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Il ruolo della scuola: “insegnanti, ricordiamo quanto siamo importanti”

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Il ruolo della scuola: “insegnanti, ricordiamo quanto siamo importanti”
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Marco Rossi-Doria, formatore di docenti e primo maestro "di strada" in Italia, condivide una riflessione sul ruolo chiave giocato dalla scuola nella crescita dei ragazzi

Quando i bambini e i ragazzi escono di casa per andare a scuola vanno verso il mondo. In primo luogo la scuola è il cantiere privilegiato dell’incontro con il sapere dell’umanità, con il proprio tempo e con ogni tempo, e con la vita umana in ogni suo aspetto. Proprio perché oggi come mai prima impariamo ovunque, è la scuola dove ogni sapere diventa studio organizzato, lavoro comune e sorvegliato, esplorazione dei confini e delle cerniere tra discipline, sistemazione delle conoscenze, costruzione di dubbio metodico e di metodo di ricerca, acquisizione di competenze riconoscibili.

SCUOLA-CANTIERE

È un cantiere immenso, complesso, entusiasmante, che attiva opportunità di sapere sterminate attraverso una molteplicità di linguaggi e “grammatiche” e di media vecchi, nuovi e nuovissimi che incontrano persone con uguali diritti alla conoscenza ma diversissime tra loro.

Al contempo a scuola avviene l’incontro – diverso per le diverse età – con le persone che non sono “io” e non sono “di famiglia”. Dai 3 ai 18 anni ragazzi vivono a scuola e vi apprendono le abilità sociali, il saper stare con gli altri e Il costruire relazioni, ma anche il saper stare – nel farlo – con se stessi.

Così la scuola è, in grande, quel che lo specchio è per i bimbi piccolissimi: il riflesso e la restituzione, di importanza decisiva,che fa incontrare se stessi, vedersi, scrutarsi, scoprirsi, riconoscersi, trovare identità e progressivamente differenziarsi come persone.

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La scuola può rappresentare questo per ogni ragazzo solo se si pensa come luogo terzo, non troppo protettivo e saputo come sono i contesti di famiglia, ma neanche minaccioso. O, come ebbe a dire lo psicanalista Sigmund Freud, un luogo intermedio, dove si fa e l’esperienza della vita ma non nella situazione compiutamente reale.

LE TRE "R"

Tre “r” permettono questa possibilità: regole, relazione, riti.

In questo tempo di crisi della tenuta educativa, con tanti episodi intollerabili, proprio le regole consentono un serio e pacato presidio del limite, che serve agli esseri umani per crescere in modo equilibrato. E queste, per avere senso, devono essere accompagnate da un sistema di relazioni, garantito da una comunità educante e da una ritrovata ritualità comunitaria nella vita scolastica.

Gli insegnanti sono i promotori e i garanti di tutto questo. Esserne consapevoli ci chiama a una rinnovata professionalità e, al contempo, a far valere più che in passato la nostra insostituibile funzione sociale e civile dinanzi alla comunità nazionale.