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Henkel Ricercamondo | Ricercatori per un giorno

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Il progetto "Henkel Ricercamondo" continua a percorrere l'Italia per spiegare il metodo scientifico attraverso il gioco e simpatici esperimenti.  Questa volta la tappa è Bergamo, dove con le ricercatrici Giulia e Silvia hanno aiutato gli alunni della scuola Gabriele Rosa a scoprire i segreti della Scienza!

Non si diventa scienziati in una mattinata ma anche poche ore spese a toccare con mano procedimenti e strumenti del laboratorio possono stimolare i più piccoli a guardare il mondo con occhi diversi e,soprattutto, a porsi sempre più domande.

Gli scienziati sono persone curiose!

Proprio da questo concetto fondamentale è partita la giornata "di ricerca" per le classi terze della scuola elementare Gabriele Rosa (a Bergamo), un'iniziativa promossa nell'ambito del progetto Henkel-Ricercamondo per avvicinare i bambini al metodo scientifico.

 

Radunati gli scolari della terza A (al mattino) e terza B (al pomeriggio) infatti, le ricercatrici Giulia e Silvia illustrano subito il ruolo dello scienziato: 

L'uomo di scienza non è quello che sa già tutto. L'uomo di scienza è colui che studia continuamente per trovare spiegazioni a ciò che non conosce!

Per diventare scienziati, dunque, bisogna sempre osservare ciò che ci circonda e cercarne la spiegazione. Perché la farina è secca, ma se se la bagno diventa appiccicosa? Perché alcune sostanze cambiano colore a contatto con alcune soluzioni e altre non lo fanno? Domande del genere muovono la ricerca scientifica!

 

Al lavoro!

Una volta terminata questa importante introduzione, è il momento di mettersi all'opera. 

I ragazzi cominciano indossando i camici bianchi da laboratorio («come gli scienziati pazzi!» esclama qualcuno) e si mettono davanti ai banchi che, per l'occasione, si sono trasformati in postazioni da laboratorio, con provette, pipette e strane boccette di un colore non ben definito.

Tutto pronto per cominciare gli esperimenti!

PRIMO ESPERIMENTO: A CACCIA DELL'AMIDO!

Giulia e Silvia spiegano ai ragazzi che, prima di colle industriali e nastri adesivi, i nostri antenati dovevano ricercare nella natura gli elementi per ottenere sostanze appiccicose. L'amido, ad esempio, è un composto che, trattato nel modo giusto, può diventare un'ottima colla. Ma prima bisogna scoprire da dove possiamo ricavarlo!

 

Per farlo, i giovani ricercatori hanno a disposizione un foglio d'istruzioni, il "protocollo" come viene chiamato nei veri laboratori, che spiega tutti i passi necessari a completare l'esperimento.

 

Innanzitutto si deve entrare in confidenza con l'amido. I ragazzi, dunque, riempiono due provette numerate con un po' d'acqua e in una di queste versano un pizzico amido. A entrambe le provette, dopo aver segnato su una tabella l'esatto contenuto di ognuna (nei laboratori bisogna essere ordinati!), viene aggiunta qualche goccia di Lugol (soluzione di iodio).

Dopo una vigorosa "shakerata", incredibilmente la soluzione contente l'amido, diventa molto più scura di quella solo a a base di acqua!

Questo processo chimico quindi ci indicherà quali sostanza contengono l'amido!

Il passo successivo rappresenta il cuore dell'esperimento. Ai piccoli ricercatori vengono dati fette di patate (da grattuggiare), mandorle (da sminuzzare con il mortai), cereali (da sbricioalare) e un po' di zucchero. Questi campioni ,dopo esser stati "trattati", vengono inseriti in quattro provette insieme a dell'acqua.

Segue un concerto di briciole, grattuggiate e sonori colpi di pestello

«Meglio questo di una normale lezione» afferma divertita Arianna.

Arriva poi il momento in cui i giovani scienziati devono esporre la loro ipotesi, ossia le possibili risposte alla domanda: "dove si nasconde l'amido?" e scriverle sulla tabella.

Non resta che verificare!

Alle provette viene aggiunto il Lugol, l'indicatore per "smascherare" la presenza di amido e... ta-daaaa!

Patate e cereali contengono amido, zucchero e mandorle no!

SECONDO ESPRIMENTO: FACCIAMO LA COLLA!

Scoperto che l'amido è presente nelle patate, si può ora cominciare a preparare una colla fatta in casa.

Stavolta però serve un fornello e, quindi, i ragazzi devono fare gli assistenti a Giulia e silvia, molto più esperte con questo tipo di strumenti.

 

Tutto si svolge in poco tempo: 35 grammi di amido di patata e 150 ml d'acqua in un beaker di vetro e via a fare riscaldare il tutto sul fornelletto. Dopo un po' di mescolate, la sostanza ottenuta è proprio una gelatina collosa!

La prova finale è provare a usare questa specie di "slime" per incollare due cartonici: FUNZIONA! ESPERIMENTO RIUSCITO!

TERZO ESPERIMENTO: CARTA RICICLATA

L'ultimo esperimento riguarda la carta: come fare per produrla?

La risposta è facile, con il legno, ma nessuno ha intenzione di sradicare i due alberi che torreggiano in giardino («Non tagliamoli, fanno ombra!» dice un preoccupato Alessandro).

La seconda opzione è quindi il riciclo di carta già usata!

 

I gruppi di lavoro iniziano a spezzettare 15 grammi di cartone, che poi viene messo nel beaker e "innaffiato" con 250 ml d'acqua.

Con l'aiuto delle ricercatrici Senior, i vari composti vengono frullati finché non rimane che una specie di poltiglia.

La fase successiva consiste nel fissare con delle mollette una retina a una ciotola, sulla quale poi viene versato il contenuto ben mescolato. Così facendo si scola tutta l'acqua in eccesso.

 

«Mi piace un sacco fare esperimenti: mi sa che farò la scienziata...»,  dice Lucrezia mentre è intenta a non rovesciare il composto.

Ci siamo quasi

Quando la poltiglia ha terminato di gocciolare, si toglie la retina e la si gira su un panno più grande grande e, dopo aver ricoperto la "polpa di carta", si lavora di mattarello per stendere il tutto.

 

Si ottiene così un impasto ben piatto che, una volta asciutto, sarà uno splendido foglio di carta!

 

La giornata conclude dunque tra l'entusiasmo dei bambini e non si fatica a raccogliere qualche opinione:

«Piaciuto l'esperimento? Lo vorresti rifare?»-

«Sì, mi è piaciuto ma non lo vorrei rifare», dice Jovan.

«Non lo vorresti rifare? E come mai?».

«Be perchè ne voglio fare altri diversi!»

 

Volete mettervi alla prova anche voi? Su www.henkel-ricercamondo.it trovate tanti esperimenti che potete fare anche a casa o a scuola!