

La tua musica unisce diverse persone: qual è il segreto in un mondo dove invece le persone sono spesso divise?

Riunisco diversi generi e viene fuori un mix di tropical house, pop, rock... Despacito per esempio inizia con una schitarrata tipica della musica di Portorico, delle canzoni natalizie, cose che si sentono solo a Portorico. Mi piace la fusione di varie influenze. È grande connettere diverse persone in questo modo.

Per il resto nessun politico merita la mia attenzione su una legge che divide le persone, io comunque credo molto negli Stati Uniti, io amo la mia nazione però cerco anche di fare del mio meglio, pur non sapendo esattamente qual è. Ma cerco di farlo. È la mia risposta politica migliore. Non ho detto niente in realtà.

 

Ti senti più americano o messicano?

Mi sono trasferito ad Orlando (Usa) quando avevo 10 anni ma la mia origine, cultura, la mia bandiera è di Portorico. Parlo quattro lingue, specialmente inglese; posso parlare in una lingua diversa, ma il mio cuore è latino. Amo parlare in spagnolo, è una lingua più romantica dell'inglese, ma mi piace anche vivere a Miami. È una grande città, c'è tanta gente da tutte le parti dell'America, quindi si parla in inglese, ma al 100 per cento io sono di Portorico, una piccola isola ma dove le persone li hanno un grande grande cuore.

 

Una cosa strana che ti è capitata durante il tour?

Una volta ero in tour in una piccola città del sud dell'Argentina, che si chiama Comodoro Rivadavia non lo dimenticherò mai... C'erano i fuochi pirotecnici e il palco ha preso fuoco nel mezzo della canzone. Mi sono talmente spaventato che hanno dovuto chiamare i medici per calmarmi. Io sono allergico all'aspirina e allora ho detto: datemi tutto tranne l'aspirina. Stai tranquillo, mi hanno risposto. Bene, mi hanno dato l'aspirina. Al momento mi sono sentito meglio, ma dopo, in hotel, sono diventato tipo Shrek, la faccia verde, le braccia gonfie. Ho chiamato i medici alle 2 di notte. Sto per esplodere, datemi qualcosa. È stata una notte da dimenticare.

 

Cosa ascoltavi da bambino?

Juan Luis Guerra, è il mio artista numero uno, ho sempre studiato la sua musica da bambino, l'ho sempre ammirato come persona, artista, è sempre stato una meta per me. Che abbia collaborato con me è stata una cosa speciale, è stato il momento più gratificante della mia carriera, lavorare con uno che ho sempre ammirato. Ascoltavo sempre il suo album, Bachata Rosa. Quando ho lasciato Portorico per gli Usa è stata la mia musica transizionale, la suonavo ogni giorno in casa, nel 1989, la sua musica mi ha aiutato nella vita. È un performer fantastico. E canto una canzone con lui nel mio ultimo album: è un dei miei artisti favoriti.

 

Com'è stato cantare con Laura Pausini?

Ah la conoscete? Naturalmente si, è il mio scherzo del giorno. Siamo diventati amici, amo molte cose che fa lei e allora le ho detto: dài Laura, cantiamo insieme ”Facciamolo!, vieni a casa mia!”, ha risposto, e siamo andati a Castel Bolognese, ho mangiato cibo fantastico, passato tempo con la sua famiglia... Mi ha chiamato l'altra settimana, è diventata una mia cara amica, ha una voce fantastica ed è capace di emozionare in qualsiasi lingua canti. È il vostro migliore ambasciatore nel mondo.

 

Come ti senti a fare per la prima volta un tour mondiale?

Sono felice di promuovere le mie canzoni in tutto il mondo, da un giorno all'altro ti conoscono tutte le persone e ti eccita questo. È anche la prima volta che vengo in Italia. È molto eccitante che l'Italia ha scelto la mia canzone in classifica. È una stata una meravigliosa sorpresa, che la gente sia connessa grazie alla mia canzone. In Thailandia, Giappone, Cina, Russia... danzano Despacito. E sono felici. È come tornare a scuola, è eccitante.

 

Ci sono tante cover o parodie di Despacito. Ne hai viste qualcuna? La tua favorita?

È un vero onore per me che le persone facciamo una versione della mia canzone. Ce n'è una di una ragazzina che danza insieme a suo nonno, due generazioni unite a cui piace la mia canzone, ma ci sono diverse versioni in diverse lingue divertenti. Le condivido sui miei social.

 

Cosa segui in internet sui social?

Uso Instagram o Facebook per diverse cose, non c'è un personaggio o un canale favorito che seguo. Mi piace stare connesso delle persone, leggere i messaggi, avere un feedback di cosa piace, cosa no. Le persone sono molto oneste. Ora ho messaggi in diverse lingue ore, ed è nuovo per me.

 

La tua canzone favorita d'amore?

“Faithfully” dei Journey.

 

Con chi vorresti collaborare in futuro?

Ho collaborato con Cristina Aguilera, Laura Pausini, Luis Guerra, artisti di diversi generi, pop, classic, rock. In Despacio Daddy ha fatto il sound a un alto livello. Di italiani mi piacerebbe cantare con Eros, Tiziano Ferro, Nek, Umberto Tozzi, avete tanti talenti in Italia, con tanti personaggi vorrei collaborare: la musica è per compatire non per competizione, si dice in Spagna. Condividere e non competere insomma.

 

Come ti senti a esser così esposto in tutto il mondo. Non è strano?

No perché non mi sento al top della mia carriera, il mio album migliore deve ancora essere scritto, è bello che piaccia a persone di età diverse, ma sono sempre nella ricerca di fare meglio. Non mi sento stanco, perché studio musica da quando avevo 17 anni, ma solo ora sono pronto a parlare in diverse lingue o almeno ci provo, a viaggiare in diverse città, e sono moto felice in questo momento.

 

Perché Despacito ha fatto tanto successo secondo te?
Despacito è semplice ma in una maniera interessante, la musica è molto attenta a essere sensuale, ma senza essere volgare, in modo da raggiungere persone di età diverse. È un canzone divertente che ti prende in cinque minuti. Ho subito sentito che era una canzone che poteva funzionare, perché riunisce vari generi. È il nuovo pop, che riunisce suoni tradizionali con nuovi suoni. È pop rock; questa è la musica del futuro per me. Ho cambiato pagina con questo nuovo album. Non bisogna avere paura di crescere, evolvere, cambiare, ho fatto una scommessa con Despacito e ho vinto.