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“Esame di terza media solo a fine lezioni”: il Ministero concede tempo alle scuole

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“Esame di terza media solo a fine lezioni”: il Ministero concede tempo alle scuole
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Il Ministero dell'Istruzione ha accolto le rimostranze del mondo scolastico, preoccupato di dover terminare le lezioni già dalla prossima settimana per permettere l'organizzazione dell'esame.

Un sospiro di sollievo sarà sfuggito in queste ore a dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e genitori. La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha infatti modificato la bozza dell'ordinanza che disciplina l'esame di terza media, facendo un passo indietro su un punto cruciale.

La versione precedente della bozza infatti obbligava a svolgere l'esame entro la fine delle lezioni, tra il 6 e il 12 giugno a seconda della Regione. Una decisione senza precedenti, dal momento che gli esami si sono sempre svolti dopo la fine della scuola. E una decisione che ha gettato nell'ansia, se non nell'angoscia, praticamente tutte le categorie coinvolte nel mondo della scuola. I ragazzi si sono trovati improvvisamente con pochissimi giorni a disposizione per terminare le loro “tesine”. I docenti e i dirigenti scolastici con pochissimo tempo per svolgere tutti gli adempimenti necessari.

LE REAZIONI DI DOCENTI, GENITORI E DIRIGENTI SCOLASTICI

Secondo quanto denunciato dall’Associazione nazionale presidi, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera alla ministra, ogni dirigente di scuola secondaria di primo grado avrebbe dovuto riunire il collegio docenti per deliberare modalità e criteri di valutazione della tesina e del percorso triennale di studi; riunire i consigli di classe per declinare criteri e modalità, individuare la tematica da assegnare a ciascun alunno e formulare proposte sul calendario delle presentazioni. Avrebbe dovuto infine partecipare, presiedendo i rispettivi consigli, alla presentazione degli elaborati. Il tutto in meno di un mese.

Cisl Scuola si era spinta addirittura oltre nelle critiche alla bozza, rilevando aspetti di incostituzionalità dell'esame di terza media così come era stato pensato.

«L’esame - è scritto nel comunicato sindacale- proprio non c’è. Non c’è ammissione, non c’è commissione, non c’è alcuna prova e questo mal si accorda con le previsioni costituzionali.(...) La discussione dell’elaborato è collocata nell’ambito dell’attività didattica ordinaria, entro la fine delle lezioni. I problemi che ne derivano sono molteplici, sia rispetto alla possibilità di organizzare in tempi tanto brevi tutti gli adempimenti, sia rispetto al fatto che non è chiaro se il consiglio di classe che deve ascoltare l’esposizione sia inteso come collegio perfetto, se debba essere presente il dirigente scolastico e come nel frattempo possa essere mantenuta l’attività didattica sincrona con tutti gli altri allievi».

Ecco, questo era davvero il punto cruciale. Perché per rispettare il diktat del ministero sul termine degli esami entro la fine delle lezioni, praticamente le scuole avrebbero dovuto sospendere la didattica a partire dalla prossima settimana. E questo proprio in un anno scolastico nel quale il coronavirus ha già costretto gli studenti a perdere parecchi giorni di scuola e a svolgere l'intero secondo quadrimestre con la Didattica a distanza.

Per questo anche i genitori erano sul piede di guerra contro questa scelta ministeriale che risultava francamente incomprensibile, a meno che non si voglia dar retta ai maligni che insinuano che la ministra avesse scelto questa linea per poter liberare anticipatamente i docenti della secondaria di primo grado in modo da poterli reclutare per le commissioni degli esami di maturità.

PERICOLO SCAMPATO?

Comunque sia, la ministra ieri intervenendo in audizione alla Camera ha dichiarato di aver accolto gli appelli pervenuti. «Ho subito dato la mia disponibilità a concedere tutto il tempo che serve alle istituzioni scolastiche per svolgere il procedimento in assoluta serenità». Gli esami di terza media, dunque, inizieranno subito dopo la fine delle lezioni, con gran sollievo di tutti.

«Studentesse e studenti saranno valutati attraverso lo scrutinio finale che terrà conto anche di un elaborato da consegnare -ha chiarito la ministra-. L’argomento dell’elaborato sarà concordato con i docenti, valorizzando il percorso fatto da ciascuno studente. Sarà presentato oralmente, in modalità telematica, davanti al Consiglio di classe, e sarà valutato in sede di scrutinio finale sulla base dell’originalità, della coerenza con l’argomento assegnato, della chiarezza espositiva».

Attenzione, non tutti saranno automaticamente promossi al secondo ciclo. Gli studenti con un quadro carente fin dal primo quadrimestre potrebbero non essere ammessi all'esame.

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