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Nuove tecnologie a scuola per fare esperienze con il metodo scientifico

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Nuove tecnologie a scuola per fare esperienze con il metodo scientifico
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Le nuove tecnologie ci permettono di far fare esperienze di metodo scientifico insegnando ai bambini non solo a raccogliere i dati, ma anche a creare un modello interpretativo.

“Che si fa oggi per dare la nozione del peso dei vari liquidi? Dopo aver detto che i liquidi hanno un diverso peso, si fa studiare agli scolari un elenco, una tabella in cui i vari liquidi sono messi in gradazione rispetto al loro peso specifico (...). Il metodo sperimentale invece porta i ragazzi a osservare che se metti in un bicchiere una certa quantità di acqua e poi una certa quantità di spirito, questa sta a galla e così succede se all’acqua si unisce l’olio (...)”.

Così scriveva l’insegnante di una scuola elementare circa 100 anni fa. E ancor oggi la scuola tende a proporre tabelle da studiare, invece di esperimenti in classe. In questo modo non ci possiamo meravigliare se le materie scientifiche risultino poi astratte agli studenti e neppure che questi escano dalla scuola senza una competenza scientifica.

Nella storia della scuola molti insegnanti hanno cercato di cambiare rotta con piccoli esperimenti, come raccogliere dati da stazioni meteorologiche per costruire statistiche sulle temperature oppure osservando i diversi pesci in un acquario... Tutte esperienze abbastanza episodiche e che generalmente si sono concluse con la sola raccolta dati.

SEMPLICI DISPOSITIVI PER "PIANTARE IL SEME" DEL METODO SCIENTIFICO

Oggi le tecnologie possono fornire un grande aiuto anche in fasi più avanzate: non solo la raccolta dati, ma anche alla costruzione dei modelli interpretativi.

Dispositivi per la rilevazione di variabili ambientali quali temperatura, umidità, conducibilità termica, luminosità sono disponibili sul mercato a poco prezzo. Si possono usare schede già predisposte per queste attività e quindi di facile utilizzo come GoGoBoard che ha un’interfaccia grafica a blocchi del tutto simile a Scratch. Scheda e sensori sono compresi in un kit e si possono memorizzare i dati raccolti in un cloud per poi consultarli utilizzando una normale pagina web. Il mercato quindi offre una vasta gamma di soluzioni per raccogliere dati e analizzarli, aiutando i bambini nella fase di analisi di un esperimento.

Si tratta della fase della costruzione del modello, che è la più avanzata del metodo scientifico, ed è quella che cerca di interpretare ciò che si è osservato. Prendiamo, per esempio, la nascita di una piantina di fagioli. Finora in questo esperimento si osservava che l’acqua e la luce erano necessari per far sviluppare la pianta. Il resto, la teoria, la si leggeva sul libro. Adesso, potendo raccogliere in modo oggettivo diversi parametri, si può costruire un modello interpretativo usando un linguaggio come Scratch. Un modello in grado di utilizzare i dati dei sensori e di interpretare come il variare dei parametri influenzi poi la crescita o porti alla morte della pianta.

NUOVE PROSPETTIVE

Naturalmente si tratta di una metodologia che si può facilmente estendere a moltissimi argomenti come la diffusione del calore nel metallo, la crescita di batteri su un substrato o semplici reazioni chimiche.

Le tecnologie oggi permettono di cambiare il modo di presentare le materie scientifiche, ma soprattutto di far fare esperienze di metodo scientifico, di sviluppare competenze di problem solving che però non si limitino alla sola fase della raccolta dei dati, ma sviluppino modelli interpretativi partendo da quanto raccolto con i sensori a disposizione. Poiché l’obiettivo è quello di insegnare il metodo rigoroso della scienza.

Non è necessario utilizzare apparati complessi. Le soluzioni più diffuse come RaspberryP o GoGoBoard possono essere adeguate a questo obiettivo che è particolarmente importante per sviluppare nei bambini una capacità di ragionamento scientifico che li aiuterà poi nello studio delle Steam (Science, Technology, Engineering, Art e Maths).

Focus Scuola è il nuovo mensile per gli insegnanti del Gruppo Mondadori, un magazine rivolto a tutti i docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per aiutarli ad affrontare le nuove sfide dell’insegnamento nell’era digitale. La rivista propone approfondimenti sugli ultimi studi scientifici e pedagogici, ma anche idee di buone pratiche sperimentate in Italia e nel resto del mondo dai singoli insegnanti e fornisce spunti su didattiche innovative e sull’uso della tecnologia in classe

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