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Didattica e coronavirus: come cambierà la scuola al rientro di settembre?

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Didattica e coronavirus: come cambierà la scuola al rientro di settembre?
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Il primo maestro di strada italiano Marco Rossi-Doria analizza le prospettive per la scuola che dovrà convivere con il coronavirus

A settembre non vi sarà un semplice ritorno a com’era la scuola prima del coronavirus e vivremo tutti la seconda sfida dopo quella di restare a casa. Infatti, l’epidemia si sarà mitigata – si auspica – ma il contagio sarà ancora in agguato. E ancora all’inizio dell’anno prossimo non sono pensabili le scene di prima di Covid-19: classi di bambini uno vicino all’altro, tanti nonni e genitori fuori da scuola a prenderli, case dei nonni o nonni a casa per fare i compiti, doposcuola affollati. E, però, non è neanche pensabile avere bambini piccoli a casa mentre i genitori lavorano e dovrà pur esservi un primo serio superamento dell’eccesso di distanza.

Le amministrazioni cittadine sapranno organizzare luoghi sicuri per i bambini nei pomeriggi? Ci saranno estesi i luoghi sociali, a piccoli gruppi, curati dal terzo settore e/o le scuole aperte il pomeriggio a gruppi contenuti?

Già subito dopo il decreto legge del 8 aprile è stato chiaro a ogni maestra che il “ritorno alla normalità” sarà, in realtà, un nuovo cantiere, le cui incerte caratteristiche saranno oggetto di negoziazione solidale tra scuola, famiglie, comuni, altre agenzie educative.

Nei prossimi mesi anche dalle pagine di Focus Scuola ascolteremo le esperienze messe in campo e avanzeranno proposte. Intanto, ecco alcune suggestioni:

  • Il governo dovrà elencare le forme mitigate, probabilmente graduali, del distanziamento e il ministero dare le regole generali per garantire la scuola in presenza ma anche in sicurezza e per garantire, al contempo, la didattica a distanza dando device, connettività, disponibilità di byte a chi ne ha tuttora bisogno. Ma - diciamolo - è illusorio pensare che arriverà una formula magica dall’alto che risolva ogni questione.
  • Dunque, sarà importante che siano le autonomie scolastiche e le reti tra scuole di ogni territorio a dare risposte ai differenti bisogni. Infatti le cose sono molto differenziate da luogo a luogo e solo decisioni decentrate e flessibili, fortemente condivise tra scuola, famiglie, comuni possono rispondere a bisogni diversi e in rapido mutamento.
  • Per un certo tempo dovranno alternarsi - nelle scuole primarie - più soluzioni organizzative: docenti in azione anche a turni, con meno bambini e nella funzione di “docente unico” pur entro la comune programmazione, momenti di scuola all’aperto, soprattutto nei primi mesi, magari con l’aiuto dell’associazionismo, uso della didattica a distanza per quota parte del tempo, spostando la fruizione delle nozioni a casa e concentrando in presenza lo sviluppo delle attività più complesse, secondo gli indirizzi della “classe rovesciata”, ecc.

Sarà, inevitabilmente, una sfida educativa inedita, un’esperienza complessa, da inventare e costruire con tutta la nostra sapienza e inventiva.

 

Focus Scuola è il mensile per gli insegnanti del Gruppo Mondadori, un magazine rivolto a tutti i docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per aiutarli ad affrontare le nuove sfide dell’insegnamento nell’era digitale. La rivista propone approfondimenti sugli ultimi studi scientifici e pedagogici, ma anche idee di buone pratiche sperimentate in Italia e nel resto del mondo dai singoli insegnanti e fornisce spunti su didattiche innovative e sull’uso della tecnologia in classe

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