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Il coding potenzia il pensiero logico

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Il coding potenzia il pensiero logico
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Studiare coding è importante non per diventare informatici, ma perché aiuta a sviluppare il pensiero logico.

È ormai certo che le professioni del futuro avranno bisogno di competenze digitali.

Le analisi condotte dall’Unione europea dimostrano che avremo sempre più bisogno di professionisti in questo campo. Già oggi i salari dei mestieri che richiedono buone competenze digitali sono più alti del 50% rispetto agli altri.

PROGRAMMARE PROMUOVE ABILITÀ TRASVERSALI

La richiesta di competenze digitali avanzate è in crescita esponenziale in tutti settori, anche in quelli non propriamente scientifici. Da queste analisi parte la campagna europea sul coding a cui certamente la scuola dovrà adeguarsi, occupandosi sempre di più della cosiddetta computer science.

Le nuove parole chiave intorno alle quali ruota la campagna europea sul coding a scuola sono: use, create, coding e computer science. Queste ultime vengono declinate in una serie di contenuti e di abilità: computer programming (programmazione, informatica, eccetera), pensiero computazionale, data science, networking, sicurezza informatica, robotica e intelligenza artificiale.

Hadi Partovi di Code.org, che ha disegnato questo scenario, insieme a rappresentanti della Commissione europea, in un recente congresso sulla formazione degli insegnanti, ha presentato i risultati negli Stati Uniti: le scuole che hanno adottato il coding hanno ottenuto migliori risultati anche nella lettura, nella matematica e nelle scienze. Inoltre, è emerso che gli studenti si appassionano di più alla scuola e il 70% di loro vuole continuare a studiare computer science dopo la scuola secondaria.

CODING E MONDO SCUOLA

A questo punto, però, la domanda che resta aperta è: si tratta di una nuova materia, di nuovi contenuti o di una attività trasversale alle discipline? Se guardiamo alla scuola primaria, il coding è certamente un’attività che coinvolge gli studenti i quali, attraverso il gioco, potenziano le loro capacità logiche.

Riuscire a fare in modo che una macchina priva di una propria intelligenza risolva problemi, compia azioni e realizzi progetti richiede che si costruisca una strategia, che si usi il linguaggio in modo rigoroso, che non si dia per scontato nessun passaggio, che non si facciano salti logici. Quindi il coding aiuta a sviluppare il pensiero logico (computazionale) ed è per questo che ha diritto di cittadinanza nel curriculum scolastico.

Il problem solving, cioè la capacità di imparare dagli errori e l’uso rigoroso del linguaggio, sono competenze che la scuola cerca da sempre di sviluppare negli studenti. Oggi possiamo farlo attraverso un’attività divertente e coinvolgente per i nostri studenti, anche della scuola primaria e dell’infanzia. Quindi il coding non per imparare a usare questo o quel linguaggio e neppure per diventare futuri programmatori, ma per dialogare con la propria intelligenza, per sviluppare la logica in maniera divertente e rimanendo coinvolti in quello che si fa.

Attenzione quindi, non pensiamo di formare piccoli informatici, anche perché tra dieci anni, quando i bambini di oggi usciranno dalla scuola, certamente linguaggi, tecniche e strumenti saranno cambiati.

È possibile proporre questa attività ai nostri studenti senza sapere niente di informatica e anzi avendo una qualche diffidenza verso il computer? Questa è una delle maggiori preoccupazioni degli insegnanti. La risposta è sì, il coding è alla portata di tutti. Si tratta di un’attività coinvolgente che si può fare a diversi livelli di complessità. In Rete si possono seguire molti corsi gratuiti.

Segnaliamo la piattaforma Emma di Alessandro Bogliolo: https://platform.europeanmoocs.eu/ course_coding_in_your_classroom_now. E poi tutte le attività della palestra del coding (coderdojo): www.coderdojo.it