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HENKEL RICERCAMONDO | PICCOLI SCIENZIATI ALL’OPERA

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Siamo andati a Sorbano del Vescovo, in provincia di Lucca, per seguire la nuova tappa  del progetto “Henkel Ricercamondo”, che spiega che cos'è il metodo scientifico attraverso il gioco, il divertimento e tanti esperimenti.

“Se i denti non li laviamo, fanno la fine di quel guscio d'uovo”, dice Rashen. “Bleah, che schifo quel guscio!”, sembrano dire con le loro smorfie gli studenti della Quinta A di Sorbano del Vescovo, un piccolo paese a 2 km da Lucca.
Davanti a loro, Silvia e Giulia, due divulgatrici scientifiche, spiegano perché è meglio usare il dentifricio e, tra uno scherzo, un gioco e un esperimento insegnano ai ragazzi che cos'è e come funziona la scienza.

 

Meglio lavarsi i denti!

Insieme a Silvia e a Giulia si legge innanzitutto il protocollo (così si chiama il foglio che descrive cosa occorre e il procedimento di un esperimento). Tutti annusano il contenuto di alcuni bicchieri cercando di indovinare che cosa contengono. La risposta arriva: si tratta di aceto di vino, succo di mela, acqua del rubinetto, latte di mandorla e acqua con bicarbonato. Scoperte le sostanze, i gruppi fanno delle ipotesi sull'acidità delle sostanze, immergono le cartine tornasole nei bicchierini e poi le tolgono facendole asciugare qualche secondo, confrontando poi i colori delle cartine con la legenda e scrivendo i numeri corrispondenti sulla tabella.
“Mi sento proprio una scienziata: sono emozionata”, dice Aurora. Poi, stabilito il grado di acidità di ognuna delle cinque sostanze, i piccoli scienziati imparano che il guscio di un uovo è composto soprattutto da bicarbonato di calcio, proprio come lo smalto dei nostri denti. Allora prendono il guscio, lo dividono a metà con una riga disegnata con un pennarello nero e scrivono “sì” in una parte e “no” nell'altra. A quel punto, prendono uno spazzolino, mettono del dentifricio sulla parte in cui è scritto “sì” e, con un fazzoletto, tolgono il dentifricio in eccesso.
“Mi sa che il dentifricio serve a pulire i denti e a non farli cariare”, dice Daniele. Il guscio viene preso con con una pinzetta e immerso in un bicchiere di aceto. Dopo mezz'ora, si vedono i risultati. Le due metà reagiscono in modo differente: nella parte con scritto “no”, quella senza dentifricio, il guscio perde la propria copertura così come i denti non lavati perdono il proprio smalto. “La parte dove è scritto no, invece, si rompe, con dei buchi come delle carie”, dicono Bianca e Agnese. Tutti sono concordi: meglio lavarsi i denti!

Crema fai-da-te

Tutto è pronto per fare un altro esperimento. Servono: provetta da 50 ml con tappo, siringa, calamita, due sfere metalliche, cucchiaino, piccoli contenitori di plastica, lecitina di soia, olio vegetale, acqua calda, olio essenziale profumato. Si inizia. Per prima cosa si riempiono rispettivamente la provetta di lecitina di soia fino a 7,5 ml e la siringa con 10 ml di acqua calda, da versare nella stessa provetta inserendo anche le due sfere di metallo. Una volta chiusa la provetta, va agitata forte finché la lecitina di soia non si scioglie. Poi si aggiungono 4 ml di olio vegetale e due gocce di olio essenziale. Con la calamita, infine, si fanno scorrere le due sfere metalliche fino a toglierle. Ecco la crema idratante da mettere nei piccoli contenitori di plastica è pronta da portare a casa alla mamma!

 

Colla all'amido

“Gli scienziati”, dicono Giulia e Silvia “osservano, pensano, si fanno le domande, si danno delle possibili risposte che si chiamano ipotesi e si immaginano gli esperimenti. Poi fanno delle prove e arrivano alle conclusioni”.
È pomeriggio e tocca alla classe Terza A. L'occorrente è sul banco di ogni alunno: campioni per poter individuare la presenza di amido negli alimenti, amido in polvere, pipette, acqua, una soluzione di iodio che si chiama Lugol,  provette e porta-provette. Il Lugol è un liquido colorato che contiene iodio ed è un indicatore, proprio perché indica la presenza di amido in un alimento. Come la indica? Diventa scuro in presenza di amido, mentre resta chiaro se l'amido non c'è. Asia è indaffaratissima: insieme ai suoi due compagni di lavoro, riempie delle provette con 6 ml d'acqua ciascuna, poi mette una punta di amido in una provetta, segna tutto sulla tabella e aggiunge due gocce di Lugol in ogni provetta.  
“È bellissimo! Mi piacerebbe diventare una scienziata ma sono piccola e devo ancora decidere”, dice Asia. L'amido è in tanti alimenti. Ad esempio nella pasta, nel pane, nel riso, nel mais. Con dell'acqua, in un contenitore che si chiama beaker, e con un po' di calore, diventa colla. Silvia e Giulia scaldano il tutto su una piastra. Et voilà: la colla è fatta

Carta riciclata

Ultimo esperimento: fare la carta riciclata. Iniziamo: un cartoncino pesante 15 grammi tutto da spezzettare e da mettere nel beaker di vetro, un quarto di litro d'acqua nel beaker di plastica e poi via, a frullare finché non resta più alcun pezzo grosso di carta! Ora versiamo tutto nel beaker di vetro e mescoliamo. Con le mollette fissiamo una retina alla ciotola, sulla quale versiamo il contenuto del beaker di vetro ben mescolato. Quando ha terminato di gocciolare, togliamo la retina e la mettiamo su un panno grande. Mettiamo poi un panno piccolo sulla polpa di carta e ruotiamo la retina e lo stesso panno piccolo, poi stendiamo pian piano la polpa di carta col mattarello. Infine, togliamo la retina. Eccolo! Il foglio lo mettiamo lì e quando sarà asciutto si potrà staccare delicatamente dal panno piccolo.
Non vorreste provare anche voi?

 

Ricercamondo è l’iniziativa di Henkel che si propone di avvicinare i bambini alla scienza, invitandoli a sperimentare cosa si fa e come si lavora in un laboratorio. Volete mettervi alla prova? Su  www.henkel-ricercamondo.it trovate tanti esperimenti che potete fare anche a casa o a scuola!