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La scrittrice Jennifer Niven ci spiega come si scrive un libro

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L'autrice di Raccontami di un giorno perfetto e L'universo nei tuo occhi ci racconta come nasce l'idea per un libro. 

Jack Masselin ha sedici anni e un segreto: non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi fratelli. Con tanti sforzi però è riuscito a diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni a fare finta di riconoscere le persone, quindi a... mentire. Ma le cose cambiano quando Jack comincia a prendere di mira Libby, una ragazza con un passato difficile e tanti, troppi chili per farsi accettare dagli altri suoi coetanei. Presto il loro incontro diventa uno scontro continuo. Col tempo però... più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. 



DeAgostini


Questa è la trama dell'ultimo libro di Jennifer Niven, L'universo nei tuoi occhi. Visto che sta riscuotendo molto successo dopo Raccontami di un giorno perfetto, le abbiamo chiesto come si scrive un libro.

Come si fa a collegare tante storie diverse e dare loro un filo comune?



Io prima definisco i personaggi, poi definisco la visione generale della storia, l'idea generale della trama. Dopodiché approfondisco i rapporti dei personaggi con amici, genitori, professori... A questo punto mi ritrovo tantissimo materiale, troppo, e sfrondo un po'... Ed ecco che viene fuori la storia. Scrivere un libro è come fare un viaggio in macchina, sai dove stai andando ma non sai quali e quante deviazioni ti si presentano. E sono molto importanti le deviazioni, perché creano gli imprevisti.



 



E l'idea come viene?

Nel mio caso volevo scrivere una storia di due teenager, ma particolare, strana. In realtà i due protagonisti non hanno niente in comune, tranne il bisogno di essere visti per come sono davvero, non per come gli altri vogliono vederli. Una storia del vedere e dell'essere visti. Ma il motivo principale per cui scrivo e leggo è che così non mi sento da sola, capisco che ci sono altre persone che si sentono come me. E' un mezzo potente per vedersi e conoscersi.



 



Come fai per trovare una storia che catturi i lettori più giovani?



Devono trovare loro stessi nelle vicende scritte, riuscire a vedersi e riconoscersi nelle pagine del libro, per sentirsi capiti. Nei libri poi, di qualunque genere siano, devono esserci delle storie e dei personaggi veri, reali. 



 



Come decidi il finale? 



Dipende: nel primo libro ho scritto una storia che ho vissuto personalmente, almeno in parte, quindi sapevo già il finale. Per il secondo libro, dopo aver devastato di lacrime i lettori del mondo intero, ho deciso di dare un finale più bello. Quindi diciamo che col primo libro consumi dieci pacchetti di fazzoletti per asciugare le lacrime, con secondo solo 5.



 



Alcuni ingredienti che devono mancare in un libro di successo?

Inserire temi di attualità, per esempio L'universo nei tuoi occhi parla di atti di bullismo a scuola e on line. Bisogna però documentarsi bene: io ho sentito racconti di chi ha subito bullismo ma anche di chi li ha perpretati quindi ho cercato di mettere i due punti di vista. 



Affezionarsi ai personaggi. Libby ha perso sua madre (come me) e gran parte della sua forza derivava da lei, è stato bellissimo stare vicino a lei e la considero un po' la mia eroina.



Lo humor, è importantissimo, soprattutto quando tratti temi così importanti.



Il messaggio forte. Quello che trovate nei miei libri è questo: non sei solo, importi e vali, meriti amore. Chiedi aiuto se ne hai bisogno.



DeAgostini


Anche tu da adolescente, come tanti ragazzi, volevi diventare una scrittrice?



No, volevo diventare una rockstar, ma un triste mancato talento mi ha fatto desistere. Ascoltavo i Fleetwood Mac e gli Abba (non l'ho mai ammesso davanti ai miei amici). Quello che mi ha aiutato a diventare brava a inventare storie è stato il fatto che a livello sociale riuscivo a essere amica di tante persone di diverse tipologie. Quindi non mi annoiavo mai e grazie a loro ho imparato ad avere tanta fantasia.