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Intervista a Gordon: il ragazzo che prende in giro le ragazze

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Gordon, lo youtuber che prende in giro le ragazze, ci racconta come ha raggiunto il successo grazie alle sue amiche.

Conosciamo Gordon dal vivo, vale a dire... fuori dalla sua cameretta, da dove di solito parla al pubblico di Youtube, di come parlano al telefono le ragazze, dei loro difetti, prendendole un po' in giro ma dimostrando anche di conoscerle davvero bene. E infatti il suo canale è tra i più seguiti in Italia.

Gordon - Yuri ci viene a trovare in redazione e cominciamo subito a riempirlo di domande, ma lui si intrattiene volentieri, perché una delle parti che più ama del suo lavoro è chiacchierare con le sue fan (è così infatti che prende ispirazione per i suoi video).

Come ti è venuta l'idea di prendere in giro le ragazze?

È nato tutto per gioco, imitando le mie amiche. Facevo video da ormai un anno e mezzo però non avevo molto riscontro dai followers e neanche un'identità precisa, tipo Riccardo Dose che parla delle ragazze scarabocchiando sulla lavagnetta. Però già avevo notato che i video dove facevo il personaggio femminile funzionavano un po' di più. All'epoca facevo “maschi contro femmine”.

Poi, un giorno, mentre ero in macchina, una mia amica ha mandato questo vocale al gruppo: “Amo'? Ma tu metti i tacchi”?

Ho rischiato di fare 3 frontali in corso Buenos Aires a Milano, ho inchiodato e ho detto: “Ma tu sei un genio. I messaggi vocali: le ragazze parlano tra loro solo così”. E ho subito pensato a un video con tutti i messaggi vocali che si mandano prima di andare a fare una serata, perché i miei amici ed io stavamo proprio andando a ballare in quel momento. Siamo entrati all'1,30 nel locale e io all'1,40 sono tornato a casa, ho scritto il video e dopo due ore sono tornato a prendere i miei amici e li ho portati a casa loro. La mattina dopo ho girato il video e il pomeriggio l'ho messo on-line: da 60000 fan fatti in due anni li ho raddoppiati in 24 ore, perché quel video era una novità. Da lì poi per due mesi ho cominciato a rifare quello che vedevo con le mie amiche. Quando loro hanno smesso di parlarmi per ovvi motivi ho cominciato a leggere Cosmopolitan, mi sono iscritto ai forum di Al Femminile con nomi tipo “Lolita”, ma solo per entrare e leggere. Ho visto che la cosa poteva funzionare, anche perché per me non era un peso, anzi: a me piace seguire il mondo delle donne, e mi sono reso conto dai commenti che il mio era un tipo di pubblico mai raggiunto in Italia. È incredibile che un ragazzo con la parrucca sia così credibile tra le donne.

 

Cosa deve avere un video per diventare virale?

La condivisibilità degli argomenti trattati. Io punto molto sui tag delle ragazze all'interno dei commenti, perché quello può scatenare la viralità, anche se non è sempre sicuro che avviene: ci sono mille fattori che la causano, tipo l'argomento trattato. Bisogna controllare cosa c'è in televisione, ne mio caso Uomini e donne ad esempio, che è molto seguito dal pubblico femminile. A volte devi tenerne conto, soprattutto vicino all'uscita del trono.

L'argomento che tratti però deve essere attuale. Per esempio il video sulle ragazze che vanno a mangiare sushi ha fatto 10 milioni di visualizzazioni, lo aveva ri-postato anche la Repubblica. Ho aspettato sei mesi a pubblicarlo perché il tema non era ancora caldo al momento. L'ho messo ad ottobre dopo le vacanze estive: si stava andando verso l'inverno, la gente si richiudeva nel ristorante e mi son detto: cavoli, è il momento perfetto. Infatti è diventato virale, in un giorno ha fatto 4 milioni di visualizzazioni, era un argomento attuale e nessuno l'aveva mai fatto. Avevo tutte le carte a mio favore. Il contenuto nuovo infatti è un altro fattore che causa il virale. Anche per questo il video sul sushi ha fatto il degenero sulla mia pagina, nonostante l'algoritmo di Facebook, dove condivido i miei video, non ti permetta di fare virale, perché è lui che quando lo pubblichi decide in qualche modo quanto rendere visibile il tuo contenuto.

 

È importante anche la frequenza con cui metti i video?

