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Marco Rossi-Doria e le scuole chiuse per virus: “un’occasione per crescere”

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Marco Rossi-Doria e le scuole chiuse per virus: “un’occasione per crescere”
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Tra i tanti insegnanti preoccupati per l'andamento dell'anno scolastico non c'è il "maestro di strada", convinto che possa essere l'opportunità per ragazzi e docenti di provare esperienze del tutto nuove.

La riapertura della scuola sembra più che mai lontana. E non pochi insegnanti iniziano a essere seriamente preoccupati per il bilancio finale di quest'anno scolastico. Gli alunni perderanno apprendimenti e conoscenze fondamentali per il loro futuro. Non è dello stesso parere Marco Rossi-Doria, primo maestro di strada d'Italia, formatore di docenti e collaboratore di Focus Scuola.

Lo abbiamo contattato.

Maestro, i nostri bambini stanno saltando molte ore di lezione. Può essere un problema per la loro carriera scolastica?

In realtà credo che questo periodo possa trasformarsi in qualcosa di diverso e utile. I ragazzi possono finalmente fare cose nuove che solitamente non hanno tempo di fare. Faccio degli esempi: Possono mettere a posto la loro cameretta, darle un nuovo ordine. Imparare qualche mestiere nuovo, come rifare il letto, caricare la lavatrice, lavare i pavimenti. Oppure chiamare una persona lontana che non sentono da tempo e fare due chiacchiere, ovviamente a voce e non tramite Whatsapp. Un'altra attività che possono svolgere è leggere un bel libro. Ma va bene anche solo sfogliare un libro illustrato e fantasticare guardando le immagini.

Ma il programma di matematica e l'analisi grammaticale?

Innanzitutto gli insegnanti dovrebbero chiedersi che cos'è l'apprendimento. Adesso stiamo vivendo una situazione diversa, eccezionale che questa generazione di studenti si porterà dietro per la vita. Sarà per loro un ricordo mitologico. Quindi sarebbe sbagliato scimmiottare il mondo di prima. C'è stato uno iato tra quello che era normale fino a qualche settimana fa e l'oggi. I bambini stanno vivendo qualcosa di nuovo e anche il modo di apprendere deve cambiare. Sarebbe assurdo continuare con la brutta copia della scuola inviando in chat compiti tradizionali, moltiplicazioni ed esercizi di grammatica. Diamo spazio allo spaesamento.

Che cosa significa nella pratica?

Un po' quello che ho già detto all'inizio. Dedicarsi a compiti di realtà. E farlo in un tempo rallentato. Sì può anche chiedere ai ragazzi di tenere un diario di questo periodo in cui annotare quello che si fa ogni giorno. E poi la sera dopo rileggere quello che si è scritto: ci si accorgerà così che questo tempo non è affatto vuoto, ma anzi è fatto di piccoli gesti quotidiani ricchi di significato. Si scoprirà finalmente che lentezza non è sinonimo di nulla, ma anzi è una grande ricchezza. E dalle piccole cose si impara molto.
Un suggerimento che mi sento di dare può essere anche quello di organizzare piccoli gruppi per fare due passi in quartiere, osservare ciò che la fretta non ci fa vedere, disegnare una mappa con le strade, guardare il cielo e descrivere il colore che non è mai un semplice azzurrro. Poi magari mandare alla maestra questa descrizione. L'unica regola davvero importante da dare ai ragazzi nello svolgere queste attività deve essere quella di portarle a compimento e farle bene, con impegno.
Anche per gli insegnati è quindi l'occasione per una didattica diversa. È il momento di mandare ai propri alunni un messaggio diverso, senza ossessionarsi con la scuola: Si possono imparare cose più da grandi. Insomma questa è l'occasione per crescere.

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