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Costruire e suonare uno strumento a scuola aiuta l’ambiente e stimola la creatività

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Costruire e suonare uno strumento a scuola aiuta l’ambiente e stimola la creatività
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Perché limitarsi a usare il flauto? Costruire in classe altri strumenti è anche un modo per riscoprire il passato e recuperare oggetti altrimenti da buttare.

“Fare musica” non è solo un modo di dire, può essere inteso anche in senso letterale: imparare a costruire uno strumento musicale, perfino il più semplice o facile da suonare, significa avvicinarsi a quest’arte con fantasia e creatività. Se poi per realizzare questi strumenti si usano materiali di scarto o apparentemente non destinati alla musica, si sviluppa un atteggiamento attento e responsabile nei confronti dell’ambiente, raggiungendo un obiettivo didattico attraverso un insegnamento trasversale.

Costruire una frusta sonora, dei cembali o dei tamburelli, o ancora dei tubi del vento o del mare, sviluppa capacità manuali e allontana da un’idea stereotipata dell’insegnamento della musica a scuola che vede come unico protagonista il flauto.

“Fare musica”, a questo punto, consiste non più solo nell’imparare le note e suonare l’Inno alla gioia di Beethoven, ma nel diventare piccoli liutai capaci di usare le proprie mani per trasformare la classe in un laboratorio musicale dove sperimentare e inventare suoni. Il pentagramma, allora, non è più solo quello scritto sullo spartito, ma lo si può visualizzare con una batteria di bottigliette di succhi di frutta vuote e riempite d’acqua a diversi livelli, in modo da ottenere i suoni pentagrammatici.

Da lì a creare vere e proprie scenografie musicali il passo è breve: con striscioline di carta crespa annodate a un bastoncino, per esempio, si può riprodurre il rumore delle foglie al vento.

LA MUSICA PER RISCOPRIRE IL PASSATO

Nella scuola si stanno riscoprendo le abitudini dei nonni, le tradizioni locali, in un’ottica di ricostruzione di un passato che fa parte del nostro bagaglio culturale. Ma spesso non basta la narrazione, è necessario far rivivere ai bambini le usanze, facendo scoprire loro il ruolo del suono, della musica, in quella che era la vita di paese.

Ad esempio in molte regioni d’Italia, tra la fine di febbraio e i primi di marzo, i ragazzini si radunavano e giravano per le strade a fare baccano battendo bussolotti, pignatte e altri oggetti costruiti sul momento per scacciare gli spiriti maligni dell’inverno e farli arretrare nel profondo delle tenebre, incitando la primavera a farsi avanti.

In Veneto erano i giorni del “Batimarso”, ma anche in Trentino, in Friuli Venezia Giulia e in altre zone del Settentrione questa tradizione segnava il passaggio di stagione.

Un rito risalente agli antichi Romani, quando nel giorno del primo plenilunio di marzo, che sanciva il passaggio dal vecchio al nuovo anno, un uomo vestito di pelli chiamato Mamurio Veturio era cacciato fuori dalla città a bastonate.

FARE MUSICA È FARE CLASSE

Tutti possono costruire uno strumento.

Realizzare braccialetti e cavigliere, tamburi con i secchi, xilofoni con piccoli tubi di metallo di varie lunghezze, spago e listelli di legno è una lezione che non fa differenza tra il “più” o il “meno” bravo, ma è un gioco di squadra.

Non solo. Creare uno strumento stimola la curiosità: il bambino, mentre lo produce, non vede l’ora di suonarlo, di provarlo, di sperimentare. Fare musica diventa così un modo per mettere in campo la creatività, la libertà espressiva, ma anche le capacità relazionali necessarie per arrivare all’obiettivo finale. In classe, per ideare il “bastone della pioggia”, c’è chi porterà il tubo di cartone e chi i semi, qualcuno tapperà l’estremità del buco e qualcun altro decorerà il tutto.

STRUMENTI DA COSTRUIRE IN CLASSE: QUALCHE ESEMPIO

CHITARRA... DELLE MIE SCATOLE DA SCARPE

Materiale occorrente:

  • una scatola da scarpe
  • elastici
  • carta da regalo

Coprite la scatola con la carta recuperata da qualche pacchetto regalo ricevuto. Praticate un foro rotondo nel coperchio della scatola. Costruite con altro cartone il “braccio” della chitarra e applicate le “corde” utilizzando elastici di varie misure per ottenere un suono diversificato.

TAMBURELLO INDIANO

Materiale occorrente:

  • una scatolina rotonda di cartone (per esempio quelle dei formaggini)
  • un bastoncino di legno
  • sassolini
  • spago
  • scotch

Praticate quattro fori nella scatolina, passateci all’interno quattro cordicelle: annodatele dentro la scatola fra di loro, mentre alle estremità attaccate con lo scotch un sassolino. Infine sul retro della scatolina fissate il bastoncino. Poi decorate.

Il suono si ottiene roteando in senso alternato la scatolina, facendo perno sul bastoncino: i sassolini, sbattendo, producono un suono ritmico.

BATTERIA... RICICLATA

Materiale occorrente:

  • vecchi secchi o recipienti di plastica
  • scampoli di ecopelle o tessuti plastificati
  • spago o elastici
  • vecchi mestoli di legno
  • gomitoli di lana colorata

Coprite secchi e recipienti con gli scampoli o con i tessuti. Fissateli con lo spago o, meglio ancora, con elastici. Poi ricoprite la conca dei mestoli con lana colorata: ed ecco allegri percussori per i vostri tamburi.
Secchi di varie dimensioni si prestano a generare suoni pentagrammatici.