Più la costanza. Io per esempio punto solo a fare il virale. Il video che spacchi. Non faccio mai video solo per pubblicare, piuttosto aspetto. Infatti l'anno scorso ne mettevo uno ogni 5 - 6 giorni perché avevo ancora tanti argomenti davanti che non avevo fatto sul mondo femminile. Adesso ne metto uno ogni dieci giorni o ogni settimana, però in modo che il pubblico dica WOW. Voglio anche alzare il livello tecnico dei video: ormai sono Gordon, la gente si aspetta determinati tipi di video non posso più fare le cose come vengono, e voglio proprio specializzarmi sul mondo femminile.

 

Come hai imparato a far video belli a livello tecnico?

Da solo. Ho imparato prima con Vine,un social americano che ti permetteva di fare video col cellulare d pochi secondi. Poi ho detto: dài proviamo a fare un video su Youtube, e ho preso una reflex, una 550 d (ho guardato su internet che era consigliata per i video e costava anche relativamente poco all'epoca) e un computer, dove c'era iMovie per montarli. O iniziato a fare un po' di pratica, ho visto che era facile e col tempo ho imparato. Adesso ho tutti i pre-montati e vado più veloce, però ti dico anche un'altra cosa. Al mio pubblico non gliene frega niente del video bello a livello tecnico. Alcuni video sono girati col cellulare e han fatto lo stesso il virale. Un pezzettino alla volta alzo il livello, per dare un prodotto migliore adesso che sono conosciuto, non perché interessa così tanto al mio pubblico.

 

Con chi ti piacerebbe collaborare?

Ho provato a fare video insieme ad altri Youtubers, ma al mio pubblico non sono piaciuti, mi hanno scritto: Gordon, la parrucca tienitela tu perché gli altri non sono credibili come donne. Questo mi lega tantissimo perché non posso fare collaborazioni anche se mi fa piacere, perché vuole dire che il personaggio funziona. Io devo rimanere il ragazzo della porta accanto, quello piace e quello do.

Hai chiesto consigli a qualcuno per iniziare?

Prima di iniziare a buttarmi in questo mondo avevo chiesto aiuto a youtubers già abbastanza famosi e ho ricevuto solo porte in faccia: mi son sentito rispondere da un 17enne (io avevo 24 anni): “secondo me è meglio che vai a lavorare perché non sei portato”. Quel giorno mi sono detto: “Non esiste che a dirmelo sia uno che pubblica solo challenge, quindi niente di nuovo.

Mi son detto: “Ah si? Nessuno mi vuole aiutare? Bene, adesso io divento il più forte in Italia, vi asfalto e poi vediamo”. E infatti dopo 6 mesi hanno iniziato a scrivermi tutti. Con qualcuno poi davvero è nata l'amicizia come con Riccardo Dose con cui adesso condivido il Format. È un mio carissimo amico, lo apprezzo tantissimo. Facciamo il botta e risposta e così i nostri video diventano virali.

 

Anche lui però all'inizio non ti aveva calcolato...

Si è uno di quelli che non mi aveva risposto, ma perché era molto seguito e non aveva visto la mia mail. Io seguo lui e Amedeo Preziosi, gli altri... non mi piace neanche il tipo di comicità che fanno.

 

Che rapporto hai con gli haters?

Non ne ho molti. Tu conta che in media ogni video ha 90 commenti, molti dei quali sono tag. Chi tenta di criticare... viene subito attaccato dalle fan prima che io risponda. Qualcuno ha tentato di criticarmi anche in privato, ma io dico: che vita fai per sprecare il tuo tempo a scrivere a me? Ma la gente invidiosa c'è sempre anche fuori da YouTube, che è solo un moltiplicatore.

 

E non ti da fastidio?

No, perché io sono esattamente dove volevo essere, e loro no. Mi sono messo anche nei panni di chi viene in discoteca a vedermi: io vedo un altro ragazzo sul palco, con davanti 200 ragazze che urlano per lui e a me non mi si fila nessuno... anche a me quello sul palco starebbe sui maroni, perché è il maschio alfa e mi stai sulle balle. È l'umanità. È normale che ti do fastidio, è giusto.

 

I vestiti da donna dove li prendi?

Sono quelli di mia mamma. Le ho disfatto il guardaroba, le ho rotto un sacco di abiti, perché abbiamo la stazza diversa. Ora ci sono dei negozi che mi regalano tipo i top da donna, io li metto ed è divertente.

 

In strada ti riconoscono senza parrucca?

Si, c'è chi mi riconosce immediatamente e dice “Ommioddio tu sei Gordon”! Oppure c'è chi comincia a fissarmi, magari col cellulare in mano e sussurra all'amico: “Guarda, ti dico che è lui fidati”...

 

Da piccolo cosa guardavi?

I Pokemon. Mi hanno regalato l'infanzia più bella del mondo, la mia era la prima ondata di videogiocatori piccoli, avevo il Gameboy e tutte le le figurine. Ero canalizzato sui Pokemon, Dragon Ball o altri niente, non li guardavo.

 

E cosa volevi diventare?

Pompiere, o guardia forestale. Poi ho studiato per fare il broker ma non era proprio la mia strada. Guardavo il mondo del web da fuori, soprattutto i social americani tipo Vine. Youtube non mi è mai piaciuto proprio per il tipo di pubblico che aveva, molto giovane. Io avevo già 22 anni, però vedevo quello che facevano gli altri e dicevo: “Che figo condividere il proprio mondo con gli altri”. La cosa che mi fece svoltare è stato un video di alcuni ragazzi, tra cui c'era anche Cameron Dallas, diventato famosissimo, che dicevano: “Ragazzi vi ringraziamo tanto per il calore di oggi a Detroit!”. Mi sono detto: perché io no? Cos'hanno loro più di me? E il giorno dopo ho iniziato.

 

 

Com'è stata l'esperienza di Selfie (programma su MTV con Simona Ventura)?

Drammatica. Simona Ventura mi ha aiutato ma è stato drammatico l'impatto: ho iniziato da un giorno all'altro, dopo soli 8 mesi che facevo Gordon. Mi sono trovato la' con talmente tanti personaggi che le prime tre puntate avevo paura a parlare, avevo paura di sbagliare. Poi le ultime puntate mi sono sciolto, ho parlato con Simona, con gli autori che mi hanno dato qualche consiglio ed è andato meglio. In più l'etichetta “web star” in Tv è una gogna, sei uno che “devi andare a lavorare”.

 

Stai già pensando a progetti futuri?

Si si, ci stiamo portando avanti, anche perché il format non può essere infinito, dopo un po' si esaurisce; quindi abbiamo deciso di cambiare tipologia, ed entro fine maggio uscirà una sorpresa che è una specie di... non posso dirlo, me lo stanno già copiando. È un video più lungo (12 o 15 minuti) che riguarda tutto il mondo femminile e questo video sarà un'anticipazione per quello che faremo a settembre. E sarà la prima volta in Italia che viene fatta una cosa del genere. In più uscirà un nuovo singolo.

 

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Quindi con Si sboccia poveri punti a diventare anche un cantante?

No, ho solo pensato: diamo un inno a queste ragazze. Diamo una canzone che possano cantare loro. Io lo chiamo inno perché lo cantiamo insieme. È una cosa leggera. Funziona, al mio pubblico piace, ma non è il mio mercato. Non voglio fare il disco di platino o andare a Sanremo, voglio fare i virali. Cantano tutti perché io no? Se hai una base rap, puoi canticchiare anche tu. Mica voglio diventare Tiziano Ferro. Io canticchio con le mie fan, ci divertiamo e sbocciamo insieme.

 

A proposito, qual è il tuo cantante preferito?

Ascolto rap e la nuova ondata trap come la chiamano in Italia (un sottogenere del rap). Ho molte influenze e cantanti che mi piacciono divisi per generi. Ascolto Kid Rock e Fabri Fibra, io ho scoperto il rap con lui. Ho bisogno di musica che mi gasi.

 

I tuoi come ti chiamano, Yuri o Gordon?

Persino mio padre mi chiama Gordon ormai. Insieme al mio compagno di università eravamo andati a vedere al cinema Wall Street – il denaro non dorme mai, il film in cui Michael Douglas, interpreta un personaggio che si chiama Gordon Gekko. Avevamo appena vinto una competizione internazionale di finanza con Bloomberg e il mio amico mi diceva: “Oh sembri tu Gordon Gekko”. Allora lo aggiunsi al mio nome su Facebook: “Yuri Gordon Sterrone”. Quando ho aperto il canale Youtube e dovevo scegliere un nome... lo avevo già e suonava anche bene. “Non sarà mai libero”, e invece c'era! Ho cliccato subito prima che lo prendesse qualcun'altro.

 

Tua mamma cosa dice della tua attività?

Adesso è molto contenta, ma ha attraversato un po' di fasi, da: “Vai a lavorare” a “Smettila!”.

Quando poi ho smesso di lavorare lei ha smesso di parlarmi. Fino a che abbiamo fatto un viaggio a Praga in cui le ho promesso che se non fosse andato tutto bene entro dicembre avrei smesso. A fine novembre è scoppiato il successo e hanno pianto tutti per la gioia, compresa mia nonna... e piano piano ha anche retto. Adesso mia mamma ha la preoccupazione contraria e va da “Non mettere il tuo indirizzo!” a “non farti vedere sotto casa”!